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Il dibattito sull’innovazione digitale in Italia si sta evolvendo da una dimensione teorica a una più pratica, con un focus crescente su come tradurre idee e tecnologie in risultati concreti per le imprese. Durante il convegno Digital & Open Innovation 2026, svoltosi il 2 e organizzato dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano, quattro esperti hanno condiviso le loro esperienze e visioni sulla trasformazione digitale.
Le testimonianze di Silvia Celani, Alessandro Di Pasquali, Paolo Magni e Paolo Perego, tutti leader in aziende diverse, hanno messo in luce come l’innovazione stia diventando sempre più ibrida, interconnettendo tecnologia, processi e partnership strategiche.
Integrazione tra innovazione e strategia aziendale
È emersa con chiarezza la necessità di una sinergia tra innovazione e strategia aziendale. Le aziende non possono più sviluppare tecnologie in modo isolato; è imperativo allineare le iniziative innovative con i risultati operativi. Come ha sottolineato Silvia Celani di Open Fiber, è fondamentale abbandonare un approccio puramente tecnologico e abbracciare un’innovazione orientata al mercato.
Strategie per un’innovazione efficace
Celani ha descritto un modello di innovazione digitale basato su due fondamenti: l’integrazione con il business e l’uso strategico delle collaborazioni. Collaborare con enti pubblici, piccole e medie imprese e istituzioni accademiche permette di sviluppare servizi a valore aggiunto che non solo potenziano il business, ma supportano anche la digitalizzazione a livello locale.
Un altro aspetto cruciale è rappresentato dalla finanza agevolata, vista come una leva necessaria per sostenere progetti di ricerca e innovazione. L’approccio di Open Fiber mira a utilizzare strumenti di finanziamento come bandi nazionali e regionali per trasformare tecnologie emergenti in soluzioni pratiche.
La sfida delle PMI e la digitalizzazione
Alessandro Di Pasquali, CTO di FPZ, ha fornito un punto di vista diverso, rappresentando una PMI manifatturiera che opera nel settore delle soffianti industriali. FPZ destina circa il 10% del fatturato alla ricerca e sviluppo, un investimento significativo per un’azienda di piccole dimensioni. Di Pasquali ha evidenziato l’importanza di gestire in modo strutturato il know-how aziendale, rendendo accessibili le competenze accumulate in oltre cinquant’anni.
La digitalizzazione dei processi produttivi è un altro passo fondamentale per FPZ. L’azienda sta investendo in nuove tecnologie per migliorare la qualità e il controllo della produzione, con un occhio attento alla sostenibilità e alla cyber sicurezza.
Innovazione e sostenibilità nel settore energetico
Paolo Magni, responsabile dell’innovazione e della sostenibilità presso il Gruppo Enercom, ha notato una sovrapposizione tra le priorità presentate durante il convegno e gli obiettivi della sua azienda. Tra le sue principali preoccupazioni c’è l’adozione di un sistema ERP per migliorare l’integrazione dei processi e la gestione della cyber sicurezza.
Utilizzo dell’intelligenza artificiale
Un esempio concreto è l’ESG Assistant sviluppato internamente, un tool progettato per gestire le informazioni sulla sostenibilità, rispondendo alle domande dei colleghi in tempo reale e migliorando l’efficienza operativa.
Infine, Paolo Perego di Svicom ha parlato dell’importanza di raddoppiare il budget destinato all’innovazione, sottolineando come l’adozione della metodologia Lean aiuti a definire le priorità e a sviluppare soluzioni innovative nel settore del Real Estate, come strumenti di predictive analytics e sistemi di analisi basati su intelligenza artificiale.
Le testimonianze di Silvia Celani, Alessandro Di Pasquali, Paolo Magni e Paolo Perego, tutti leader in aziende diverse, hanno messo in luce come l’innovazione stia diventando sempre più ibrida, interconnettendo tecnologia, processi e partnership strategiche.0
