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I fatti
FLASH – Nelle ultime ore la Unità di Informazione Finanziaria (UIF) ha aggiornato le istruzioni per le segnalazioni di operazioni sospette. Le novità operative entreranno in vigore il 1° luglio 2026. Le modifiche mirano a elevare la qualità delle segnalazioni e a richiedere evidenze sul rischio residuo.
Implicazioni operative
Il nuovo indirizzo normativo rafforza gli obblighi di tracciabilità e archiviazione delle informazioni. Gli operatori finanziari dovranno adeguare procedure e sistemi per garantire evidenze documentali e audit trail.
Tecnologia e monitoraggio
Il documento fornisce indicazioni preliminari sull’integrazione di strumenti basati su intelligenza artificiale (AI) nei processi di monitoraggio e segnalazione. Le indicazioni pongono l’accento su controlli di accuratezza, trasparenza degli algoritmi e conservazione delle evidenze.
La situazione si evolve: restano attesi ulteriori dettagli attuativi dalla UIF e dalla normativa secondaria prima dell’entrata in vigore.
Obiettivi del nuovo orientamento UIF
AGGIORNAMENTO ORE – La UIF definisce due obiettivi operativi chiave. Il primo mira a ridurre le segnalazioni generiche o incomplete. Il secondo punta a garantire che ogni segnalazione contenga elementi utili per l’analisi del rischio e per l’eventuale attività investigativa.
Il documento privilegia la qualità delle informazioni e richiede la documentazione del rischio residuo dopo le misure di adeguata verifica. Sul piano pratico, si richiede maggiore dettaglio sulle anomalie rilevate, sui criteri di selezione delle operazioni segnalate e sulle fonti impiegate, al fine di aumentare l’efficacia dell’intelligence finanziaria. Restano attesi specifici chiarimenti tecnici e linee guida integrative prima dell’entrata in vigore.
Definizione di qualità e contenuti minimi
AGGIORNAMENTO ORE – La UIF indica i dati essenziali che una segnalazione deve contenere per essere utile alle indagini. Devono figurare l’anagrafica completa delle parti coinvolte, una descrizione puntuale dell’anomalia, la catena dei flussi finanziari e la motivazione che collega gli elementi raccolti a un sospetto concreto.
Il documento individua il contenuto minimo obbligatorio. In assenza di tali elementi la segnalazione rischia di avere scarso valore operativo e di generare falsi positivi. L’obiettivo dichiarato è concentrare le risorse investigative su segnali più solidi e migliorare la tracciabilità delle operazioni sospette.
Restano attesi chiarimenti tecnici e linee guida integrative prima dell’applicazione operativa delle nuove indicazioni.
Rischio residuo, tracciabilità e archiviazione
AGGIORNAMENTO ORE – La Unità di informazione finanziaria richiede che le segnalazioni esplicitino il rischio residuo, le misure adottate e le ragioni che ne giustificano la persistenza. Gli operatori devono indicare chi ha preso le decisioni, quali procedure sono state attivate e quali evidenze documentali supportano le valutazioni.
La nuova impostazione aumenta l’attenzione sulla tracciabilità dei processi e sull’archiviazione delle determinazioni. Devono essere registrati timestamp, responsabili e fonti probatorie utili alle indagini. Restano attesi chiarimenti tecnici e linee guida integrative per uniformare l’applicazione operativa delle indicazioni.
Tracciabilità dei processi e conservazione
In attesa dei chiarimenti tecnici, la UIF richiede una tracciabilità puntuale delle attività. Devono essere conservati i log delle verifiche, i report degli alert analizzati e gli esiti delle indagini interne. Ogni documento deve attestare la catena di decisione e le responsabilità operative. Le norme di archiviazione devono garantire reperibilità e integrazione con le banche dati degli organi competenti. Tali prescrizioni favoriscono la riproducibilità delle analisi e il raccordo istituzionale in fase investigativa.
