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Negli ultimi dieci anni, il concetto di Open Innovation ha rappresentato la risposta delle grandi aziende alla necessità di innovare in modo rapido ed efficace. Il modello era ben definito: le corporazioni collaboravano con startup agili per compensare la loro lentezza operativa. Le startup, con la loro capacità di sperimentazione e implementazione rapida, si integravano perfettamente con le corporate, che perdevano meno tempo nei processi interni.
Tuttavia, con l’emergere dell’intelligenza artificiale agentica, questo modello tradizionale sta subendo una trasformazione radicale. L’acquisizione di Manus da parte di Meta, valutata intorno ai 2 miliardi di dollari, è un esempio emblematico di come le aziende stiano cercando di internalizzare competenze che prima venivano esternalizzate. Meta ha non solo acquisito una startup, ma ha anche integrato la capacità di gestire agenti AI per eseguire compiti complessi.
Il cambiamento del paradigma nell’innovazione
Con l’adozione di agenti AI, le aziende devono affrontare una nuova realtà: se alcune funzioni operative possono essere gestite in modo autonomo, quale sarà il futuro delle startup? La risposta non implica la scomparsa delle startup, ma piuttosto un cambiamento nel loro ruolo all’interno dell’ecosistema innovativo. Le capacità delle startup stanno evolvendo per adattarsi a questo nuovo contesto.
Da progetti isolati a capacità durature
Tradizionalmente, le aziende hanno trattato l’innovazione come una serie di esperimenti isolati senza un collegamento strategico con le loro operazioni principali. L’introduzione dell’intelligenza artificiale agentica cambia questa visione: un agente AI non è una soluzione verticale, ma una capacità generale capace di operare su molteplici fronti. Questo sposta l’attenzione dalla realizzazione di Proof of Concept (PoC) verso lo sviluppo di piattaforme interne che permettano un’implementazione continua.
Le aziende possono ora investire nella creazione di capacità agentiche che possono essere applicate a diversi casi d’uso nel tempo, trasformando l’innovazione da un progetto saltuario a una funzione permanente.
Strumenti per l’internalizzazione delle capacità
La transizione verso questo nuovo modello non sarebbe possibile senza strumenti adeguati. Piattaforme come Lovable e N8N sono esempi di come la tecnologia possa facilitare l’internalizzazione delle competenze. Lovable, ad esempio, consente di trasformare descrizioni testuali in applicazioni funzionanti, riducendo drasticamente il tempo necessario per sviluppare un prototipo.
L’importanza della governance
È fondamentale sottolineare che, sebbene questi strumenti automatizzino il processo di codifica, non eliminano la necessità di competenze elevate nel problem solving. L’implementazione di un AI Operating Model diventa essenziale per gestire l’orchestrazione e la governance di questi sistemi. Le aziende devono passare dalla gestione di fornitori esterni alla gestione di una forza lavoro digitale.
Strategie per l’Open Innovation
Il passaggio verso un modello di innovazione che integra capacità agentiche richiede un ripensamento delle strategie di Open Innovation. Le aziende devono ora concentrarsi su quali capacità sviluppare internamente, piuttosto che su quali startup coinvolgere. Questo comporta una mappatura critica delle funzioni attualmente esternalizzate.
Le categorie di processi da considerare includono: 1) processi ripetitivi ad alto volume, 2) casi in cui le capacità specialistiche sono necessarie e 3) ambiti complessi dove l’esternalizzazione rimane razionale. Queste considerazioni trasformano la discussione da semplice coinvolgimento di startup a costruzione di capacità interne.
L’intelligenza artificiale agentica non segna la fine delle startup, ma richiede una nuova interpretazione della loro interazione con le grandi aziende. Le startup che si concentrano su tecnologie avanzate e proprietà intellettuale unica saranno sempre più valorizzate in questo nuovo contesto. Le aziende che sapranno integrare capacità interne con collaborazioni strategiche saranno in grado di guidare l’innovazione nei prossimi anni.

