Argomenti trattati
Il panorama dell’innovazione italiana riceve una nuova iniezione di capitale: 360 Capital, società di venture capital fondata nel 1997 e con circa €700 milioni sotto gestione, ha annunciato il primo closing da 85 milioni di euro per Poli360 2, il fondo dedicato al trasferimento tecnologico. L’obiettivo raccolta del veicolo è di raggiungere complessivamente 100 milioni, con una strategia mirata a sostenere startup deep tech nelle fasi early stage e a facilitare la loro evoluzione da progetto di ricerca a impresa industriale.
Il lancio di Poli360 2 arriva in un momento in cui la capacità di trasformare risultati di ricerca in prodotti commerciali è sempre più cruciale: a livello europeo si osservano criticità su brevetti, investimenti privati e retention di talenti, fattori che rendono strategico disporre di strumenti dedicati al technology transfer e di partner che sappiano accompagnare le spin-off dalla prototipazione alla scala industriale.
Origini del progetto e struttura del nuovo fondo
Il programma Poli360 è nato nel 2018 dalla collaborazione tra 360 Capital e il Politecnico di Milano con l’intento di convertire brevetti e risultati accademici in startup ad alto contenuto tecnologico. La prima edizione del fondo era partita con una dotazione iniziale di 60 milioni e, in pochi anni, aveva già realizzato circa 20 investimenti nel pre-seed e nel seed, privilegiando gli spin-off universitari e le iniziative con forte componente di proprietà intellettuale. Poli360 2 è il naturale successore: mantiene la strategia validata e punta a realizzare tra le 20 e le 25 operazioni, destinando almeno l’80% delle risorse a startup italiane e fino al 20% a realtà europee.
Ambiti d’intervento: industry automation e sostenibilità
La filosofia di investimento di Poli360 2 si articola su due macro-aree. La prima, Industry Automation, include verticali come robotica, semiconduttori, cybersecurity, AI, IoT e soluzioni per infrastrutture industriali e civili. La seconda macro-area, Sustainability, è orientata a nuovi materiali, transizione energetica ed economia circolare. Il fondo si qualifica come Articolo 8 ai sensi del Regolamento SFDR, confermando un approccio che integra criteri di sostenibilità nella strategia di investimento.
Portfolio e track record
Poli360 1 ha già in portafoglio nomi come Energy Dome, Isaac, Phononic Vibes, PhotonPath, Inxpect ed Equixly, dimostrando un focus concreto su soluzioni tecnologiche applicabili ai settori produttivi. Sul fronte più ampio, 360 Capital vanta oltre 170 investimenti e uscite rilevanti, tra cui la cessione di Preligens a Safran per €220 milioni nel 2026 e la partecipazione a Exotec, primo unicorno industriale francese.
Investor base e valore per le corporate
Il primo closing di Poli360 2 vede tra gli investitori istituzioni come il European Investment Fund (EIF), CDP Venture Capital, casse di previdenza, family office e diverse corporate, tra cui Brembo, MBDA e Lucchini RS. La presenza di realtà industriali conferma l’interesse del settore per l’accesso precoce a tecnologie avanzate: investire in un fondo specializzato significa per le aziende ottenere visibilità sulle tecnologie emergenti e un potenziale vantaggio competitivo nella filiera.
Perché le corporate partecipano
La cooperazione tra venture capital e imprese strategiche consente di colmare gap tra ricerca e mercato. Circa il 30% della base investitori di 360 Capital è rappresentata da corporate, una componente che facilita il matching tra soluzioni deep tech e casi d’uso industriali concreti, accelerando percorsi di validazione e scalabilità.
Profili chiave del team
Competenze e ruoli
Il team di gestione combina esperienza in venture capital, consulenza e operatività. Tra i profili centrali: Cesare Maifredi, partner dal 2010 con precedenti in McKinsey e un track record di exit come Musement; Giulia Galbiati, Investment Manager dal febbraio 2026 con background in McKinsey Digital e esperienza imprenditoriale; e Alessandro Zaccaria, partner dal 2026, formatosi al Politecnico di Milano e con esperienze in Roland Berger e Accenture. Questa mescola di competenze favorisce un approccio pratico al growth delle startup.
Impatto sull’ecosistema e prospettive
Poli360 2 non rappresenta solo un veicolo finanziario: è un meccanismo pensato per ridurre il cosiddetto “ultimo miglio” tra ricerca e impresa. In un contesto europeo dove i brevetti pesano soltanto il 3% del totale (dato 2026) e gli investimenti in AI mostrano un divario significativo rispetto agli Stati Uniti (19 miliardi in Europa nel 2026 contro 109 miliardi negli Usa), fondi come Poli360 possono favorire la creazione di nuove imprese, trattenere talenti e rafforzare la sovranità tecnologica nazionale. L’iniziativa evidenzia anche come il capitale pubblico e privato possa incontrarsi per sostenere progetti ad alto contenuto tecnologico e a lungo termine.

