Come Lexroom AI ha scalato il mercato legale con sicurezza e co-design

Storia di una LegalTech italiana: crescita rapida, approccio collaborativo con gli studi e attenzione alla sicurezza dei dati

Negli ultimi anni il mondo del diritto ha iniziato a confrontarsi con strumenti di intelligenza artificiale che rimettono in discussione metodi e routine consolidate. La testimonianza pubblica di Martina Domenicali, co-founder di Lexroom AI, durante il Fundraising Gym del 26 marzo 2026 organizzato da Talent Garden con il supporto di TikTok, ha ricostruito questo percorso: una startup nata in un venture builder che è riuscita in pochi cicli a trasformare un’idea in una piattaforma utilizzata da oltre 12.000 clienti.

Il caso è interessante non solo per i numeri — dall’ARR di 500.000 euro a oltre 12 milioni in 18 mesi — ma per le scelte strategiche che hanno permesso di penetrare un mercato tendenzialmente cautelativo. Sul tavolo si trovano questioni tecniche, organizzative e culturali: dalla composizione del team alle politiche di sicurezza dei dati, fino alla definizione dell’Ideal Customer Profile e alla strategia di go-to-market che ha privilegiato la fiducia e la collaborazione.

Origini e squadra: dal venture builder alla visione operativa

Il progetto di Lexroom AI è nato a giugno 2026 all’interno di Vento, il venture builder di Exor. Qui la fase iniziale è stata dedicata a selezionare le persone giuste: Martina Domenicali porta l’esperienza legale, Paolo è un ingegnere con background finanziario e competenze di scale-up, mentre Andrea è un data scientist con oltre un decennio nel machine learning. Domenicali definisce l’ambiente del venture builder come il “Tinder per le startup“, dove trovare i compagni di viaggio è tanto cruciale quanto l’idea stessa.

Definire il cliente e cambiare ambizione

Per quasi un anno il team ha lavorato per capire chi fosse il cliente ideale: la definizione dell’Ideal Customer Profile è arrivata dopo analisi e confronto con i primi utilizzatori, e la vera accelerazione è partita a giugno 2026 quando tempismo di mercato e capacità esecutiva si sono allineati. La visione è mutata da un concetto di “superpoteri” per i legali a quello più concreto di costruire il sistema operativo dello studio legale moderno, ovvero la piattaforma dove il lavoro viene effettivamente svolto.

Prodotto, fiducia e sicurezza dei dati

La soluzione proposta si articola su tre direttrici funzionali pensate per coprire le attività core degli avvocati: una funzione robusta di ricerca legale in grado di rispondere a quesiti complessi citando norme aggiornate e giurisprudenza; moduli per la redazione di atti con template adattabili e analisi automatizzata degli atti della controparte per generare memorie difensive; e un plugin per Microsoft Word che permette di revisionare clausole e negoziare contratti direttamente nell’ambiente di lavoro abituale.

Privacy by design e controlli di affidabilità

Per superare la naturale diffidenza verso nuove tecnologie che operano su documenti sensibili, Lexroom AI ha scelto una filosofia di privacy by design. La piattaforma distingue tra uno storage pubblico per leggi e giurisprudenza e una Private Library riservata agli studi, il cui materiale non viene impiegato per l’addestramento dei modelli e soggetto a politiche di zero retention. Questo rigore ha facilitato l’ottenimento di una certificazione ISO e la piena conformità all’AI Act, nonostante l’azienda sia ancora giovane. Sul piano degli output, dato il rischio intrinseco di generare citazioni inesatte, sono stati messi in campo sistemi di controllo a doppio livello per minimizzare le hallucinations e aumentare la stickiness del prodotto.

Crescita, finanziamenti ed espansione internazionale

La raccolta di capitale è stata progressiva e per nulla lineare: il pre-seed da 500.000 euro non ha avuto subito l’apporto di fondi VC, ma si è concretizzato grazie all’investimento diretto di studi e professionisti che avevano visto le demo e creduto nella visione. Successivamente è arrivato un seed da 2 milioni dal fondo belga Entourage e infine un Series A da 16 milioni guidato da un VC della Silicon Valley a settembre 2026: complessivamente la raccolta supera i 20 milioni, con i co-fondatori che mantengono una quota poco inferiore al 50%.

Modello di espansione e prospettive

Con circa 100 collaboratori, definiti come “builders”, l’azienda ha avviato repliche del proprio modello in Spagna e Germania, preferendo mercati di civil law con elevata frammentazione degli studi. L’approccio combina lanci organici tramite country launchers a Madrid e Berlino e l’eventuale valutazione di acquisizioni locali. Sul medio termine non è esclusa l’apertura verso l’utente finale — piccole imprese o consumatori — con l’obiettivo ambizioso di diventare la piattaforma europea dove viene svolto il lavoro legale.

Scritto da Marco TechExpert

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