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Negli ultimi anni, il concetto di open innovation ha guadagnato terreno tra le grandi aziende, che cercano modi per restare competitive in un mondo in rapido cambiamento. Questo approccio si basa sulla collaborazione con startup, le quali, grazie alla loro agilità, offrono soluzioni innovative e veloci. Tuttavia, con l’emergere di strumenti di intelligenza artificiale agentica, le aziende stanno ora ripensando a questo rapporto.
Il cambiamento del paradigma dell’innovazione
Tradizionalmente, le startup sono state viste come fornitori di soluzioni esterne, capaci di compensare la lentezza e la rigidità dei processi interni delle grandi corporate. La loro energia e capacità di sperimentare hanno permesso alle aziende di testare idee e progetti in modo rapido, senza dover investire enormi risorse nello sviluppo interno. Tuttavia, l’adozione di AI agentica sta cambiando questa dinamica, rendendo possibile per le aziende orchestrare l’innovazione all’interno delle loro strutture.
La governance come nuova sfida
Con l’internalizzazione dell’innovazione, la governance diventa un aspetto cruciale. Le aziende devono ora affrontare la sfida di come gestire internamente questi processi innovativi, mantenendo il controllo strategico e garantendo una cultura aziendale che favorisca la creatività e l’innovazione. Questo richiede una ristrutturazione dei team e delle procedure, affinché l’innovazione non venga vista come un’eccezione, ma come una norma.
Settori in crescita e investimenti
Il panorama delle startup nel 2026 ha visto un cambiamento significativo negli ambiti di investimento. I fondi sono stati principalmente diretti verso il fintech e il biotech, seguiti da medtech e soluzioni per la gestione delle risorse umane. Questi settori hanno registrato un aumento degli investimenti, nonostante una generale diminuzione dei capitali messi a sistema. In particolare, il deeptech, che comprende innovazioni complesse come il quantum computing e l’AI, ha attirato l’attenzione degli investitori, con un incremento delle operazioni.
Polarizzazione degli investimenti
Una tendenza preoccupante è la polarizzazione degli investimenti: un numero ridotto di startup ha ottenuto finanziamenti significativi, con solo sette operazioni che hanno rappresentato il 40% della raccolta totale. Ciò indica una mancanza di supporto per molte startup promettenti che, pur avendo potenziale, faticano a scalare e a ottenere il capitale necessario per crescere.
Il contesto italiano e le sfide future
In Italia, la situazione è complessa. Da un lato, la Lombardia continua a dominare nel panorama delle startup, assorbendo quasi la metà degli investimenti. Dall’altro, il Paese fatica a tenere il passo con il resto d’Europa in termini di acquisizioni e exit strategici. Con solo 23 operazioni di exit nei primi nove mesi del 2026, il rischio è quello di rimanere isolati e superati dai competitor europei.
Strategie per il futuro
Per affrontare queste sfide, è essenziale che le aziende italiane adottino politiche audaci e collaborino tra loro. La creazione di alleanze strategiche e l’implementazione di iniziative condivise possono aiutare a stimolare un ecosistema più dinamico, in grado di competere a livello globale. Con oltre 40.000 aziende tecnologiche finanziate in Europa, l’Italia deve trovare il modo di emergere e contribuire attivamente a questo panorama in evoluzione.

