Come i dati aperti stanno cambiando la gestione dei Giochi: lezioni da Milano‑Cortina

Analisi pratica del portale Open Milano Cortina 2026: dai successi nella pubblicazione dei dati alle lacune su aggiornamento, perimetro e qualità informativa

Negli ultimi anni il concetto di Open Government Data è passato dall’essere una buona pratica amministrativa a diventare un’infrastruttura informativa capace di rimodellare il rapporto tra istituzioni, cittadini e imprese. Nel caso dei grandi eventi sportivi, questa trasformazione si traduce nella possibilità di raccontare la preparazione delle opere non soltanto a posteriori, ma in tempo reale, offrendo strumenti per analisi, controllo civico e collaborazione multi‑attore.

La campagna civica Open Olympics 2026, avviata nel maggio 2026, e il lancio della piattaforma Open Milano Cortina 2026 nell’ottobre 2026 rappresentano un esperimento concreto di questa transizione. La disponibilità di dataset e milestone procedurali ha aperto nuove opportunità per la verifica pubblica, ma ha anche evidenziato esigenze tecniche e informative che richiedono un lavoro continuativo di miglioramento.

Perché gli open data sono rilevanti per i grandi eventi

Gli open data non sono soltanto documenti scaricabili: sono il mezzo per costruire una comprensione condivisa dei processi decisionali e dei risultati attesi. Nei grandi eventi, dove risorse e impatti territoriali sono rilevanti, la possibilità di leggere costi, tempi e soggetti attuatori in modo unitario favorisce partecipazione e responsabilità. Inoltre, la riusabilità dei dati stimola ricerca accademica, giornalismo d’inchiesta e iniziative imprenditoriali orientate ai servizi pubblici.

Da dati pubblicati a pratiche di accountability

La transizione dalla semplice pubblicazione alla trasparenza processuale significa che le amministrazioni raccontano l’azione mentre è in corso: milestone, aggiornamenti e assegnazioni diventano parte della narrazione pubblica. Tuttavia, la sola esistenza dei dati non garantisce leggibilità o verificabilità automatica: periodicità degli aggiornamenti, metadatazione e interoperabilità sono elementi essenziali per trasformare l’accesso in controllo effettivo.

Il progetto Milano‑Cortina: realtà, cifre e infrastrutture informative

Il piano delle opere legate ai Giochi include circa 100 interventi tra impianti sportivi e infrastrutture di mobilità, con investimenti totali stimati in 5,7 miliardi e una quota rilevante, circa 4,1 miliardi, destinata alla viabilità e ai collegamenti. Tra le opere citate figurano la pista da bob di Cortina, i villaggi olimpici e impianti come il trampolino di Predazzo e l’Arena Santa Giulia. Questi elementi richiedono un monitoraggio coordinato, che il portale ha cercato di offrire concentrando informazioni fino a quel momento frammentate tra diversi siti istituzionali.

La risposta civica e la nascita del portale

La rete di oltre venti associazioni guidata da Libera ha portato alla luce tensioni tra opere utili a lungo termine e rischi di sovradimensionamento o infiltrazioni. La richiesta di un portale unico non era soltanto una domanda di trasparenza formale, ma la richiesta di una vera infrastrutturazione informativa in cui costi, tempi, soggetti e stato di avanzamento fossero leggibili come un sistema integrato.

Criticità emerse: perimetro, qualità e interoperabilità

Nonostante i passi avanti, il monitoraggio civico ha segnalato limiti significativi. Il perimetro informativo del portale non ha sempre coinciso con l’insieme reale delle opere: alcuni interventi strategici, come il Villaggio Olimpico di Milano, la variante ferroviaria della Val di Riga e collegamenti funiviari a Cortina, non sono stati censiti, riducendo la capacità di ricostruire l’impatto complessivo sul territorio. Inoltre, la periodicità promessa degli aggiornamenti (ogni 45 giorni) non è stata sempre rispettata: si registrano periodi di sospensione, tra cui una pausa superiore a 100 giorni tra aprile e agosto 2026, che hanno compromesso la continuità narrativa.

Problemi di qualità dei dati e mancate integrazioni

La piattaforma riporta prevalentemente valori di base d’asta del 2026 e non sempre rende espliciti extracosti, varianti progettuali o articolazione delle fonti di finanziamento. Mancano inoltre codici identificativi di gara (CIG), che impediscono l’incrocio con banche dati come quella dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, limitando il lavoro di verifica giornalistica e accademica. Sul fronte ambientale, sono assenti valutazioni strategiche complessive, metriche comparabili sull’impronta di carbonio, dettagli su innevamento artificiale e consumo di suolo, elementi che impediscono una valutazione robusta della sostenibilità.

Verso una trasparenza incrementale e sostenibile

Il caso Milano‑Cortina mostra che la pubblicazione centralizzata di dati è solo il primo passo: per consolidare la trasparenza come pratica servono interventi mirati. Tra i prossimi passi urgenti figurano la stabilizzazione della periodicità degli aggiornamenti, l’ampliamento del perimetro delle opere incluse, l’integrazione di indicatori economici e ambientali e il rafforzamento della interoperabilità e della metadatazione. Questi miglioramenti favorirebbero la costruzione di indicatori sintetici, serie storiche e sistemi di allerta sull’integrità degli appalti.

Infine, è importante riconoscere il ruolo complementare del monitoraggio civico: l’apertura dei dati genera domande e negoziazioni che, se accolte, migliorano progressivamente la qualità informativa. La sfida non è raggiungere la perfezione immediata, ma trasformare la pubblicazione in una pratica organizzativa continuativa che alimenti fiducia e responsabilità pubblica.

Scritto da Dr. Luca Ferretti

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