TIM e Microsoft hanno siglato una partnership strategica che mette al centro cloud, cybersecurity e intelligenza artificiale con l’obiettivo di diffondere sul territorio italiano tecnologie avanzate ma governabili e sicure. L’intesa punta a coniugare la presenza locale di TIM — con piattaforme e servizi gestiti — e l’expertise globale di Microsoft, per offrire soluzioni che consentano alle aziende e alla pubblica amministrazione di mantenere controllo e protezione dei dati.
Una prova pratica partirà dentro TIM stessa: l’azienda adotterà su larga scala Microsoft 365 Copilot e la Power Platform, trasformando il digital workplace in un laboratorio operativo. Qui si testeranno automazioni low-code, assistenti AI e processi riorganizzati, con l’intento di rendere l’intelligenza artificiale una capacità integrata nei processi quotidiani, non un semplice elemento aggiuntivo. Secondo Giulia Romano, ex Google Ads specialist, l’alleanza combina competenze industriali locali e strumenti globali, e i dati raccolti serviranno a calibrare interventi efficaci.
Ruoli chiari, integrazione pratica
Nel modello avviato, TIM assume il ruolo di abilitatrice territoriale: offre infrastrutture locali, servizi gestiti e garanzie di sovranità digitale — cioè controllo, resilienza e tutela dei dati. Microsoft mette a disposizione piattaforme cloud, capacità di AI generativa e agentica, e soluzioni avanzate di sicurezza. L’idea è non sostituire, ma integrare: piattaforme proprietarie e servizi degli hyperscaler convivono in un approccio multicloud studiato per preservare autonomia tecnologica e flessibilità operativa.
Questa integrazione sarà regolata da criteri stringenti su sicurezza, performance e compliance, così da rispettare le diverse normative settoriali e i requisiti della pubblica amministrazione. In pratica, si potrà modulare l’offerta in base alle esigenze specifiche di ogni organizzazione, bilanciando vincoli regolamentari e bisogni di innovazione.
Casi d’uso concreti e misurabilità
La collaborazione concentra gli sforzi dove l’AI generativa può avere il maggior impatto: customer operations, gestione documentale, automazione dei flussi e supporto decisionale. L’obiettivo è ridurre i tempi operativi, migliorare la qualità del servizio e rendere i processi più coerenti. In ambito pubblico si punta a snellire procedure amministrative e a potenziare le competenze digitali dei dipendenti; nelle imprese l’attenzione è sul customer journey e sulla misurazione dei risultati con KPI condivisi.
Misurare resta un requisito fondamentale: indicatori come CTR, tassi di completamento delle pratiche e tempo medio di risposta aiuteranno a capire l’efficacia degli interventi e a orientare le ottimizzazioni successive. I progetti iniziali fungeranno da base per estendere i casi d’uso a scenari più complessi e per definire modelli di governance adatti a una scala più ampia.
Sicurezza, governance e controllo dei rischi
Tre direttrici operative guidano la strategia: modernizzazione cloud, sicurezza e governance del dato, e AI applicata alla produttività e ai servizi. Per la modernizzazione si prevede il supporto alla migrazione delle applicazioni verso architetture scalabili e containerizzate, con attività di refactoring, automazione dei rilasci e controllo dei costi.
Sul fronte della sicurezza verranno adottati modelli di gestione dati strutturati, controlli di accesso basati su identità e policy centralizzate per la protezione delle informazioni. Monitoraggio continuo e processi di audit garantiranno conformità normativa e resilienza operativa. Per l’AI, infine, i progetti includono misure di gestione del rischio modellistico: metriche di accuratezza, test per bias e processi di validazione che assicurino tracciabilità e responsabilità.
Primo banco di prova: il digital workplace
Il digital workplace di TIM sarà il primo scenario operativo concreto: l’adozione diffusa di Microsoft 365 Copilot e Power Platform punta a trasformare gli strumenti quotidiani in leve di produttività. Automazioni low-code e assistenti AI dovrebbero snellire compiti ripetitivi, accelerare decisioni complesse e migliorare coerenza ed efficienza dei processi. Dai primi riscontri, l’introduzione di assistenti AI nelle funzioni di supporto riduce i tempi operativi, ma il valore reale emergerà solo attraverso una misurazione continua delle performance e il monitoraggio dei KPI, come ricorda Giulia Romano.
Prospettive e diffusione
L’alleanza mira a trasferire dall’esperienza interna di TIM soluzioni replicabili per imprese di tutte le dimensioni e per la pubblica amministrazione, favorendo una crescita digitale sostenibile su infrastrutture affidabili. La strategia cerca di bilanciare innovazione e sovranità dei dati: per guadagnare fiducia saranno indispensabili test operativi, criteri condivisi per la validazione dei modelli e metriche standard per misurare scalabilità, sicurezza e impatto economico.
Una prova pratica partirà dentro TIM stessa: l’azienda adotterà su larga scala Microsoft 365 Copilot e la Power Platform, trasformando il digital workplace in un laboratorio operativo. Qui si testeranno automazioni low-code, assistenti AI e processi riorganizzati, con l’intento di rendere l’intelligenza artificiale una capacità integrata nei processi quotidiani, non un semplice elemento aggiuntivo. Secondo Giulia Romano, ex Google Ads specialist, l’alleanza combina competenze industriali locali e strumenti globali, e i dati raccolti serviranno a calibrare interventi efficaci.0

