Dal 1° luglio 2026 entra in vigore una modifica che interessa chi acquista beni fuori dall’Unione europea tramite canali digitali: la franchigia doganale per i pacchi con valore inferiore a 150 euro viene abolita e, fino a quando non sarà operativo il nuovo EU Customs Data Hub sarà applicato un contributo temporaneo di 3 euro per ogni riga di dichiarazione doganale. Questa trasformazione riflette il passaggio verso una gestione delle dogane pensata specificamente per l’e-commerce e non più esclusivamente per il commercio tradizionale.
L’annuncio, datato 18 giu 2026 sottolinea come la misura impatti non solo i consumatori finali ma anche le piattaforme che facilitano le vendite transfrontaliere, gli operatori logistici e le imprese che spediscono merci dall’estero. I consulenti internazionali Lucia Iannuzzi e Paolo Massari co-fondatori delle società di consulenza doganale C-Trade e Overy hanno contribuito a chiarire gli elementi pratici della fase transitoria.
Impatto operativo della misura temporanea
La disposizione prevede un contributo fisso di 3 euro per ogni riga di dichiarazione doganale: nella pratica, se un pacco contiene più articoli o se la dichiarazione richiede più voci, il contributo può aumentare. Questo meccanismo è concepito come una soluzione provvisoria fino all’implementazione del EU Customs Data Hub strumento che dovrebbe rendere più efficiente lo scambio di informazioni tra operatori e autorità doganali. Per le aziende che operano con grandi volumi di pacchi, la novità può significare un aumento dei costi di gestione e una necessità di rivedere i processi di dichiarazione e di integrazione dei dati con i fornitori logistici.
Effetti su consumatori e marketplace
Dal punto di vista del consumatore, la fine della franchigia significa che anche gli acquisti di basso valore potranno essere soggetti a oneri doganali. Le piattaforme di vendita online e i marketplace dovranno valutare come comunicare i costi aggiuntivi al cliente e se assorbire parte della spesa o trasferirla al compratore. Per gli operatori logistici, l’introduzione di un contributo per riga rafforza l’importanza di una compilazione accurata delle dichiarazioni: errori o omissioni possono aumentare sia il numero di voci sia il costo finale del trasporto e dello sdoganamento.
Quadro temporale e ruolo del EU Customs Data Hub
La misura è esplicitamente indicata come temporanea in attesa della riforma più ampia del sistema doganale che passerà attraverso il EU Customs Data Hub. Questo hub centrale viene concepito per coordinare e standardizzare i flussi informativi legati alle importazioni e alle esportazioni nell’Unione europea. Finché l’hub non sarà pienamente operativo, le autorità hanno scelto una soluzione immediata per colmare il vuoto normativo e amministrativo creato dall’abolizione della franchigia per i pacchi di piccolo valore.
Implicazioni per le imprese dal 2026
Dal 2026 in avanti, le imprese che spediscono o ricevono merci da paesi extra-UE devono aggiornare i propri sistemi di compliance doganale e le procedure di fatturazione. Le società di consulenza doganale come C-Trade e Overy possono assistere nella riorganizzazione dei processi di dichiarazione per minimizzare l’impatto economico dell’addizionale temporanea. Inoltre, la nuova impostazione richiede un maggior coordinamento tra venditori, marketplace e corrieri per evitare duplicazioni delle voci dichiarative e per ottimizzare la gestione delle pratiche doganali.
Consumatori, piattaforme e operatori logistici dovranno adattarsi a questa nuova fase operativa e valutare gli effetti sui costi e sui processi di sdoganamento, con il supporto di specialisti del settore quando necessario.



