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Rendicontazione non finanziaria: fattore competitivo per le imprese tech
I dati mostrano un trend chiaro: la rendicontazione non finanziaria ha progressivamente cessato di essere un esercizio esclusivamente comunicativo. Diventa invece un elemento competitivo nelle Strategie aziendali.
Le evidenze raccolte sulle società quotate su Euronext Growth Milan indicano che il comparto Technology Services rappresenta la quota più consistente di emittenti che pubblicano report di sostenibilità. Questo conferma come innovazione e tecnologia siano ormai infrastrutture centrali della transizione sostenibile.
Il pezzo ricostruisce i principali indicatori di mercato e le prassi adottate dalle aziende. Dal punto di vista strategico, spiega come strumenti digitali e approcci data-driven stiano ridefinendo il valore della sostenibilità nei processi decisionali e nell’accesso alla finanza.
Si registra, inoltre, una crescente integrazione tra reporting non finanziario e criteri utilizzati dagli investitori istituzionali. In prospettiva, l’adozione di tecnologie analitiche e standard di rendicontazione armonizzati avrà impatti misurabili sul costo e sulla disponibilità del capitale.
Il quadro numerico e il ruolo trainante del settore tecnologico
Proseguendo, l’analisi dell’Osservatorio ECM ESG di IRTOP Consulting conferma la progressiva maturazione del mercato. Al 31 gennaio 2026, con riferimento alla pubblicazione 2026, sono 72 le società quotate su Euronext Growth Milan che rendicontano le proprie attività ESG. Il dato equivale al 34% del totale. La capitalizzazione aggregata raggiunge i 3,9 miliardi di euro, con un incremento del 5% rispetto all’anno precedente.
I dati mostrano un trend chiaro: il 19% delle società rendicontanti appartiene al settore Technology Services. Dal punto di vista strategico, le competenze digitali trasformano obblighi normativi in opportunità aziendali. Le tecnologie migliorano la misurazione degli impatti, rendono la reportistica più trasparente e consentono una gestione del rischio più tempestiva. L’adozione di standard armonizzati e di strumenti analitici avrà impatti misurabili sul costo e sulla disponibilità del capitale.
Il framework operativo delle imprese deve quindi includere investimenti in dati e governance. Azioni concrete implementabili comprendono l’adozione di metriche comuni, il potenziamento delle capacità di data management e l’integrazione delle informazioni ESG nei processi di valutazione del credito e degli investimenti. Ultimo dato rilevante: la crescita della capitalizzazione aggregata indica una crescente attenzione degli investitori verso emissioni con rendicontazione ESG strutturata.
Impatto sul mercato e sul capitale
I dati mostrano un trend chiaro: le informazioni non finanziarie sono ora integrate nei processi di valutazione sia per l’equity sia per il debito. Questo determina un ampliamento dell’accesso a strumenti di finanza sostenibile, come IPO, green bond e social bond. Ne deriva anche una maggiore credibilità verso investitori e stakeholder, condizione che favorisce condizioni di finanziamento più favorevoli per le imprese con rendicontazione strutturata.
Dal punto di vista strategico, la crescita delle emissioni sostenibili si accompagna a criteri di valutazione che incorporano la doppia materialità. Il quadro suggerisce che la qualità della rendicontazione diventa un elemento discriminante nelle decisioni di investimento e nel pricing del rischio.
Pratiche di rendicontazione e governance: cosa adottano le imprese
Il panorama metodologico mostra scelte coerenti ma diversificate. Il 70% delle aziende utilizza i GRI Standards come riferimento. Il 15% ha adottato gli Corporate Sustainability Reporting Directive ESRS, in aumento rispetto all’anno precedente. Inoltre, il 90% delle imprese dichiara i temi materiali, con crescente attenzione al concetto di doppia materialità.
Dal punto di vista operativo, le aziende che adottano gli ESRS stanno aggiornando i processi interni di governance e controllo. Ciò include l’integrazione di metriche ESG nei budget, la revisione dei sistemi di controllo interno e l’introduzione di responsabilità chiare nel consiglio di amministrazione per i rischi non finanziari.
Il framework operativo si articola in tre linee principali: miglioramento dei sistemi di raccolta dati, adozione di standard riconosciuti e comunicazione trasparente verso gli investitori. Azioni concrete implementabili includono l’adozione di policy di governance dedicate, audit esterni su dati ESG e l’allineamento dei KPIs finanziari e non finanziari.
Gli sviluppi attesi riguardano l’ulteriore convergenza tra requisiti regolamentari e pratiche di mercato, con impatti su costi di capitale e accesso a nuovi strumenti finanziari. Un dato rilevante: la maggioranza delle imprese che migliorano la qualità della rendicontazione registra un incremento della fiducia degli investitori misurabile nelle operazioni di mercato.
Le imprese hanno rafforzato la governance in modo strutturale. Il 96% dispone di un Codice Etico, l’86% applica un Modello 231 e il 36% ha istituito un Comitato ESG. Inoltre, il 65% dichiara di aver implementato un modello di gestione dei rischi non finanziari, con attenzione prevalente ai rischi economico-business e ambientali/climatici (53%) e alla information security (31%).
La misura come leva strategica
I dati mostrano un trend chiaro: la rendicontazione non finanziaria si trasforma in strumento decisionale. Dal punto di vista strategico, l’adozione di framework riconosciuti e pratiche di governance consolidate rende più precise la misurazione degli impatti e la definizione delle priorità operative. Il risultato si traduce in una maggiore affidabilità delle informazioni disponibili per investitori e stakeholder.
Dall’adempimento alla creazione di valore: opportunità e sfide
Il rafforzamento della qualità informativa crea le condizioni per una transizione che supera l’adempimento formale. Dal punto di vista strategico, la tecnologia abilita la raccolta e l’analisi dei dati ESG e rende possibile integrare la sostenibilità nel modello di business. Il processo richiede investimenti in sistemi informativi, competenze interne e una governance dedicata. Tuttavia, i benefici sono concreti: reputazione, accesso al capitale e resilienza operativa migliorano in misura misurabile.
Un elemento critico riguarda l’adattamento alle dimensioni aziendali. La doppia materialità resta centrale per le grandi imprese e deve essere declinata in modo proporzionato per le PMI. Dal punto di vista operativo, le piccole e medie imprese devono mantenere elevati standard informativi per non perdere opportunità di mercato. I dati mostrano un trend chiaro: la qualità e la comparabilità delle informazioni determinano la capacità di attrarre investimenti e partnership strategiche.
Collaborazione tra mondo accademico e consulenza
I dati mostrano un trend chiaro: la qualità e la comparabilità delle informazioni determinano la capacità di attrarre investimenti e partnership strategiche. In questo quadro si inserisce la partnership tra IRTOP Consulting e l’Università degli Studi di Milano-Bicocca, finalizzata a sviluppare ricerca applicata sulle relazioni tra ESG e performance economico-finanziarie.
L’obiettivo della collaborazione è coniugare rigore metodologico e esperienza operativa per identificare effetti misurabili della sostenibilità sui risultati aziendali. Dal punto di vista strategico, estendere il modello di successo del settore tecnologico all’intero tessuto produttivo richiede che la rendicontazione cessi di essere un adempimento e diventi una leva concreta per la creazione di valore. Azioni concrete implementabili comprendono sperimentazioni su indicatori comparabili, pilot di misurazione dell’impatto e diffusione di standard replicabili per le aziende interessate.
