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Il Digital Networks Act (DNA) ha suscitato un misto di aspettative e delusioni tra le aziende di telecomunicazioni europee, che auspicavano una riforma più incisiva per rilanciare il mercato. La proposta, presentata dalla Commissione Europea, si propone di modernizzare il quadro giuridico della connettività. Tuttavia, le telco avvertono che non è sufficiente per affrontare le sfide attuali.
In una nota, Connect Europe, l’associazione che rappresenta le principali telco europee, ha evidenziato come la riforma, pur avendo il potenziale di essere trasformativa, si limiti a mantenere lo status quo, ad eccezione della politica sullo spettro. Con l’85% degli europei che considera la connettività un bisogno fondamentale, è evidente che una riforma più audace è necessaria.
Critiche al Digital Networks Act
Le aziende di telecomunicazioni hanno espresso la loro insoddisfazione riguardo al DNA. Secondo Connect Europe, molte delle regole proposte sul modello di accesso non incentivano gli investimenti necessari per sviluppare reti di nuova generazione. Anzi, tali regole potrebbero introdurre incertezze che ostacolano la concorrenza e gli investimenti.
Necessità di semplificazione normativa
Connect Europe ha ribadito l’importanza di semplificare il quadro normativo europeo. La Commissione, sotto la guida della presidente Von der Leyen, ha lanciato un’agenda di semplificazione che deve essere al centro del DNA. È fondamentale ridurre la frammentazione regolatoria e spostarsi verso regole orizzontali, in modo da garantire che gli operatori possano investire con maggiore sicurezza e competitività.
Il direttore generale di Connect Europe, Alessandro Gropelli, ha sottolineato che la vera sfida non è solo trovare un compromesso a Bruxelles, ma riportare l’Europa alla ribalta della competitività tecnologica globale. Il DNA ha il potenziale per aiutare in questo percorso, ma il testo finale deve riflettere le ambizioni espresse nei rapporti di esperti come Enrico Letta e Mario Draghi.
Prospettive per il futuro della connettività
Un aspetto positivo del DNA è la sua attenzione alla politica dello spettro, che si allinea con i progressi globali nel 5G e 6G. Connect Europe ha accolto con favore questa parte della proposta, sottolineando che è essenziale garantire certezza per gli operatori che desiderano offrire servizi avanzati. Senza un cambiamento nell’approccio frammentato e restrittivo, l’Europa rischia di rimanere indietro rispetto ad altre regioni nel settore delle telecomunicazioni.
Investimenti e innovazione nel settore
Le critiche non provengono solo dalle telco. Anche la GSMA, l’associazione dell’industria mobile, ha espresso disappunto, affermando che la proposta, così com’è, non affronta le sfide necessarie per garantire la competitività dell’Europa nell’era digitale. L’assenza di innovazione in molte aree rende difficile per il settore della connettività attrarre gli investimenti richiesti per sostenere la crescita e la sicurezza.
In contrasto, Open Fiber ha visto nel DNA un primo passo positivo verso la modernizzazione del settore, sottolineando l’importanza delle reti in fibra ottica. L’azienda ha apprezzato l’introduzione di un obiettivo di policy per il passaggio dalla rete in rame a quella in fibra, una mossa considerata fondamentale per favorire un’infrastruttura più moderna e sostenibile in Europa.
Un passo verso il futuro?
Il Digital Networks Act rappresenta un’opportunità storica per ridefinire il panorama delle telecomunicazioni in Europa. Tuttavia, per raggiungere gli obiettivi ambiziosi di connettività e competitività, è essenziale che la proposta finale rispecchi le aspettative di investimento e innovazione delineate dalle telco e dagli esperti. Solo così l’Europa potrà affrontare le sfide future e garantire una connettività di qualità per tutti i cittadini.

