Il Digital Omnibus e il futuro del consenso digitale in Europa

Il Digital Omnibus 2026 segna una nuova era per il consenso digitale, cambiando la sua natura e applicazione.

Con l’introduzione del Digital Omnibus, il panorama del consenso digitale sta subendo una profonda trasformazione. L’articolo 88a del GDPR propone un cambiamento significativo, passando da un consenso inteso come atto giuridico a un segnale computabile e gestibile all’interno delle infrastrutture digitali.

Un nuovo paradigma per il consenso

Tradizionalmente, il consenso è un atto relazionale che implica informazione, comprensione e una scelta consapevole. Tuttavia, il Digital Omnibus introduce un mutamento di paradigma, spostando la sua essenza verso un meccanismo più tecnico e automatizzato. Questo cambiamento implica che il consenso non è più solo una manifestazione di volontà, ma diventa un segnale tecnico che può essere memorizzato e riutilizzato.

Il ruolo dell’articolo 88a GDPR

Il cuore di questa evoluzione si trova nell’articolo 88a del GDPR, dove si stabilisce che l’espressione della scelta da parte dell’utente deve avvenire tramite un single-click button o un equivalente. Questo approccio non solo semplifica la procedura di consenso, ma richiede anche che la preferenza dell’utente sia rispettata per un periodo definito, aumentando così la sua persistenza e portabilità.

Implicazioni per le decisioni automatizzate

Un altro aspetto cruciale riguarda le decisioni automatizzate, come evidenziato dalla revisione dell’articolo 22 del GDPR. Qui, la legalità delle decisioni automatizzate è legata a criteri di equivalenza ragionevole rispetto a decisioni umane e alla necessità di rispettare i principi stabiliti dall’AI Act. La preferenza dell’utente diventa quindi un input operativo essenziale per questi processi.

La pseudonimizzazione e i requisiti tecnici

Inoltre, la modifica dell’articolo 12 del GDPR rafforza l’importanza della corretta formalizzazione del consenso, accentuando la necessità di requisiti tecnici che delimitino il perimetro dei dati. L’articolo 41a introduce la pseudonimizzazione, ampliando così il peso dei requisiti tecnici nel garantire l’efficacia delle scelte degli utenti.

Dal consenso come atto giuridico a variabile di sistema

Questa nuova configurazione del consenso porta a una perdita della sua dimensione dialogica, trasformandolo in una variabile di sistema. L’atto giuridico, infatti, viene sostituito da una struttura tecnica che opera in modo automatico, spesso senza il coinvolgimento diretto dell’utente. La volontà individuale è ora integrata nella stessa architettura dei flussi informativi, privilegiando la stabilità del segnale rispetto alla sua attualità.

Interoperabilità e gestione delle preferenze

Il Digital Omnibus richiede che le preferenze siano gestite in modo interoperabile tra diversi sistemi. Il consenso deve viaggiare attraverso browser, sistemi operativi e applicazioni, richiedendo una capacità tecnica di garantire che il segnale sia leggibile e applicabile. La norma impone la necessità di un consenso machine-readable, dove la volontà dell’utente deve poter essere interpretata e utilizzata lungo tutta la catena tecnica.

Conclusioni e sfide future

In conclusione, il Digital Omnibus rappresenta un passo significativo verso la semplificazione e l’ottimizzazione del consenso digitale, ma porta con sé anche delle sfide. La stabilità e l’interoperabilità delle preferenze richiedono un’attenzione particolare da parte di sviluppatori e legislatori, affinché si possa garantire una reale protezione dei diritti degli individui nel contesto dell’innovazione digitale.

Scritto da Marco Santini

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