Argomenti trattati
Il dibattito sull’innovazione digitale in Italia ha fatto un significativo passo avanti, spostandosi dall’ambito teorico a quello pratico. Le imprese, sia nei settori tradizionali che in quelli più tecnologici, sono sempre più consapevoli della necessità di tradurre idee innovative in risultati tangibili per il business. Questo tema è emerso con forza durante il convegno Digital & Open Innovation 2026, tenutosi il 2 e organizzato dagli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano.
Quattro manager di spicco, ciascuno proveniente da un settore differente, hanno condiviso le loro esperienze su come stanno reinterpretando il legame tra innovazione, governance aziendale e impatti sul mercato. Le loro testimonianze evidenziano un trend crescente: l’innovazione sta diventando sempre più ibrida, integrando tecnologia, processi, collaborazioni e strumenti finanziari.
Integrazione tra innovazione e strategia aziendale
Un tema di particolare rilevanza è la necessità di allineare l’innovazione con la strategia aziendale. Le organizzazioni non devono più considerare le innovazioni come progetti isolati, ma piuttosto come iniziative collegate direttamente ai risultati operativi. Silvia Celani, Head of Innovation di Open Fiber, ha sottolineato l’importanza di superare un approccio puramente tecnologico: “Stiamo evolvendo verso un’innovazione di mercato che risponde meglio alle esigenze di business”.
Partnership strategiche e integrazione
Questo concetto è stato ripreso anche dagli altri relatori, i quali hanno evidenziato la necessità di sincronizzare le attività innovative con le operazioni quotidiane. L’obiettivo comune è trasformare l’innovazione da un’attività esplorativa a un vero e proprio motore di competitività, efficienza e sostenibilità economica. Celani ha delineato un approccio che si basa su due elementi fondamentali: un’integrazione profonda con il business e un uso strategico delle partnership. Collaborare con municipalità, PMI e università permette a Open Fiber di sviluppare “servizi a valore aggiunto” che non solo potenziano il proprio business, ma favoriscono anche la digitalizzazione dei territori.
Innovazione nelle piccole e medie imprese
Alessandro Di Pasquali, CTO di FPZ, ha condiviso la prospettiva di una piccola e media impresa manifatturiera, attiva da oltre cinquant’anni nel settore delle soffianti industriali, che affronta la sfida della trasformazione in un mercato definito “commodity”. Di Pasquali ha rivelato che la sua azienda destina circa il 10% del fatturato alla Ricerca e Sviluppo, una cifra significativa per una realtà di tali dimensioni.
La priorità per FPZ è costruire un sistema di gestione della conoscenza che renda accessibili gli anni di esperienza accumulati. Le collaborazioni con università, startup e bandi pubblici arricchiscono l’ecosistema aziendale, mentre la digitalizzazione della produzione rappresenta un passo cruciale per migliorare qualità e controllo. In questo contesto, la personalizzazione dei prodotti, la flessibilità della catena di approvvigionamento e l’attenzione alla cyber security diventano componenti essenziali di un modello di innovazione continua.
Il caso di Enercom e l’importanza dei dati
Paolo Magni, Innovation & ESG Manager del Gruppo Enercom, ha evidenziato come le priorità della sua azienda siano in linea con le tendenze discusse durante il convegno. In particolare, l’implementazione di un sistema ERP è al primo posto, seguita da iniziative legate alla cyber security e all’uso crescente dell’intelligenza artificiale per migliorare sia la sicurezza che le modalità operative. Magni ha illustrato un esempio pratico: l’ESG Assistant, un sistema sviluppato internamente per fornire supporto ai colleghi, garantendo così una gestione più efficiente delle informazioni legate alla sostenibilità.
Investimenti e innovazione nel settore del Real Estate
Infine, Paolo Perego, CTO di Svicom, ha presentato il caso della sua azienda, che ha deciso di incrementare il budget dedicato all’innovazione. Riconosciuta come PropTech, Svicom opera nel settore del Real Estate con un forte focus sulla digitalizzazione. L’adozione della metodologia Lean ha consentito di distinguere diversi livelli di innovazione, portando a sviluppi come strumenti di predictive budget analytics e sistemi basati su intelligenza artificiale per l’analisi di immagini e video.
In conclusione, la tavola rotonda ha messo in luce un consenso significativo: l’innovazione digitale non è più vista come un concetto astratto, ma come un insieme di strumenti e approcci volti a generare benefici reali. Le aziende italiane investono in innovazione per rispondere a sfide di competitività, normative e pressioni tecnologiche, trasformando così le loro operazioni quotidiane.
