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La trasformazione digitale non è più solo tecnologia per singoli canali: è la capacità di creare esperienze cliente coerenti su ogni punto di contatto. Oggi le imprese competono nel saper orchestrare dati, processi e servizi in modo che il valore per l’utente risulti immediatamente percepibile, indipendentemente dal canale utilizzato. Questo cambio di prospettiva mette al centro non solo il marketing, ma anche le infrastrutture digitali e l’organizzazione interna che deve saper governare informazioni e flussi.
Un laboratorio di confronto recente, promosso dall’Osservatorio Startup Thinking del Politecnico di Milano insieme all’Osservatorio Omnichannel Customer Experience e ospitato presso Open Fiber a Roma, ha esplorato questi temi pratici. L’incontro ha combinato presentazioni di startup, analisi di mercato e visite ai luoghi operativi dove si progetta e si monitora la rete. Il risultato è una fotografia che collega la capacità di innovare con la robustezza delle reti e la maturità organizzativa delle aziende.
Perché l’omnichannel è diventato un fattore competitivo
L’omnichannel richiede un approccio sistemico: non basta attivare più touchpoint, serve integrazione tra canali e governance dei dati. Le imprese devono ripensare processi, ruoli e piattaforme per abilitare percorsi personalizzati e continui. In questa prospettiva la customer experience si amplia: diventa la somma delle capacità tecnologiche, della qualità della connettività e della visione strategica che guida l’uso delle informazioni. Senza questa coerenza, l’automazione rischia di produrre frizioni anziché valore.
Dati e panorama delle startup
La ricerca presentata durante il workshop ha mappato un ecosistema dinamico: sono state individuate 338 startup in 46 paesi, con un funding complessivo superiore a 5,3 miliardi di dollari. Di queste, 287 integrano tecnologie di intelligenza artificiale, a conferma che l’AI è ormai elemento strutturale nell’evoluzione della Customer Experience. Questi numeri mostrano come innovazione e capitale stiano convergendo verso soluzioni che automatizzano decisioni e personalizzano interazioni lungo tutto il percorso cliente.
Concentrazione dei capitali e conseguenze
I finanziamenti mostrano una forte polarizzazione: le prime dieci startup raccolgono oltre il 52% del capitale complessivo, un segnale che il mercato tende a concentrare risorse su poche realtà ad alta scala. Questa dinamica impone alle imprese di valutare non solo l’innovazione di prodotto ma anche la solidità degli ecosistemi e la capacità degli attori di crescere. Per le organizzazioni significa scegliere partner che offrano sia sperimentazione che affidabilità operativa.
Il ruolo delle infrastrutture: visione e pratica
Un operatore infrastrutturale come Open Fiber ha un ruolo che va oltre la mera connettività: deve fornire la base su cui si sviluppano servizi avanzati, garantendo continuità, sicurezza e qualità dell’esperienza. Durante la visita sono emerse due direttrici chiave: rendere la complessità tecnologica trasparente per il cliente e abilitare servizi che sfruttino dati in tempo reale. Figure come Francesca Parasecolo, Nicola Grassi e Alessio Agostinelli hanno delineato una strategia orientata all’integrazione tra rete e servizi digitali.
Open Factory e SOC: dove si testano i servizi
La visita agli spazi operativi ha evidenziato processi concreti: l’Open Factory è il laboratorio per validare soluzioni hardware e software per FTTH e FWA, mentre il SOC (Service Operation Center) è il centro di monitoraggio h24 della rete ultrabroadband. Questi ambienti testimoniano come la sperimentazione e il controllo operativo siano imprescindibili per tradurre prototipi in servizi affidabili, e come affidabilità e scalabilità siano requisiti di base per un’efficace customer experience omnichannel.
Startup, soluzioni e casi pratici
Il workshop ha dato spazio a startup che rappresentano le direttrici applicative oggi più rilevanti: FROM9TO10 per l’analisi dei comportamenti e la personalizzazione dei percorsi digitali; OPENMALL per connettere retailer e brand in un ecosistema integrato; TILEDESK con piattaforme di conversational AI per automatizzare interazioni; ELAI per la generazione automatica di contenuti video; TAILOR per la personalizzazione basata sui dati; MRCALL per l’automazione delle chiamate e la gestione vocale intelligente. Queste esperienze mostrano come tecnologie diverse si combinino per creare percorsi cliente più efficaci.
Verso una customer experience integrata
La lezione principale dell’incontro è che la Customer Experience non può essere confinata al marketing: è una responsabilità trasversale che coinvolge infrastrutture, dati, processi e modelli di business. L’innovazione efficace richiede non solo nuovi strumenti, ma anche la capacità organizzativa di ripensare le interazioni con clienti e partner. Le imprese che riusciranno a mettere insieme rete, intelligenza artificiale e governance dei dati costruiranno esperienze distintive e sostenibili nel tempo.

