La sperimentazione nazionale nota come MaaS for Italy ha messo in campo in modo organico risorse, tecnologie e territori per provare un nuovo modello di mobilità come servizio in Italia. Avviata nel 2026 nell’ambito della strategia Italia digitale 2026 e sostenuta finanziariamente dal PNRR e dal Piano Nazionale per gli Investimenti Complementari, l’iniziativa ha puntato a creare un ecosistema interoperabile tra pubblica amministrazione, operatori di trasporto, fornitori tecnologici e cittadini.
Il white paper che racconta l’esperienza sintetizza obiettivi, risultati e prospettive di un percorso di sperimentazione su larga scala, evidenziando come l’apertura dei dati e l’adozione di standard europei abbiano permesso di testare soluzioni per pianificazione, prenotazione e pagamento di viaggi multimodali.
Ambito, risorse e aree coinvolte nella sperimentazione
Il programma è stato finanziato con un importo complessivo di 56,9 milioni di euro e ha coinvolto una rete territoriale estesa: i Comuni di BariFirenzeMilanoNapoliRoma e Torinooltre ai territori regionali di AbruzzoBolzanoCampaniaEmilia-RomagnaPiemontePuglia e Veneto. A livello amministrativo è stata coinvolta anche una Provincia autonoma.
La sperimentazione ha promosso l’adozione degli standard europei NeTEx e SIRI per favorire interoperabilità e condivisione dei dati tra soggetti pubblici e privati. In questo contesto, 14 applicazioni sviluppate da diversi MaaS Operator hanno sperimentato modelli di business e tecnologie applicate a scenari urbani e regionali.
Il ruolo degli attori coinvolti
Nel progetto hanno avuto un ruolo centrale le istituzioni nazionali che hanno promosso e coordinato la sperimentazione, i fornitori tecnologici che hanno integrato servizi e dati e gli operatori di trasporto che hanno aperto informazioni statiche e dinamiche. La collaborazione tra questi attori ha permesso di testare soluzioni concrete e di confrontare diversi approcci alla mobilità integrata.
DSRM: la piattaforma nazionale che ha reso possibile il progetto
Al centro dell’architettura tecnica del programma si colloca il Data and Services Repository for MaaS (DSRM)definito come una piattaforma nazionale in grado di raccogliere e rendere disponibili dati statici e dinamici sui servizi di trasporto. Il DSRM è stato concepito come un’infrastruttura abilitante che consente ai MaaS Operator di sviluppare applicazioni per la pianificazione, la prenotazione e il pagamento dei viaggi in un mercato aperto e interoperabile.
Il repository è stato progettato per parlare la lingua degli standard europeifacilitando l’integrazione di feed informativi provenienti da soggetti diversi e garantendo coerenza nelle rappresentazioni dei servizi di trasporto. Grazie a questa base dati condivisa, le app coinvolte hanno potuto offrire percorsi multimodali e funzionalità di interazione con il servizio pubblico e privato.
Impatto operativo e numeri della sperimentazione
Al 31 maggio 2026 la sperimentazione aveva registrato quasi 950 mila viaggicon una media di oltre 16 viaggi per utentedati che attestano un livello di utilizzo significativo e il superamento degli obiettivi previsti dal PNRR. I numeri raccolti mostrano l’efficacia delle soluzioni sperimentate nel generare comportamenti d’uso reali e nel validare tecnologie e modelli di servizio.
Accanto ai dati d’uso, il progetto ha attivato due Living Lab dedicati alla mobilità connessa, cooperativa e autonoma nelle città di Milano e Torino. Queste iniziative hanno coinvolto oltre 1.500 cittadini54 ricercatrici e ricercatori e 223 organizzazioni, creando spazi di co-progettazione e sperimentazione con utenti reali.
Il Sottosegretario di Stato con delega all’innovazione tecnologica e alla transizione digitale, Alessio Buttiha sintetizzato il valore dell’esperienza affermando: “Abbiamo costruito un’infrastruttura digitale nazionale aperta — il DSRM — che parla la lingua degli standard europei e che continuerà a sostenere lo sviluppo del MaaS in Italia anche oltre la fase sperimentale.”
Nel complesso, la sperimentazione ha permesso di testare sul campo tecnologie, pratiche di condivisione dati e modelli di servizio che potranno costituire la base per l’evoluzione della mobilità integrata nel Paese. Il white paper che documenta il progetto è disponibile per la consultazione pubblica e rappresenta un riferimento per chi intende comprendere le dinamiche tecniche, organizzative e di mercato emerse durante il percorso.


