Innovazione Aperta in Italia: Opportunità e Sfide per le Grandi Aziende

L'open innovation sta rapidamente emergendo come una pratica essenziale per le imprese italiane, tuttavia continua a presentare sfide significative.

Negli ultimi anni, il concetto di open innovation ha guadagnato terreno tra le grandi aziende italiane, diventando una strategia sempre più rilevante. Tuttavia, un recente studio condotto dall’Osservatorio Startup Thinking, noto come Ricerca 2026, mette in luce come l’adozione di questa pratica non sia ancora pienamente strutturata. Durante un convegno dedicato al tema, tenutosi il 2 dicembre, vari esperti hanno discusso le nuove tendenze e le sfide dell’open innovation.

Il contesto attuale dell’open innovation

Un’analisi approfondita delle fonti esterne che hanno influenzato l’innovazione digitale negli ultimi tre anni rivela un ritorno ai fornitori tradizionali, come le aziende di tecnologia e consulenza, che hanno ripreso a dominare le preferenze delle grandi imprese. L’introduzione di strumenti di intelligenza artificiale ha ulteriormente rafforzato il ruolo di questi attori storici. In questo scenario, le startup sembrano perdere terreno, collocandosi all’ottavo posto tra le fonti di innovazione, poiché le aziende tendono a focalizzarsi su collaborazioni più verticali e specifiche, incentrate sul proprio core business.

Un cambiamento di strategia

Dieci anni fa, le aziende tendevano a sviluppare portafogli ampi e diversificati di iniziative di open innovation. Oggi, invece, si osserva un approccio più selettivo, dove le risorse sono concentrate su un numero limitato di progetti. Tra le strategie di corporate venturing più apprezzate emergono il Corporate Venture Capital, il venture building e il venture clienting, che vedono i fornitori come partner strategici nelle iniziative di innovazione. Negli ultimi tre anni, sono stati identificati circa 950 operatori attivi nel mercato italiano.

Prospettive future e crescita dell’AI

Guardando al futuro, le previsioni indicano un aumento significativo dell’affidamento su startup e tecnologie di intelligenza artificiale nei prossimi anni, con un incremento previsto del 35% per le AI e del 29% per le startup. Questa evoluzione suggerisce un passaggio verso modelli di innovazione più dinamici e integrati a livello tecnologico. Secondo Davide Orfanelli, manager di Flutter SEA, l’open innovation si articola su due principali interlocutori: le startup, da cui si attingono tecnologie emergenti e nuovi modelli di business, e un programma interno di corporate entrepreneurship che seleziona idee in linea con la strategia aziendale.

Integrazione dell’open innovation nella strategia aziendale

Il percorso di adozione dell’open innovation ha registrato una rapida crescita dal 57% nel 2018 fino all’88% nel 2026, con una leggera stabilizzazione nel 2026 all’86%. Questo plateau indica una fase di razionalizzazione, in cui le imprese privilegiano interventi più strategici e mirati. La transizione da una sperimentazione diffusa a un utilizzo più disciplinato è fondamentale per integrare l’open innovation nelle logiche di innovazione aziendale.

Collaborazione con le startup e misurazione degli impatti

Nonostante il 45% delle grandi imprese abbia collaborato con startup nell’ultimo anno, il 50% delle PMI si dichiara non interessato a tali collaborazioni. Uno degli ostacoli principali all’adozione dell’open innovation riguarda la misurazione degli impatti. Le aziende faticano a definire indicatori coerenti, ricadendo spesso in valutazioni a breve termine che non riflettono gli effetti a lungo termine dell’innovazione aperta.

Il ruolo del management e la cultura aziendale

Il coinvolgimento del top management è cruciale, in quanto solo il 58% delle aziende stabilisce obiettivi strategici per l’innovazione, mentre raramente promuovono una cultura aziendale aperta al rischio. Questa cautela nel gestire l’open innovation limita la sua efficacia come leva strategica, nonostante la consapevolezza del suo valore nel processo decisionale.

L’ecosistema italiano di open innovation si trova a un bivio. Per superare la fase di stallo attuale, le aziende devono integrare l’open innovation nella loro strategia globale e dotarsi di strumenti di monitoraggio per trasformare questa pratica da un’attività accessoria a un motore fondamentale per la competitività. Solo così sarà possibile evitare che l’attuale plateau si trasformi in stagnazione, aprendo la strada a una nuova era di innovazione sostenibile e duratura.

Scritto da Roberto Conti

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