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Il settore automotive italiano ha registrato negli ultimi anni segnali preoccupanti di stagnazione. Un numero crescente di aziende non investe in innovazione. Secondo la recente survey 2026 condotta dall’Osservatorio TEA, il 57% delle imprese non prevede investimenti in innovazione di prodotto nei prossimi tre anni. Questa situazione risulta particolarmente allarmante, considerando le sfide che il settore deve affrontare, tra cui l’incertezza della domanda e le tensioni geopolitiche.
Analisi degli investimenti nel settore automotive
La maggior parte delle aziende sembra adottare un approccio conservativo. Circa il 42% delle imprese non intende investire nemmeno in innovazione di processo. Questo riflette una tendenza a mantenere la produzione su componenti e servizi “invarianti”, non direttamente legati alla transizione verso motori elettrici o tecnologie più avanzate. Solo il 15,4% delle aziende ha in programma di innovare i propri prodotti per i veicoli elettrici.
Fattori che influenzano la stagnazione
Il contesto attuale è caratterizzato da una forte dipendenza dall’autofinanziamento, con quasi il 60% delle aziende che si affida principalmente a risorse interne. Inoltre, l’accesso al credito bancario viene spesso considerato costoso e complicato. Queste dinamiche contribuiscono a una mancanza di pianificazione strategica, con circa il 50% delle imprese che non redige un business plan formale.
Le previsioni occupazionali e le opportunità nel settore elettrico
Le prospettive occupazionali nel settore automotive si preannunciano negative, con una previsione di calo del 4,9% degli addetti nei prossimi tre anni. Tuttavia, le aziende che si concentrano esclusivamente sull’elettrico prevedono un aumento del personale, con un saldo positivo dell’1,8%. Queste aziende segnalano però una carenza di competenze specialistiche, in particolare nei settori dell’elettronica di potenza, del software e della gestione energetica.
Le sfide per il settore automotive
La sfida più grande per il settore non è solo tecnologica, ma richiede anche un cambiamento culturale e organizzativo. Le aziende italiane devono affrontare la necessità di investimenti in digitalizzazione, automazione ed elettrificazione. La transizione verso una mobilità più sostenibile è fondamentale e non può essere rimandata.
Richieste alle istituzioni per una transizione efficace
Le aziende del settore automotive hanno formulato richieste specifiche alle istituzioni per sostenere la transizione e garantire la competitività. Tra le priorità emerge la necessità di ridurre il costo dell’energia per le produzioni e semplificare le procedure burocratiche per gli investimenti. Tali misure sono ritenute più urgenti rispetto agli incentivi alla domanda.
Il settore automotive italiano si trova a un bivio. È essenziale che le imprese adottino una visione strategica chiara e che le istituzioni supportino questo cambiamento con misure concrete, affinché l’industria automobilistica possa recuperare competitività e innovazione.

