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Negli ultimi anni Rai Way ha avviato una trasformazione profonda: l’azienda storicamente legata al broadcasting sta costruendo una vera e propria rete infrastrutturale a servizio di imprese e pubbliche amministrazioni. Al centro della strategia c’è l’integrazione di torri, fibra ottica, una piattaforma di Content Delivery Network (CDN) proprietaria e una filiera di edge data center, affiancati da soluzioni di colocation e cloud privato. Questo nuovo approccio valorizza competenze esistenti e apre a servizi digitali orientati alla resilienza e al controllo dei dati.
Da tower company a piattaforma digitale nazionale
La transizione di Rai Way passa per la diversificazione dell’offerta: pur mantenendo il patrimonio di tower rental come elemento distintivo, l’azienda ha progressivamente ampliato il proprio perimetro operativo concentrandosi su infrastrutture complementari. Il progetto si inserisce in una logica di sistema che unisce rete in fibra, distribuzione dei contenuti con CDN e punti di presenza locali con edge data center. In audizione alla Commissione di Vigilanza il 25 marzo 2026 l’amministratore delegato ha ricordato come l’iniziativa dell’hyperscale di Pomezia sia parte integrante del piano per rafforzare la sovranità digitale italiana, insieme agli investimenti sulla produzione di contenuti e sullo sport.
L’hyperscale di Pomezia: caratteristiche tecniche e modularità
Il futuro data center di Pomezia è pensato come un hub modulare e scalabile, proiettato a supportare carichi rilevanti e una vasta gamma di servizi critici. Sviluppato su un’area di circa 140.000 m², il progetto prevede quattro edifici indipendenti e circa 16.000 m² di data hall distribuiti in 16 moduli. La capacità complessiva di potenza IT è stimata in 35,2 MW, con moduli da 8,8 MW ciascuno, e il sito sarà progettato per garantire elevati standard di affidabilità, conformandosi alla certificazione ANSI/TIA-942 Rated-4. La scelta della modularità consente un’implementazione graduale che si adatta alla domanda di mercato e mitiga i rischi economici legati agli investimenti intensivi.
Perché Pomezia
La selezione del sito risponde a motivazioni industriali e strategiche: la vicinanza a Roma assicura accesso a un importante bacino istituzionale e imprenditoriale, mentre il Centro Italia estende l’offerta oltre la forte concentrazione lombarda. L’area beneficia inoltre dell’espansione dell’hub di interconnessione Namex, che aumenta la densità di peering e migliora l’efficienza degli scambi di traffico. La prossimità ai punti di approdo dei cavi sottomarini del Mediterraneo rafforza il ruolo di nodo strategico per i flussi internazionali, mentre l’esistenza di una cabina di media tensione preesistente facilita le fasi iniziali dell’operazione, con la progettazione di una cabina ad alta tensione per il futuro aumento della domanda energetica.
Impatto territoriale, sostenibilità e relazioni locali
Il progetto è pensato per integrarsi con il tessuto produttivo e sociale locale, valorizzando siti dismessi e promuovendo sinergie industriali. L’area individuata era un ex sito trasmittente in Onde Medie non più in uso, e la riqualificazione evita consumo di nuovo suolo. Rai Way ha annunciato l’obiettivo di alimentare l’infrastruttura con fonti rinnovabili e dichiara di aver raggiunto la carbon neutrality nel 2026; su un terreno limitrofo è in approvazione un impianto fotovoltaico progettato per contribuire con circa 5,5 MW alla generazione locale. In fase preliminare è stato inoltre concordato con la Città metropolitana la cessione gratuita di un’area per una nuova connessione stradale a beneficio della comunità.
Sovranità digitale e tecnologia
La dimensione strategica del programma riguarda la sovranità digitale: garantire che dati sensibili e servizi critici risiedano in infrastrutture nazionali e controllate. Per questo motivo Rai Way privilegia soluzioni tecnologiche provenienti da fornitori italiani ed europei per cloud e storage, riducendo dipendenze esterne e proteggendo il controllo sulle informazioni strategiche. L’ecosistema che si sta costruendo – dalla dorsale in fibra alla CDN, dagli edge all’hyperscale – nasce per offrire servizi interoperabili e resilienti a imprese e amministrazioni, promuovendo al contempo lo sviluppo di filiere locali e l’attrazione di investimenti industriali.

