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La fotografia delle reti mobili italiane scattata dalla campagna Misura Internet Mobile del 2026 mostra un sistema in rapida evoluzione, con risultati che in molte aree urbane raggiungono o superano i 300 Mbps in download. I test, eseguiti dalla Fondazione Ugo Bordoni tra settembre e per conto dell’Agcom, hanno coinvolto 45 città e misurato parametri chiave come velocità, latenza e qualità dello streaming.
Panoramica generale dei risultati
Nel complesso, le misure eseguite in modalità statica indicano una velocità media in download pari a circa 331 Mbps e una velocità in upload di circa 58 Mbps. Le rilevazioni dinamiche urbane, effettuate con veicolo in movimento, riportano invece valori medi leggermente inferiori: circa 269 Mbps in download e 54 Mbps in upload. Queste cifre sono state ottenute seguendo il principio della best technology, ossia sfruttando la migliore tecnologia disponibile in ciascun punto di misura, fino al 5G.
Dettagli tecnici e indicatori di qualità
Oltre alla pura banda, il report analizza anche altri indicatori: il Round Trip Time (RTT) medio nelle misure statiche è stato di circa 27,97 millisecondi, con una perdita di pacchetti contenuta allo 0,71%. Per lo streaming video, il tempo medio di avvio si è attestato intorno a 0,51 secondi e la riproduzione in HD ha raggiunto un tasso del 99,69%. Questi valori confermano una qualità d’uso elevata nelle condizioni misurate.
Le città in vetta e la distribuzione territoriale
Tra i centri urbani monitorati, spicca Bari con la velocità media più elevata in modalità statica: circa 416 Mbps in download e 75 Mbps in upload. Seguono Torino (355 Mbps download, 67 Mbps upload), Bologna (347 Mbps, 58 Mbps) e Firenze (343 Mbps, 52 Mbps). Milano e Roma presentano rispettivamente 329 Mbps e 325 Mbps in download, mentre Napoli e Palermo si attestano intorno a 284 Mbps e 299 Mbps.
Comportamento dinamico ed extraurbano
Le misure dinamiche nelle aree urbane, condotte su strada, evidenziano una riduzione delle velocità rispetto alle prove statiche, con un download medio di circa 268,8 kbps (espresso nella misurazione tecnica) e un RTT salito a circa 36,34 millisecondi. Sui tragitti extraurbani le prestazioni decrescono ulteriormente, con una media di download attorno a 199,8 kbps e un RTT di circa 44,02 millisecondi, un andamento atteso data la minor densità infrastrutturale fuori dai centri.
Il ruolo delle tecnologie e la quota del 5G
Il documento riportato dall’Agcom include anche i dati di utilizzo delle varie tecnologie forniti dagli operatori coinvolti: Fastweb, Iliad, TIM, Vodafone e Wind Tre. Il peso del 5G nel traffico dati varia tra gli operatori: ad esempio Wind Tre raggiunge una quota di traffico su 5G pari al 30,47%, mentre Fastweb e Vodafone si collocano intorno al 24,46%. Iliad e TIM registrano percentuali inferiori, rispettivamente 14,50% e 15,58%.
Nonostante la diffusione del 5G, la componente 4G/4.5G rimane predominante in termini di volumi di traffico per molti operatori, superando il 75% in diversi casi, mentre il contributo di 2G/3G è ormai trascurabile.
Implicazioni per utenti e imprese
Per le imprese e gli utenti avanzati i risultati rappresentano un segnale positivo: le prestazioni misurate nelle aree urbane si avvicinano a quelle delle connessioni fisse di nuova generazione, rendendo il mobile broadband sempre più idoneo a servizi ad alta intensità di dati, come videoconferenze in alta qualità, trasferimento massivo di file e applicazioni in cloud. Tuttavia, la variabilità tra ambiente statico, urbano dinamico ed extraurbano indica la necessità di valutare la copertura e la tecnologia disponibile su specifiche aree d’interesse.
Trasparenza e normativa
La campagna 2026 è la quattordicesima rilevazione pubblica del progetto, esclusa la fase sperimentale, e conferma l’impegno dell’Agcom nel fornire dati comparabili e accessibili sulla qualità del servizio mobile. I risultati saranno integrati con dati comparativi consultabili tramite applicazione cartografica sul sito misurainternetmobile.it, con pubblicazione prevista entro la fine di febbraio 2026, permettendo così a utenti, operatori e regolatori di confrontare performance e individuare aree di miglioramento.

