Contratto Zipline: l’Africa merita un accordo migliore di 150 milioni di dollari

Un'analisi critica del contratto da 150 milioni di dollari tra Zipline e i paesi africani, evidenziando la necessità di un cambiamento.

Il recente contratto da 150 milioni di dollari tra Zipline e alcuni paesi africani ha sollevato interrogativi significativi sulle politiche di aiuto attuali e sulle reali implicazioni per i governi africani. Questo accordo, che si inserisce nel contesto della strategia “America First”, sembra più un modo per vendere tecnologia americana piuttosto che un reale supporto alle nazioni beneficiarie.

In questo scenario, è fondamentale considerare come tali accordi possano influenzare l’autonomia e la capacità di gestione delle tecnologie da parte dei paesi africani. Le autorità locali si trovano in una posizione in cui sono clienti paganti di un sistema tecnologico che non possono possedere, controllare o comprendere appieno.

Il valore delle tecnologie autonome

Il sistema di consegna tramite droni di Zipline ha dimostrato di avere un impatto significativo, avendo effettuato oltre 1,7 milioni di consegne autonome senza alcun incidente di sicurezza. Tuttavia, il punto centrale resta: questa tecnologia serve realmente il progresso delle nazioni africane?

Le sfide dell’accesso e della comprensione

Per molti paesi, la vera sfida non è solo l’implementazione di tecnologie innovative, ma garantire che queste siano accessibili e comprensibili per la popolazione. L’accesso a servizi sanitari, istruzione e opportunità economiche deve essere il fulcro di ogni iniziativa tecnologica. Senza un’adeguata formazione e sostegno, anche la tecnologia più avanzata rischia di rimanere un mero strumento per pochi.

La necessità di un approccio inclusivo

È evidente che l’Africa sta attraversando una rapida trasformazione digitale. Tuttavia, il progresso non si misura solo in termini di innovazione, ma anche in inclusione. Le tecnologie dovrebbero essere progettate tenendo conto delle realtà locali, delle infrastrutture esistenti e delle esigenze della popolazione.

Strategie per un futuro sostenibile

Per promuovere un vero sviluppo, è essenziale che le politiche di assistenza esterna si concentrino su un’inclusione reale. Le soluzioni dovrebbero essere umano-centrate e progettate per funzionare anche in condizioni di connettività limitata. Ad esempio, l’uso di tecnologie a bassa larghezza di banda e sistemi di identità digitale potrebbe facilitare l’accesso a servizi fondamentali.

Inoltre, è fondamentale che le nazioni africane si uniscano per chiedere un approccio che non sia solo una transazione commerciale, ma che rappresenti un vero trasferimento di conoscenze e capacità. La costruzione di sistemi in grado di operare autonomamente e di rispondere alle esigenze locali è cruciale per il progresso.

In conclusione, l’accordo con Zipline dovrebbe essere visto come un’opportunità per riflessioni più profonde sulle politiche di aiuto e sul futuro digitale dell’Africa. La vera trasformazione avverrà solo quando le tecnologie saranno progettate per servire tutti, non solo i pochi privilegiati. L’Africa merita un futuro in cui l’accesso alle tecnologie sia garantito e comprensibile per tutti i suoi cittadini.

Scritto da Elena Marchetti

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