La diffusione dell’intelligenza artificiale sta accelerando a un ritmo che supera la capacità dei consigli di amministrazione di governarla efficacemente. Marco Giorgino, presidente di Nedcommunity, ha evidenziato che i board devono adeguarsi rapidamente per non rimanere indietro rispetto ai cambiamenti tecnologici.
Per rispondere a questa esigenza, Nedcommunity – la prima associazione italiana di amministratori non esecutivi e indipendenti – ha lanciato il Professional Certificate “AI & Governance per i Board” sviluppato in collaborazione con la POLIMI Graduate School of Management. Il percorso inizia il 15 ottobre 2026 e prevede cinque giornate formative distribuite su dieci settimane, con sessioni sia in presenza al Campus Navigli di Milano sia in modalità sincrona online.
Lancio del Professional Certificate “AI & Governance per i Board”
Il programma prevede cinque incontri: 15 e 22 ottobre, 4 e 18 novembre, e 14, dalle 14.30 alle 18.30. In totale sono 20 ore suddivise in cinque moduli che coprono dall’inquadramento dell’AI alla sua applicazione pratica nei consigli. Il format include casi aziendali reali, esercitazioni collaborative e simulazioni di riunioni consiliari, pensate per trasformare la teoria in competenze operative.
Perché la governance dell’AI è una sfida per i consigli
Il divario tra adozione e valore è ormai evidenziato da studi internazionali. La survey McKinsey “The state of AI in 2026: On the road to ROI”, effettuata tra maggio e giugno su 1.719 partecipanti in 97 Paesi mostra che quasi nove organizzazioni su dieci usano regolarmente l’AI in almeno una funzione. Tuttavia, solo il 37 % degli intervistati annovera un impatto positivo sull’EBIT, e appena il 6 % viene classificato tra gli “AI high performer”, con un contributo minimo del 5 % all’EBIT.
Il divario tra adozione e valore
Le aziende leader non si limitano a investire; riprogettano i flussi di lavoro, perseguono obiettivi di crescita e innovazione oltre al semplice risparmio di efficienza, e coinvolgono i vertici nella misurazione dei risultati e nella gestione dei rischi. Questo approccio integrato è ciò che distingue le realtà capaci di tradurre l’AI in vantaggio competitivo.
Competenze e informazione nei CdA
Una ricerca condotta da PwC Italia e Nedcommunity su un campione di società non finanziarie evidenzia una carenza di competenze specifiche. Nel 49 % dei consigli intervistati, la preparazione in ambiti cyber, AI e privacy è ritenuta insufficiente, e quasi la metà segnala una comunicazione parziale o assente sulle attività delle figure interne responsabili. Inoltre, solo il 50 % dispone di una funzione di Risk Management indipendente, e il 59 % delle imprese non valuta formalmente i rischi e le opportunità legate a iniziative strategiche.
Questi dati collocano la governance dell’AI al centro delle decisioni aziendali: un progetto tecnicamente valido può non generare valore se non è allineato a un processo chiave, se manca di dati di qualità, o se l’onere operativo supera i benefici attesi. È perciò necessario che il board verifichi la coerenza tra portafoglio progetti, piano industriale e propensione al rischio.
Competenze richieste al board e contenuti del percorso
Un amministratore non deve saper programmare un algoritmo, ma deve essere in grado di valutare le risposte del management identificare lacune informative e chiedere le evidenze necessarie. La cultura AI del board si traduce nella capacità di collegare ogni investimento a un problema aziendale misurabile, verificare la qualità dei dati, definire i responsabili dei risultati e impostare controlli umani dove necessario.
Il certificato affronta questi temi in cinque moduli: 1) panorama e evoluzione dell’AI; 2) ruolo del board nella creazione di valore e nella gestione del rischio; 3) aspetti normativi ed etici, inclusi i requisiti dell’AI Act (articolo 4, in vigore dal 2 febbraio 2025, modificato a luglio 2026, con regole operative a partire da agosto 2026); 4) gestione strategica dell’AI; 5) laboratorio pratico con simulazioni di riunioni consiliari. La metodologia basata su esercitazioni e simulation garantisce che i partecipanti possano applicare il framework anche in situazioni complesse, come la valutazione di fornitori o la gestione di bias.
Come ha ribadito Giorgino durante l’assemblea di Nedcommunity, “La corporate governance non solo si deve adattare a questi cambiamenti, ma deve essere essa stessa uno strumento per guidarli”. Il percorso, aperto a amministratori indipendenti e non, sindaci, CEO, CFO, COO e senior executive, punta a trasformare quella citazione in pratica quotidiana, inserendo le competenze AI nell’agenda consiliare, nei comitati e nei meccanismi di escalation.
Il risultato atteso è un consiglio capace di gestire un inventario aggiornato dei sistemi AI di definire responsabilità chiare, di monitorare metriche economiche e di rischio e di integrare il reporting AI nel business plan. In questo modo, le organizzazioni eviteranno la trappola dei progetti pilota isolati e potranno indirizzare l’innovazione verso iniziative realmente strategiche, massimizzando il contributo dell’AI alla crescita.



