Nuove regole sulla portabilità del numero: implicazioni per offerte e controllo del database MNP

Un quadro chiaro sulle consultazioni AGCOM, le proroghe procedurali e l'equilibrio tra non discriminazione, consenso e uso del database MNP

Il tema della portabilità del numero è tornato al centro del dibattito regolatorio con l’avvio della consultazione pubblica da parte di AGCOM il 18 febbraio 2026. Questo passaggio non è solo tecnico: interessa la capacità degli operatori di costruire offerte commerciali e, soprattutto, i diritti delle persone titolari dei numeri. La discussione riguarda il corretto uso del database MNP e delle informazioni acquisite per fini operativi, e mette in evidenza la tensione tra principio di non discriminazione, tutela della concorrenza e protezione dei dati personali.

Contesto normativo e principi guida

La materia si inserisce nel solco tracciato dall’art. 98-duodecies, comma 1-bis del Codice delle comunicazioni elettroniche, modificato in relazione alla normativa sulla concorrenza e alle leggi successive. Le delibere di riferimento includono la storica 147/11/CIR e gli aggiornamenti che ne sono seguiti; inoltre, le leggi di settore come la legge annuale per il mercato e la concorrenza e la legge 16 dicembre 2026, n. 193 hanno esplicitamente chiesto ad AGCOM di prevedere modalità di monitoraggio e una relazione annuale sui controlli eseguiti. In questo quadro il principio centrale resta la tutela del cliente, che deve poter disporre dei propri dati e sceglierne l’utilizzo.

Cosa prevede il divieto e quali sono le eccezioni

La norma vieta l’uso delle informazioni ottenute tramite il database per la portabilità per formulare offerte differenziate in ragione dell’operatore di provenienza, contrastando fenomeni noti come le offerte operator attack. Tuttavia, non tutte le informazioni sono equiparate al contenuto del database MNP: i dati raccolti per esigenze propriamente operative possono essere utilizzati se raccolti lecitamente e con il dovuto consenso del cliente. È quindi fondamentale distinguere tra l’informazione che proviene dal database MNP e quella che l’operatore ottiene direttamente dal cliente attraverso processi operativi e contrattuali.

Iter procedurale: consultazioni, proroghe e sostituzione del responsabile

L’istruttoria avviata con la delibera 12/25/CIR e pubblicata il 1° aprile 2026 ha dato il via a una fase di analisi e proposta di cambiamento del regolamento MNP. A causa della complessità tecnica e dei contributi ricevuti dagli operatori, l’Autorità ha prorogato più volte i termini del procedimento con le delibere 32/25/CIR (6 agosto 2026) e 59/25/CIR (30 dicembre 2026). La consultazione pubblica sulle proposte è stata formalmente aperta con la delibera 3/26/CIR del 18 febbraio 2026 e si è svolta fino al 20 marzo 2026, mentre la delibera 17/26/CIR, pubblicata il 25 marzo 2026 (redatta l’11 marzo 2026), ha disposto la sostituzione del responsabile del procedimento in vista del suo collocamento in quiescenza il 1° aprile 2026 e ha prorogato nuovamente i termini per consentire il completamento dell’istruttoria.

Vigilanza e strumenti di controllo

La proposta regolatoria che emerge dall’istruttoria punta a dotare AGCOM di strumenti di monitoraggio e vigilanza efficaci per verificare che il database MNP non sia usato per discriminare gli utenti. Tra le misure previste figurano procedure di controllo periodiche, indicatori di anomalia nelle offerte commerciali e l’obbligo di redigere una relazione annuale sugli esiti delle attività di vigilanza. L’obiettivo è prevenire pratiche che possano alterare la concorrenza o ledere il diritto dei consumatori a ricevere offerte chiare e non discriminatorie.

Rischi di interpretazioni restrittive

Una lettura eccessivamente restrittiva delle norme potrebbe invece avere effetti collaterali negativi: impedirebbe l’uso lecito di dati raccolti con consenso e limiterebbe la possibilità degli operatori di proporre promozioni basate su criteri oggettivi e trasparenti. Perciò la regolazione deve bilanciare la necessità di evitare discriminazioni con il rispetto della sovranità del cliente e del suo diritto a prestare o revocare il consenso all’uso dei propri dati personali.

Implicazioni pratiche per operatori e utenti

Per gli operatori il messaggio è chiaro: serve massima trasparenza nella raccolta del consenso, pratiche di data governance solide e la possibilità di dimostrare che le offerte non si basano su dati vietati dal database MNP. Per gli utenti, invece, è essenziale conoscere i propri diritti e sapere come revocare il consenso qualora non vogliano che determinati dati vengano utilizzati. In ultima analisi, la regolazione in corso cerca di salvaguardare sia il principio di non discriminazione sia la libertà del cliente di disporre dei propri dati, con l’intento di preservare un mercato competitivo e trasparente.

Scritto da Mariano Comotto

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