Ruolo e limiti dell’intelligenza artificiale
Tali prescrizioni favoriscono la riproducibilità delle analisi e il raccordo istituzionale in fase investigativa. La UIF precisa che l’impiego dell’AI nei sistemi di monitoraggio e di scoring può migliorare l’efficacia delle segnalazioni. Tuttavia, il suo uso richiede misure specifiche per garantire affidabilità e responsabilità.
In particolare la normativa invita a assicurare trasparenza, validazione periodica degli algoritmi e supervisione umana continuativa. Gli algoritmi non devono sostituire il giudizio degli operatori e le procedure devono consentire di ricostruire le scelte tecniche e parametriche adottate. Vanno inoltre predisposti meccanismi di controllo che registrino gli esiti dei modelli e le modifiche ai parametri, in modo da poter replicare analisi e verifiche in sede investigativa.
Validazione, bias e governance
La transizione richiede tre obblighi fondamentali per l’impiego responsabile dell’AI. Primo: la validazione dei modelli su dataset rappresentativi e aggiornati, condotta con procedure ripetibili e tracciabili. Secondo: la gestione sistematica dei potenziali bias, compresa la documentazione delle fonti di distorsione e l’adozione di metriche di equità. Terzo: la definizione di ruoli di governance incaricati di supervisionare aggiornamenti, monitoraggio delle performance e processi di escalation. Ogni intervento automatizzato deve produrre output interpretabili dagli analisti, corredati da log che ne motivino l’invio o l’esclusione di una segnalazione. Sul piano operativo, le indicazioni prevedono inoltre controlli periodici e registri delle modifiche per consentire replica e verifica in sede investigativa.
Implicazioni pratiche per le aziende e gli intermediari
AGGIORNAMENTO ORE: le disposizioni richiedono alle imprese e agli intermediari l’adeguamento di policy, procedure e sistemi informativi per garantire tracciabilità e verificabilità.
In particolare, devono essere aggiornati i modelli di valutazione del rischio, i flussi di escalation e i template per le segnalazioni. Ogni report dovrà includere il rischio residuo e la documentazione tecnica dell’eventuale AI impiegata.
Per rischio residuo si intende la componente di rischio residua dopo l’applicazione delle misure di mitigazione. Tale indicazione è necessaria per supportare le decisioni investigative e la responsabilità amministrativa.
La revisione dei processi richiede controlli periodici, registri delle modifiche e prove di validazione dei sistemi. Occorre inoltre preservare log e copie immutabili delle versioni dei modelli per consentire replica tecnica in sede istruttoria.
Infine, è imprescindibile investire nella formazione specialistica del personale che analizza gli alert. La preparazione deve coprire aspetti tecnici, metodologici e normativi per rispettare i requisiti di qualità e ridurre il rischio di errori operativi.
Passaggi operativi consigliati
La preparazione deve proseguire coprendo aspetti tecnici, metodologici e normativi per rispettare i requisiti di qualità. Tra le azioni pratiche si segnalano l’aggiornamento dei manuali procedurali e l’implementazione di registri di controllo per ogni fase dell’analisi. Si raccomanda inoltre di predisporre verifiche periodiche dei modelli automatici e di introdurre checklist che garantiscano il rispetto del contenuto minimo richiesto dalla UIF.
È opportuno pianificare una roadmap di adeguamento con scadenze interne anteriori al 1° luglio 2026 per ridurre il rischio di non conformità. Il nuovo orientamento della UIF sposta l’attenzione dalla quantità all’efficacia delle segnalazioni: serve maggiore dettaglio, responsabilità nella valutazione del rischio residuo e regole chiare sull’utilizzo dell’AI. Gli operatori che integreranno governance, tracciabilità e competenze tecniche potranno migliorare il contributo alla prevenzione del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo; la conformità ai requisiti attesi costituirà elemento verificabile nelle future ispezioni.

