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Il 7 gennaio è stata annunciata un’importante intesa tra TIM e Fastweb, supportata anche da Vodafone, per avviare un progetto di RAN sharing. Questa collaborazione non è solo un passo avanti nella costruzione di reti più efficienti, ma rappresenta un’opportunità per accelerare la diffusione del 5G in Italia in modo sostenibile.
Cos’è il RAN sharing?
Il termine RAN sharing indica la condivisione della Radio Access Network, ovvero la parte fisica delle reti mobili che comprende antenne e infrastrutture necessarie per collegare gli utenti alla rete. Con questo modello, più operatori possono utilizzare le stesse risorse di accesso, riducendo i costi e evitando la duplicazione delle infrastrutture nelle medesime aree.
Tipologie di condivisione
Ci sono vari livelli di RAN sharing: un approccio più semplice prevede la condivisione di risorse passive come i siti e le alimentazioni, mentre un modello più complesso implica la condivisione attiva di elementi della rete radio. Le forme più comuni di condivisione includono MORAN (Multi-Operator Radio Access Network) e MOCN (Multi-Operator Core Network), ognuna con il proprio grado di integrazione e impatti sulle prestazioni.
Il contesto normativo e tecnico
Il nuovo accordo tra TIM e Fastweb/Vodafone si inserisce in un contesto normativo in evoluzione. A partire dal 30, sono stati aggiornati i limiti sui campi elettromagnetici, aumentando il valore di attenzione da 6 V/m a 15 V/m. Questo cambiamento è cruciale per facilitare la condivisione delle reti e migliorare l’efficienza della copertura 5G, specialmente in aree meno densamente popolate.
Impatto sul territorio
Il nuovo limite di 15 V/m permette una maggiore flessibilità nella costruzione di torri e infrastrutture, rendendo più semplice l’implementazione del 5G in comuni con meno di 35.000 abitanti. Questo è un aspetto fondamentale, dato che in molte piccole località la presenza di siti disponibili è limitata. Attraverso la condivisione delle infrastrutture, TIM e Fastweb/Vodafone possono garantire una copertura più capillare e di qualità.
Benefici e sfide dell’accordo
Il principale obiettivo di questa intesa è quello di ridurre i costi operativi e accelerare la diffusione del 5G, specialmente in aree rurali dove il ritorno economico degli investimenti è più sfavorevole. Con una copertura 5G che attualmente raggiunge il 99,5% della popolazione nelle aree urbane, è essenziale colmare il divario nelle zone meno servite.
Esperienze precedenti e prospettive future
Questo accordo non è il primo tentativo di RAN sharing in Italia. Nel 2019, TIM e Vodafone avevano già avviato un progetto simile, ma solo la parte riguardante le torri di trasmissione ha avuto successo. L’attuale collaborazione con Fastweb potrebbe rappresentare un rilancio significativo, anche considerando la nuova struttura di Fastweb, che ha acquisito Vodafone Italia.
In conclusione, l’accordo tra TIM e Fastweb/Vodafone per il RAN sharing potrebbe non solo migliorare la diffusione del 5G in Italia, ma anche diventare un modello di cooperazione per il futuro delle telecomunicazioni in Europa. Se la proposta supererà le autorizzazioni necessarie, i benefici per le comunità locali e per l’industria delle telecomunicazioni potrebbero essere notevoli, con un impatto positivo sulla qualità dei servizi e sull’accesso alla tecnologia in tutte le aree del paese.

