Il settore Ict si espande ma mancano i professionisti

Il 6 Giugno 2017 l’Osservatorio delle Competenze Digitali ha rilasciato nella sua terza edizione uno studio condotto dalle principali associazioni ICT AICA, Assinform, Assintel e Assinter Italia e promosso da MIUR e AgID. Dai risultati è emerso che l’Italia è un paese dotato di una forte spinta all’economia digitale ma che tuttavia ha grandi difficoltà nel trovare professionisti che la supportino e la sviluppino.

La domanda di esperti nel settore Ict è in costante aumento. Infatti questo dato emerge dai 175.000 annunci di lavoro su web analizzati nell’ultimo triennio. Ogni anno la richiesta cresce mediamente del 26%, con picchi del 90% per le nuove figure legate alla trasformazione digitale come i Business Analyst e gli specialisti dei Big Data, chiara dimostrazione di come le aziende stiano migrando verso il modello di azienda “data driven”. Al tempo stesso cresce anche la richiesta delle nuove professioni digitali: specialisti in Cloud, Cyber Security, IoT, Service Development, Service Strategy, Robotics, Cognitive & Artificial Intelligence. La maggior parte della richiesta proviene dal Nord ovest in cui si registra il 48% della domanda.

La stima è che nel triennio 2016-2018 si potrebbero creare 85.000 nuovi posti di lavoro che richiedono specializzazione in ICT a fronte di un’occupazione complessiva che potrebbe salire del 3,5% annuo e raggiungere le 624.000 unità. Pronostici decisamente favorevoli, tuttavia un altro problema colpisce questo settore: il mercato richiede il 62% di laureati e il 38% di diplomati, ma il nostro sistema formativo propone troppi diplomati (8.400 in eccesso) e troppo pochi laureati (deficit di 4.400). La situazione è infatti decisamente negativa, è stato inoltre rilevato che le immatricolazioni dell’area Ict crescono di anno in anno, tuttavia il tasso di abbandono è molto alto, circa il 60%, rendendo quindi difficile il reperimento di queste persone.

Chiaramente l’economia digitale sta portando un drastico cambiamento nel mondo delle aziende richiedendo esperti Ict per effettuare il cambiamento, creando nuove professioni come: i Change Manager, gli Agile Coach, i Technology Innovation Manager, i Chief Digital Officer o gli IT Process & Tools Architect. Ognuna di queste occupazioni sarà costituita da un mix più articolato di competenze, per governare strategicamente i cambiamenti imposti dalle aree Big Data, Cloud, Mobile, Social, IoT e Security. Saranno soprattutto figure fatte da un impasto di skill tecnologiche, manageriali e soft skills quali leadership, intelligenza emotiva, pensiero creativo e gestione del cambiamento.