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Il finanziamento di 38 milioni alla startup Niulinx non è solo una cifra record per la guida autonoma in Italia, ma rappresenta un punto di svolta per il corporate venture capital nazionale. L’operazione vede A2A e CDP Venture Capital come lead investor, con ingressi significativi di realtà industriali come Ferrovie dello Stato, Pirelli e altri partner strategici, creando una rete di competenze che va oltre il semplice apporto finanziario.
La genesi di Niulinx risale al gruppo di ricerca AIDA del Politecnico di Milano, guidato dal professor Sergio Matteo Savaresi, e si è concretizzata in una startup che sviluppa l’intero stack tecnologico per la guida autonoma. L’investimento coprirà lo sviluppo tecnico, il processo di omologazione e l’espansione commerciale in Europa, con l’obiettivo di creare un player continentale nel settore.
Un’operazione industriale più che finanziaria
Questo round dimostra come il nuovo approccio delle grandi imprese italiane sia orientato all’adozione e all’integrazione tecnologica: A2A Life Ventures e Ferrovie dello Stato non entrano solo come finanziatori, ma come partner industriali. Nel caso di A2A, il percorso è cominciato nel 2026 con il lancio del primo fondo e si è consolidato fino alla creazione, nell’ottobre 2026, di A2A Life Ventures come struttura autonoma che integra corporate venture capital, venture building, digitale e AI. Per Ferrovie dello Stato l’ingresso in Niulinx, annunciato nel comunicato del 13 aprile 2026, è il primo investimento diretto nel venture capital del Gruppo, segnalando un cambio di passo nelle strategie di innovazione.
La coalizione attorno al progetto
La forza dell’operazione sta nella composizione degli attori coinvolti: A2A porta competenze su energia e infrastrutture urbane, Ferrovie dello Stato contribuisce con know-how sulla mobilità e le reti, Pirelli offre expertise sui materiali avanzati, mentre istituzioni come CDP Venture Capital introducono capitale paziente e capacità di de-risking. Anche soggetti di ricerca e fondazioni come MOST e la Fondazione ICO Falck partecipano con un contributo di lungo periodo. È una rete che mira a trasformare una tecnologia strategica in soluzioni operative.
La tecnologia, il modello di business e gli obiettivi
Niulinx punta su un modello definito robosharing: veicoli elettrici a bassa velocità (sotto i 30 km/h) che si muovono autonomamente per raggiungere l’utente e che passano alla guida umana quando il passeggero è a bordo. Questo approccio è pensato per essere pragmatico e compatibile con le normative europee vigenti: secondo la startup, l’attuale quadro normativo permetterebbe la circolazione in Paesi come Francia, Germania e Croazia, mentre l’obiettivo è l’omologazione europea entro tre anni. Il round da 38 milioni finanzierà il completamento dello stack tecnologico, il team e l’avvio di un modello di franchising con operatori locali, partendo dalla Germania come mercato chiave.
Team e roadmap
La leadership include il CEO Luca Foresti, affiancato da figure operative tra cui Chiara Marchesi, il CFO Gian Marco Felice e il CTO Cristiano Bonetti. Il team conta oltre 60 ingegneri e data scientist con sede a Cernusco sul Naviglio e punta a superare le 100 unità nel medio termine. La roadmap tecnica e commerciale prevede il completamento dei sistemi di percezione e controllo, le attività di omologazione e i primi rollout pilota, facendo leva su piloti sperimentali già effettuati, tra cui la prova di Brescia del 2026 che ha coinvolto A2A, il Politecnico di Milano e MOST.
Implicazioni per l’ecosistema e il futuro del CVC italiano
Al di là dell’interesse per la guida autonoma, il caso Niulinx evidenzia un cambiamento nella natura del corporate venture capital in Italia: da strumenti prevalentemente reputazionali o indiretti verso investimenti diretti e strategici, volti ad acquisire tecnologie critiche. I dati di mercato mostrano un mercato del venture capital dinamico ma con lacune nel late stage e nella scala delle startup deeptech; operazioni come quella su Niulinx possono contribuire a colmare questi vuoti offrendo capitale, competenze industriali e percorsi di adozione su vasta scala.
La domanda che resta aperta è se altre grandi aziende italiane seguiranno questo esempio, decidendo di presidiare direttamente le tecnologie chiave dei prossimi anni. Se A2A conferma la sua nuova fase con A2A Life Ventures e Ferrovie dello Stato avvia una stagione di investimenti diretti, il round su Niulinx potrebbe diventare il modello da replicare per connettere capitale, competenze e infrastrutture in funzione dello sviluppo industriale del Paese.

