L’impatto dell’intelligenza artificiale sulla democrazia e sul consenso politico

L'intelligenza artificiale rivoluziona la politica, ridefinendo il consenso e le strategie di comunicazione.

Negli ultimi anni, la relazione tra intelligenza artificiale e politica ha assunto contorni sempre più complessi. Durante un importante panel all’Ai Fest, esperti del settore si sono confrontati su un interrogativo cruciale: l’IA può diventare un attore politico autonomo? La risposta è stata chiara: no, ma la sua funzione di moltiplicatore è ciò che rende il fenomeno affascinante.

Questa tecnologia, infatti, amplifica ciò che trova, dalle competenze alle fragilità delle strutture politiche esistenti, rendendo visibili le dinamiche del consenso in modi mai visti prima. Per comprendere l’impatto di questo cambiamento, è utile esaminare il contesto della profilazione politica digitale negli anni 2018-.

L’evoluzione della profilazione politica

In quel periodo, la profilazione si basava principalmente su tecniche di microtargeting, dove le campagne politiche utilizzavano dati comportamentali per segmentare gli elettori e adattare i messaggi pubblicitari. I team di marketing politico creavano contenuti personalizzati, mentre le piattaforme decidevano le modalità di distribuzione degli annunci. La chiave del successo era l’ottimizzazione dell’attenzione del pubblico, rendendo la politica simile a un brand che acquista spazi pubblicitari.

Il passaggio alla democrazia profilata

Oggi, con l’avvento dell’IA generativa, il panorama è cambiato radicalmente. Non ci si limita più a decidere chi raggiungere, ma anche cosa comunicare a ciascun individuo. I contenuti ora possono essere creati in modo dinamico, adattandosi al profilo dell’utente e alle sue reazioni. Questo porta a una democrazia profilata, in cui ogni cittadino interagisce con versioni diverse dello stesso messaggio politico.

Il risultato è un cambiamento significativo nel modo in cui si forma il consenso, ma anche nel modo in cui si vivono i conflitti. La comunicazione frammentata genera narrazioni parallele, complicando il dialogo tra le diverse parti della società. Ogni provvedimento può essere interpretato in modi diversi a seconda del segmento di pubblico, creando una moltiplicazione delle realtà percepite.

Nuovi attori e dinamiche di potere

In questo contesto, emergono nuove figure che influenzano le conversazioni politiche: influencer, content creator e micro-leader digitali stanno guadagnando rilevanza, contribuendo a formare le opinioni del pubblico. Questi nuovi attori, pur non seguendo i tradizionali canoni di rappresentanza, hanno un impatto crescente e sono sostenuti dalla potenza analitica dell’IA, che li aiuta a creare contenuti mirati per nicchie specifiche.

Il rischio di un potere sbilanciato

Un aspetto critico da considerare è il trasferimento di potere che si verifica in questo nuovo ecosistema. Se in passato il vantaggio era nelle mani di chi sapeva gestire al meglio le piattaforme pubblicitarie, ora si sposta verso coloro che controllano i dati e i sistemi di IA. Questo porta a un rischio elevato per partiti e istituzioni che non investono nella creazione di competenze interne e nella governance dei dati.

Il timore è che le decisioni operative, come chi raggiungere e con quali messaggi, possano essere dominate da fornitori tecnologici e consulenti esterni, riducendo la capacità di scelta delle istituzioni.

Il futuro per le imprese e l’innovazione

Il fenomeno della democrazia profilata non ha solo implicazioni politiche, ma rappresenta anche un nuovo mercato per le aziende. Negli ultimi anni, sono fiorite imprese che offrono servizi di gestione dati, analisi del sentiment e automazione delle campagne, oltre il 70% delle aziende di medie e grandi dimensioni utilizzerà tecnologie di IA nel marketing digitale, aumentando i budget per queste soluzioni.

Opportunità e sfide nel marketing politico

La linea di demarcazione tra marketing politico e commerciale si fa sempre più sottile. Le stesse tecnologie utilizzate per migliorare il ROI delle campagne possono essere adattate per la comunicazione politica, rendendo possibile un coinvolgimento più profondo con il pubblico. Tuttavia, le aziende devono essere consapevoli dei rischi reputazionali legati a un uso inappropriato degli strumenti di profilazione, oltre a dover affrontare la crescente pressione normativa a livello europeo.

La vera sfida risiede nella capacità di stabilire un equilibrio tra competenze interne e governance, per sfruttare appieno le potenzialità dell’IA senza compromettere la fiducia del pubblico. In definitiva, l’IA non è né una panacea né una minaccia per la politica; sta semplicemente ridisegnando le regole del gioco, rendendo necessario un approccio consapevole e responsabile.

Scritto da Sofia Rossi

Finanziamenti per startup tecnologiche in Africa: opportunità e prospettive