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Nel contesto della trasformazione digitale, la questione dell’affidabilità degli assistenti virtuali è diventata cruciale per le aziende e le pubbliche amministrazioni. Il progetto EVAL-IA, realizzato da InfoCamere, si propone di affrontare questa sfida, puntando non solo sull’analisi delle prestazioni degli assistenti virtuali, ma anche su un approccio sistemico alla loro misurabilità e governabilità.
Il modello EVAL-IA e la qualità dei dati
EVAL-IA si distingue per il suo approccio che pone l’accento sulla qualità dei dati e dei contenuti utilizzati dagli assistenti virtuali. Questo modello non si limita a testarne le capacità, ma propone una serie di procedure per garantire che le informazioni siano sempre aggiornate e coerenti. In un mondo dove oltre il 60% delle organizzazioni utilizza tecniche di AI generativa per il testing, EVAL-IA si colloca come un esempio di best practice.
L’importanza della qualità informativa
Un imprenditore che cerca informazioni sui bandi di finanziamento tramite un assistente virtuale rappresenta un caso emblematico. Se i dati disponibili sono disordinati o non aggiornati, le risposte fornite dall’assistente potrebbero risultare inadeguate o fuorvianti. La sfida principale risiede nell’assicurare che i contenuti siano facilmente interpretabili dai modelli di intelligenza artificiale. Riorganizzando le informazioni in modo chiaro e privo di ambiguità, si riducono gli errori e si ottimizzano le risposte.
Strategie di validazione e recupero dati
L’innovazione portata da EVAL-IA risiede proprio nella capacità di migliorare la qualità delle informazioni. Grazie a un sistema di governance dei dati, l’iniziativa analizza i portali delle Camere di Commercio, identificando lacune informative e proponendo soluzioni concrete per colmarle. Non si limita a segnalare i problemi, ma fornisce strumenti per riorganizzare e riscrivere i contenuti in modo efficiente.
Processi automatizzati per l’affidabilità
Inizialmente, gli assistenti virtuali delle Camere di Commercio avevano un tasso di accuratezza del 50%. Grazie al lavoro di EVAL-IA, questo valore è salito al 100%. Un agente di validazione automatizzato è stato sviluppato per testare le risposte degli assistenti, confrontandole con obiettivi definiti. Questo processo ha permesso di effettuare oltre 60.000 domande, trasformando il miglioramento della qualità da un’attività manuale a un processo sistematico e replicabile.
Applicazioni future e scalabilità
La metodologia di EVAL-IA non si limita alle Camere di Commercio; può essere estesa a diverse amministrazioni pubbliche e contesti aziendali. Per le pubbliche amministrazioni, questo approccio può facilitare l’analisi e la gestione di vari servizi digitali, rendendo l’intero sistema più efficace e trasparente. Le tecniche di scraping e analisi asincrona ampliano ulteriormente le potenzialità, rendendo la governance dei dati un elemento centrale.
Investire nella governance dei dati
Per le aziende, l’investimento nella governance dei dati e nei processi di validazione automatizzati non solo riduce gli errori, ma migliora anche la trasparenza e la qualità del servizio offerto ai clienti. In un contesto competitivo, questo diventa un vantaggio strategico significativo.
In conclusione, il progetto EVAL-IA dimostra che l’innovazione nell’AI non sta semplicemente nel migliorare la tecnologia, ma nel fornire contenuti di alta qualità, completi e privi di ambiguità. Creare un ecosistema di controllo intorno ai dati è fondamentale per garantire l’affidabilità degli assistenti virtuali, rafforzando così la fiducia degli utenti e delle organizzazioni in strumenti che avranno un ruolo sempre più centrale nelle interazioni sociali ed economiche.

