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Nel settore delle piattaforme finanziarie italiane nasce una fase di riposizionamento strategico. Crowdfundme annuncia la trasformazione da portale specializzato nella raccolta tramite equity crowdfunding a gruppo che offre un ventaglio più ampio di servizi rivolti alle imprese. Il focus rimane sulle PMI, che saranno al centro delle nuove attività di consulenza e intermediazione finanziaria. L’operazione chiave è la fusione con Smart4Tech, società controllata dalla merchant bank e società di consulenza finanziaria Smart Capital. I soci sono chiamati a votare sul progetto il 6 marzo 2026.
Contesto e obiettivi della riorganizzazione
Dopo la convocazione dei soci, la scelta strategica nasce in un contesto di mercato complesso. La raccolta tramite piattaforme ha mostrato segni di rallentamento. Al tempo stesso la domanda delle imprese per soluzioni integrate di finanziamento e crescita rimane elevata. L’obiettivo dichiarato è trasformare il gruppo in un player ibrido che unisca la visibilità e la community del portale con competenze di advisory e strumenti per l’accesso ai capitali. La strategia punta a offrire servizi complementari alle PMI, con l’intento di diversificare le fonti di ricavo e rafforzare la proposta commerciale sul mercato.
La struttura dell’operazione e la governance
La riorganizzazione prosegue con un reverse takeover. Formalmente Crowdfundme rimane la società quotata. Tuttavia l’assetto societario e la governance saranno riorganizzati per costituire un gruppo integrato di piattaforma digitale e servizi professionali.
Sul piano manageriale è previsto che Tommaso Baldisserra Pacchetti, attuale amministratore delegato di Crowdfundme, ricopra la carica di amministratore delegato del gruppo fino al 2028. La sua partecipazione scenderebbe dall’attuale 34% a una quota prevista del 11% del capitale.
Azionariato e patti
A seguito dell’operazione, l’azionista di riferimento sarà Smart Capital, guidata da Laura Pedrinazzi, con una quota del 31%. Il flottante risulterà pari al 45,9%. I soci saranno vincolati da un patto parasociale della durata di tre anni. Tale vincolo conferisce stabilità alla nuova compagine e disciplina le scelte strategiche nei primi anni dell’integrazione.
Motivazioni strategiche e contesto di mercato
La scelta si inserisce in un contesto di mercato critico per il crowdfunding in Italia. Nel periodo – la raccolta complessiva è stata di 260,65 milioni di euro, con una flessione del 14% rispetto ai 12 mesi precedenti, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano. Per gli operatori focalizzati esclusivamente sul portale tale contrazione rende necessario individuare nuovi driver di crescita. Tra questi figurano ricavi ricorrenti, margini più stabili e servizi a valore aggiunto.
Da piattaforma verticale a gruppo di servizi
Tra questi figurano ricavi ricorrenti, margini più stabili e servizi a valore aggiunto. Andrea Costantini, CEO di Smart Capital, indica l’obiettivo di trasformare Crowdfundme in un punto di riferimento per accesso al capitale, consulenza e servizi di crescita esterna.
La strategia punta a valorizzare il patrimonio di relazioni e la community costruita dalla piattaforma, offrendo soluzioni che superino la singola campagna di raccolta e accompagnino le imprese nelle diverse fasi del ciclo di vita. Il piano prevede offerte modulari di supporto finanziario e operativo per favorire la sostenibilità e la scalabilità delle aziende supportate.
Ambito operativo e prospettive di integrazione
La nuova proposizione commerciale estende il target dal mondo delle startup anche alle PMI. Offre un set di servizi che include consulenza finanziaria, strutturazione di operazioni e supporto nello sviluppo esterno tramite acquisizioni.
Nel perimetro dell’operazione sono menzionati asset e partecipazioni collegati, tra cui WeAreStarting. Il documento informativo segnala inoltre la possibile presenza di Cdp Venture Capital attraverso strumenti finanziari partecipativi detenuti in WeAreStarting.
La strategia punta a integrare competenze di advisory con capacità di esecuzione sull’M&A per favorire crescita e consolidamento. Tale approccio è volto a migliorare la sostenibilità e la scalabilità delle aziende supportate.
Passaggi regolamentari e operativi
Dopo l’approvazione dei soci, il piano prevede una fase di integrazione operativa che include gli adempimenti previsti dalla normativa sul golden power, qualora applicabile. L’attenzione del management si concentra sulla capacità del gruppo risultante di generare massa critica e garantire servizi multimodali con continuità. La governance post-chiusura dovrà altresì assicurare processi integrati di compliance e gestione dei rischi operativi.
Scala, M&A e il banco di prova
La scala è considerata dal management un driver determinante. Il mercato dei servizi professionali resta frammentato, perciò la crescita tramite M&A viene vista come leva chiave per aggregare competenze, clienti e portafogli. La quotazione può fungere da strumento di visibilità e da valuta per operazioni straordinarie, facilitando l’integrazione di realtà complementari.
Per sostenere le aggregazioni, il gruppo dovrà dimostrare efficacia nell’integrazione commerciale e nella standardizzazione dei servizi. In assenza di tale capacità, i benefici di scala rischiano di essere parziali. Il management indica come obiettivo la creazione di sinergie operative misurabili e il consolidamento di un’offerta multimodale coerente.
Il vero test del progetto sarà duplice. Da una parte dovrà convertire una community nata per il crowdfunding in una domanda reale e continuativa di consulenza e servizi. Dall’altra dovrà dimostrare che l’integrazione produce valore misurabile in termini di ricavi, marginalità e capacità di attrarre operazioni, e non si limiti a ridefinire un perimetro societario.
Se approvata, la fusione tra le due realtà potrebbe rappresentare un modello replicabile per altre piattaforme. Il mercato sta passando dall’offerta di singole funzionalità verso ecosistemi in grado di accompagnare le imprese lungo l’intero percorso di crescita. L’esito dell’integrazione sarà osservato nella fase operativa successiva dagli investitori e dai soci, che verificheranno gli indicatori di performance concordati.

