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Con l’intelligenza artificiale (AI) che continua a suscitare interesse, il report Tmt Predictions 2026 di Deloitte suggerisce che ci si avvicina a una fase in cui l’AI diventerà meno rumorosa e più sostanziale. Questo documento annuale analizza le tendenze tecnologiche e anticipa le dinamiche di mercato, evidenziando che il progresso non sarà guidato da innovazioni straordinarie, ma piuttosto da un impegno costante nella costruzione di solide infrastrutture, nella definizione di governance efficaci e nell’integrazione sistematica delle tecnologie.
Il report di Deloitte mette in evidenza la necessità di investimenti significativi nei data center, nell’orchestrazione degli agenti AI e nella revisione dei processi aziendali, elementi che influenzeranno direttamente la competitività e la crescita economica globale. Inoltre, il settore Tmt non si limita a fornire tecnologia, ma funge anche da catalizzatore per l’innovazione in vari settori, dal settore energetico alla sanità, in un contesto di crescente interconnessione globale.
Il ruolo centrale del settore Tmt nella trasformazione
La percezione del mercato si è evoluta: il concetto di “software che conquista il mondo” sta lasciando spazio a “Tmt che conquista il mondo”, grazie all’emergere dell’AI, in particolare dell’agentic AI. Negli Stati Uniti, gli investimenti nei data center dedicati all’AI hanno contribuito in modo significativo alla crescita del PIL nella prima metà dell’anno. Attualmente, il settore Tmt rappresenta oltre il 50% della capitalizzazione di mercato dell’S&P 500, avviandosi a diventare il più grande settore rispetto a qualsiasi altro.
Investimenti e capacità computazionale
La crescita dell’AI richiederà un aumento considerevole della potenza computazionale. Deloitte prevede che entro il 2026, l’inference – ovvero l’esecuzione dei modelli AI – costituirà due terzi della capacità computazionale totale. È previsto che la maggior parte di questa capacità sarà concentrata nei data center e nei server aziendali, supportati da chip specializzati dal valore impressionante. Questo scenario implica che l’espansione dell’AI sarà direttamente legata alla disponibilità di infrastrutture robuste e alla capacità di gestire consumi energetici elevati, il che solleva interrogativi anche riguardo alla sostenibilità.
Nuovi modelli e sfide nell’ecosistema AI
La prospettiva del mercato degli autonomous AI agent è promettente, con stime che indicano un valore di 8,5 miliardi di dollari nel 2026, potenzialmente aumentando a 45 miliardi entro il 2030. Tuttavia, la sfida non risiede solo nell’aspetto tecnologico, ma richiede anche un ripensamento dell’organizzazione aziendale per sfruttare appieno il potenziale di questi agenti autonomi. Un cambiamento significativo è previsto anche nel modello SaaS, con applicazioni più intelligenti e autonome e un possibile passaggio a piattaforme federate, trasformando il modo in cui le aziende pianificano budget e gestiscono operazioni.
Robotica e AI fisica
Un altro aspetto da considerare è la robotica industriale, che potrebbe finalmente riprendere slancio grazie a AI più avanzate e chip dedicati. Si prevede che entro il 2026 saranno installati circa 5,5 milioni di robot, con un raddoppio delle vendite annuali entro il 2030. Tuttavia, rimangono sfide significative legate all’integrazione, alla qualità dei dati e alla cybersecurity. L’emergere di applicazioni di “AI fisica” – che combinano intelligenza artificiale e capacità meccaniche – potrebbe accelerare questa evoluzione, portando impatti notevoli in settori come la manifattura, la logistica e la difesa.
Governance e sovranità tecnologica
Infine, il report evidenzia anche i rischi associati alle catene di fornitura dei semiconduttori, che sono sempre più vulnerabili a restrizioni commerciali e concentrazioni di fornitori. La spinta verso la sovranità tecnologica sta crescendo, con investimenti in cloud, data center e modelli AI progettati per ridurre le dipendenze strategiche. In un contesto geopolitico complesso, garantire la continuità operativa e la sicurezza delle infrastrutture diventa un fattore competitivo di fondamentale importanza.
Il 2026 segnerà un punto di svolta in cui l’AI si concentrerà meno sul clamore e più sulla sostanza. La riduzione dell’AI gap è in vista, ma il percorso verso una piena scalabilità richiede un impegno nella governance, nelle infrastrutture e nella collaborazione tra le industrie. Non è la fase più spettacolare, ma è quella che definirà l’impatto reale dell’AI sull’economia globale, trasformando promesse in risultati concreti e duraturi.

