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Negli ultimi anni, la digitalizzazione ha assunto un ruolo cruciale nel panorama imprenditoriale italiano, evolvendosi da un’analisi puramente teorica a applicazioni pratiche che influenzano direttamente i risultati delle aziende. Il recente convegno Digital & Open Innovation 2026, organizzato dal Politecnico di Milano, ha fornito un’importante piattaforma di discussione, in cui esperti del settore hanno condiviso le proprie esperienze e visioni sull’argomento.
Integrazione tra innovazione e strategia aziendale
Una delle tematiche più rilevanti emerse dal confronto riguarda la necessità di allineare l’innovazione con gli obiettivi strategici delle aziende. Non è più sufficiente sviluppare nuove tecnologie senza un legame diretto con le operazioni quotidiane. Silvia Celani, responsabile dell’innovazione in Open Fiber, ha sottolineato come sia fondamentale orientarsi verso un’innovazione di mercato, che si concentri su aspetti aziendali concreti.
Un approccio orientato al business
Celani ha delineato un modello di innovazione digitale basato su due elementi fondamentali: l’integrazione con le attività aziendali e la creazione di alleanze strategiche. La collaborazione con enti pubblici, piccole e medie imprese, e istituzioni accademiche consente a Open Fiber di fornire servizi che non solo potenziano il proprio business, ma contribuiscono anche alla digitalizzazione dei territori.
Un ulteriore aspetto cruciale è rappresentato dalla finanza agevolata, che risulta fondamentale per sostenere progetti innovativi. L’impiego di strumenti come bandi nazionali e regionali consente di tradurre le tecnologie emergenti in soluzioni pratiche, come quelle applicate nel Cloud Computing.
Innovazione nelle PMI: il caso di FPZ
Alessandro Di Pasquali, CTO di FPZ, ha presentato una prospettiva interessante sul processo di trasformazione delle piccole e medie imprese manifatturiere. Con oltre cinquant’anni di esperienza nella progettazione di soffianti industriali, FPZ destina circa il 10% del proprio fatturato alla Ricerca e Sviluppo, un investimento significativo per una realtà della sua dimensione.
Gestione della conoscenza e digitalizzazione
Pasquali ha evidenziato l’importanza di una gestione strutturata della conoscenza, che consente di rendere accessibili anni di esperienza e know-how all’interno dell’azienda. Le collaborazioni con università e startup, unite alla digitalizzazione della produzione, hanno permesso un incremento della qualità e un miglioramento del controllo dei processi. La personalizzazione dei prodotti, la flessibilità della catena di approvvigionamento e la sicurezza informatica si configurano come fattori essenziali nel modello di innovazione continua di FPZ.
ESG e intelligenza artificiale nel gruppo Enercom
Paolo Magni, innovation & ESG manager del gruppo Enercom, ha sottolineato come le priorità della sua organizzazione riflettano le tendenze attuali del settore. Tra gli investimenti principali vi sono l’adozione di un sistema ERP per la servitizzazione e l’integrazione delle API, insieme a una crescente attenzione per la cyber sicurezza e l’intelligenza artificiale.
Strumenti innovativi per la sostenibilità
Un esempio pratico è l’implementazione di un ESG assistant, un sistema progettato per utilizzare la conoscenza relativa alla sostenibilità del gruppo e rispondere alle domande dei dipendenti, migliorando così la coerenza e la rapidità delle informazioni fornite.
Svicom e la spinta verso il PropTech
Paolo Perego, CTO di Svicom, ha annunciato che l’azienda raddoppierà il budget destinato all’innovazione nel 2026. Riconosciuta nel settore come PropTech, Svicom ha adottato metodologie Lean per stabilire priorità e strategie, identificando due livelli fondamentali di innovazione.
Tra le soluzioni già implementate figurano strumenti di predictive budget analytics e sistemi basati su intelligenza artificiale per l’analisi di immagini e video. Queste tecnologie non sono utilizzate esclusivamente per la sicurezza, ma anche per ottimizzare la manutenzione degli asset immobiliari.
Il dibattito emerso durante il convegno ha messo in evidenza come l’innovazione digitale non sia più un concetto astratto, ma piuttosto un insieme di pratiche e strumenti capaci di generare vantaggi concreti. Le aziende italiane stanno investendo in innovazione non solo per mantenere la loro competitività, ma anche per adeguarsi a obblighi normativi e rispondere a pressioni tecnologiche, rendendo così più efficienti le loro attività esistenti.
