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Negli ultimi anni l’Intelligenza artificiale ha trasformato molte attività aziendali, dalla gestione documentale allo scouting di opportunità finanziarie. Nel campo della finanza agevolata queste tecnologie velocizzano operazioni ripetitive e permettono di trattare grandi quantità di dati, ma non sostituiscono la capacità di giudizio strategico propria degli esperti. È quindi necessario bilanciare automazione ed esperienza umana per ottenere risultati efficaci e conformi.
Quali vantaggi porta l’AI nei processi di finanza agevolata
L’integrazione di modelli generativi e strumenti di analisi automatica consente alle imprese di ridurre i tempi di ricerca dei bandi, automatizzare la compilazione preliminare di documenti e sintetizzare informazioni normative complesse. Soluzioni general purpose come ChatGPT o Gemini e tool specializzati aiutano nell’estrazione dei requisiti, nella generazione di bozze tecniche e nella produzione di check-list amministrative, liberando risorse per attività a maggior valore aggiunto.
Efficienza operativa ma non solo
Studi di settore mostrano incrementi significativi della produttività dove si applica l’AI generativa, con miglioramenti in specifici processi fino a percentuali rilevanti. Tuttavia, implementare queste soluzioni richiede investimenti in qualità dei dati, integrazione tecnologica e formazione del personale. Senza questi presupposti la tecnologia rischia di restare un costo aggiuntivo invece che un moltiplicatore di valore.
Limiti e rischi: perché serve la regia umana
La finanza agevolata non è mera compilazione: richiede interpretazione strategica, valutazione dell’innovatività e adattamento dei progetti alle condizioni dei bandi. L’errore di omologazione è uno dei pericoli principali: testi generati automaticamente, se non rielaborati criticamente, possono rendere le proposte piatte e prive di originalità, diminuendo le chance di successo. Inoltre, l’affidamento totale all’AI può tradire vincoli normativi e di compliance.
Questioni etiche e normative
L’Europa ha assunto un approccio regolatorio con l’AI Act, che enfatizza trasparenza, non discriminazione e protezione dei dati, e introduce l’obbligo di human-in-the-loop per molti casi d’uso. Questo orientamento non frena l’innovazione ma ne delimita responsabilità e tracciabilità, imponendo alle imprese di includere processi di supervisione e documentazione quando impiegano sistemi AI per attività ad alto rischio.
Come cambiare ruolo: dall’impiegato al manager dell’AI
Per sfruttare al meglio le potenzialità dell’AI, gli operatori della finanza agevolata devono evolvere: il professionista ideale diventa un manager dell’AI capace di orchestrare strumenti automatici e di occuparsi degli aspetti strategici non delegabili. Questo include selezionare fonti dati affidabili, validare output generati, personalizzare contenuti e garantire l’aderenza ai criteri valutativi dei bandi.
Compiti da automatizzare e attività da preservare
È sensato affidare all’AI il lavoro più «time consuming» e ripetitivo: scouting bandi, creazione di bozza documentale, analisi bibliografica e controllo di conformità formale. Al contrario, la definizione della strategia progettuale, la gestione delle relazioni con stakeholder e la valutazione dell’originalità del progetto restano compiti umani, dove il contributo critico e creativo è imprescindibile.
Sicurezza, competitività e scenari geopolitici
L’uso diffuso dell’AI porta con sé implicazioni di sicurezza e sovranità tecnologica. Attori nation-state possono sfruttare modelli generativi per attività malevole, mentre il rischio di model extraction rende critiche la protezione delle API e la salvaguardia della proprietà intellettuale. Le organizzazioni devono integrare la gestione del rischio AI nei loro framework di cybersecurity e third party risk management.
Infine, il dibattito sull’efficienza energetica dell’AI, rilanciato anche da figure come Sam Altman, evidenzia la necessità di misurare i consumi con criteri completi e di investire in energie rinnovabili per contenere l’impatto ambientale delle infrastrutture.

