Il divario di genere nelle discipline STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica) resta marcato in molte aree del mondo: le donne sono ancora sotto-rappresentate sia tra i laureati sia nella forza lavoro della ricerca e dell’innovazione. Per ridurre questa disparità, il Regno Unito e diversi partner internazionali hanno lanciato programmi di finanziamento dedicati alle donne provenienti da paesi a basso e medio reddito. Queste iniziative offrono borse complete e percorsi di carriera pensati per eliminare ostacoli economici, logistici e organizzativi che spesso ostacolano l’accesso e la permanenza in ambito accademico.
Perché il luogo conta anche nella ricerca
L’accesso a opportunità formative e a post-dottorati è influenzato da fattori spaziali e infrastrutturali: la posizione di un ateneo, la qualità dei laboratori e la presenza di reti professionali determinano in larga misura le chance di sviluppo. Se nel mercato immobiliare la posizione è un fattore cruciale, in ricerca vale lo stesso discorso per il capitale umano: dove si studia e si lavora influisce sulle prospettive di carriera.
Cosa offrono i programmi
I bandi coprono spese essenziali — tasse universitarie, vitto, alloggio — oltre a contributi per viaggi, visti e assistenza sanitaria. A questi si affiancano servizi di mentoring, moduli di lingua inglese e opportunità di networking pensate per sostenere la progressione professionale. L’obiettivo pratico è togliere di mezzo barriere conosciute: dalla mancanza di reti professionali alla difficoltà di conciliare responsabilità familiari, passando per gli ostacoli alla mobilità internazionale.
A chi si rivolgono e come funzionano le selezioni
I bandi sono rivolti a candidate provenienti da Low- and Middle-Income Countries (LMIC) con percorsi accademici nelle aree STEM. Possono fare domanda laureate, studentesse nell’ultimo anno e ricercatrici in cerca di esperienze di perfezionamento all’estero. In molti casi si dà priorità a chi non ha mai studiato all’estero o proviene da contesti socio-economici svantaggiati. I requisiti tipici includono un titolo in una disciplina afferente alle STEM, una prova del livello di inglese quando richiesta e una motivazione chiara a contribuire allo sviluppo scientifico del proprio paese. Non viene generalmente imposta una soglia d’età rigida: la selezione valuta anche il potenziale d’impatto locale e il bisogno economico.
Importo e durata delle borse
Le borse coprono percorsi che vanno da master di un anno fino a progetti di ricerca più lunghi. Il contributo minimo indicativo è di £40.000, pensato per coprire tutte le spese principali legate allo studio e alla permanenza all’estero. Le aree finanziabili comprendono, tra le altre, data science, ingegneria ambientale e aerospaziale, neuroscienze e discipline applicate alla salute. Ai beneficiari vengono offerti anche moduli di lingua e servizi di orientamento per facilitare l’inserimento accademico e la partecipazione piena alle attività didattiche e di ricerca.
Università partner e opportunità formative
Le istituzioni coinvolte mettono a disposizione infrastrutture di laboratorio e collegamenti con l’industria che favoriscono esperienze pratiche come stage e progetti applicati. Queste connessioni aumentano le possibilità di inserimento in team internazionali, di avviare collaborazioni scientifiche e, in alcuni casi, di sviluppare spin-off o brevetti insieme a incubatori e centri di trasferimento tecnologico. Il ritorno non è solo accademico: una formazione di qualità apre strade concrete verso ruoli di responsabilità e opportunità professionali più ampie.
Effetti sulla carriera e rete alumni
Al ritorno nei paesi d’origine, molte beneficiarie riportano competenze e reti che facilitano l’assunzione di posizioni di leadership nella ricerca e nell’innovazione. I programmi spesso prevedono un follow-up tramite reti di alumni, opportunità di mentorship e collegamenti istituzionali con partner internazionali. Questo mix di formazione tecnica e capitale relazionale aumenta le probabilità di avanzamento professionale e rafforza la presenza femminile ai livelli alti della comunità scientifica.
Collaborazioni internazionali e iniziative correlate
Accanto alle borse individuali, nascono progetti bilaterali e partenariati che mirano a consolidare la leadership femminile nella ricerca: ad esempio, collaborazioni tra India e Germania per sostenere principal investigator donne. I finanziamenti possono includere stipendi per personale, strumenti di laboratorio, contributi per spese di viaggio e rimborsi di soggiorno, tutte risorse che facilitano la cooperazione transnazionale e aumentano la visibilità delle ricercatrici nei consessi scientifici.
Prossimi passi e come informarsi
Nei prossimi mesi sono attese le pubblicazioni dei criteri di selezione e dei primi elenchi di beneficiarie: indicatori utili per misurare l’efficacia delle iniziative. Le aspiranti candidate devono consultare i bandi ufficiali e le pagine delle università partner per informazioni aggiornate su scadenze, corsi finanziabili e documentazione richiesta. Generalmente le domande si presentano direttamente agli atenei interessati e possono essere valutate su base caso per caso; i comitati prendono in considerazione titoli, lettere di referenza e progetti proposti, con attenzione al potenziale impatto locale. Per le ricercatrici provenienti da contesti svantaggiati sono una porta d’ingresso verso ambienti di ricerca più attrezzati e connessi, con una ricaduta positiva sullo sviluppo scientifico ed economico dei loro paesi.

