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Il bilancio approvato dal Consiglio di Amministrazione il 25 marzo 2026 fotografa un anno di svolta per Open Fiber. Nel 2026 la società ha consolidato segnali di crescita operativa e una redditività in miglioramento, pur mantenendo un risultato netto influenzato dal elevato livello di investimenti. Questi numeri delineano un passaggio dalla fase di costruzione a una fase più orientata alla valorizzazione commerciale degli asset realizzati.
Il quadro che emerge combina dati finanziari positivi e una rete in espansione: ricavi in aumento, un EBITDA che migliora il margine operativo e un piano strategico che punta a sfruttare al meglio la rete FTTH per servizi a valore aggiunto rivolti a imprese, pubblica amministrazione e cittadini.
Performance economiche e indicatori finanziari
Nell’esercizio 2026 i ricavi si sono attestati a 798,1 milioni di euro, con un incremento del 18% rispetto all’esercizio precedente, mentre l’EBITDA è salito a 409,5 milioni (+53%) realizzando un EBITDA margin del 51%. Il risultato netto resta negativo per -336,7 milioni, un valore che riflette il forte impegno in capitale per la realizzazione della rete. La posizione finanziaria netta è pari a 6,84 miliardi, e la società conferma l’obiettivo di raggiungere un cash flow positivo entro il 2028.
Investimenti e sostenibilità della crescita
Nel corso del 2026 sono stati investiti circa 1,6 miliardi di euro nella costruzione della rete, portando il totale degli investimenti a 11,8 miliardi a oggi. Questa intensità di spesa supporta la crescita infrastrutturale ma richiede anche una pianificazione attenta del ritorno economico: la roadmap finanziaria rimane orientata alla generazione di flussi di cassa futuri che compensino l’esposizione attuale.
Rete FTTH e dinamiche della clientela
La copertura della rete FTTH è cresciuta in modo significativo: a fine 2026 risultano connesse circa 17 milioni di unità immobiliari, consolidando il primato in Italia per estensione infrastrutturale. Sul fronte della domanda, la base clienti ha raggiunto circa 3,8 milioni di utenti attivi, con un aumento netto di 560mila clienti (+17%), segnale di un’accelerazione nell’adozione delle offerte in fibra.
Copertura territoriale e programmi pubblici
La commercializzazione è attiva in 248 città delle aree nere e in 5.729 comuni delle aree bianche, dove il Piano BUL ha superato il 99% di copertura. Inoltre, nel contesto del Piano Italia a 1 Giga sono state collegate circa 2,3 milioni di unità immobiliari nelle aree grigie, rafforzando il ruolo dell’azienda nel ridurre il digital divide territoriale.
Strategia 2026: dalla costruzione alla valorizzazione
Con le principali opere infrastrutturali in fase di completamento, il 2026 è concepito come l’anno della valorizzazione degli asset. Il focus si sposta verso lo sviluppo commerciale e l’incremento dell’utilizzo della rete: partnership con gli operatori TLC, apertura a nuovi player come le utilities e l’offerta di servizi digitali avanzati sono al centro della strategia per trasformare la infrastruttura in valore economico e sociale.
Offerte a valore e segmenti di crescita
Nel segmento business Open Fiber punta su soluzioni ad alto valore aggiunto, tra cui Edge Data Center, progetti smart city e servizi dedicati alla Pubblica amministrazione e alle imprese. La fibra è vista come elemento abilitante per servizi come telemedicina e piattaforme digitali per i cittadini, che possono materializzare i benefici economici e ambientali attesi dall’infrastruttura.
Sostenibilità, riconoscimenti e reputazione
Il Consiglio ha approvato anche la sesta edizione del Report di sostenibilità, che evidenzia progressi nelle pratiche ESG. Tra i riconoscimenti internazionali figurano l’inclusione nella CDP Climate Change A-list e il rating a 5 stelle nel GRESB Infrastructure Asset Assessment, elementi che consolidano la reputazione dell’azienda come attore impegnato nella Crescita sostenibile e nell’innovazione territoriale.
Alla luce di questi elementi, Open Fiber si presenta nel 2026 non solo come costruttore di infrastrutture, ma come partner operativo per la digitalizzazione del Paese: l’obiettivo è massimizzare l’utilizzo degli asset per generare impatti concreti su economia, servizi pubblici e qualità della vita dei cittadini.

