Scadenza per l’introduzione del portafoglio europeo di identità digitale nel 2026

Il 2026 segna un'importante scadenza per l'identità digitale in Europa.

Con l’arrivo del nuovo anno, il 2026 si preannuncia come un momento cruciale per l’evoluzione dell’identità digitale in Europa. Il 24 dicembre 2026 rappresenta una data fondamentale poiché segna la scadenza per l’implementazione di almeno un Portafoglio Europeo di Identità Digitale (EUDIW), come stabilito dall’articolo 5 bis del regolamento europeo 910/2014, noto come eIDAS.

Questa normativa è concepita per garantire che ogni individuo e entità all’interno dell’Unione Europea possa accedere in modo sicuro e semplice a servizi pubblici e privati, mantenendo il controllo sui propri dati. Ogni Stato membro è tenuto a fornire un portafoglio digitale entro due anni dall’entrata in vigore degli atti di esecuzione pertinenti.

Il contesto dello sviluppo dell’EUDIW

La preparazione per il portafoglio europeo di identità digitale culminerà nel 2026 con eventi di presentazione che metteranno in luce le varie iniziative di wallet conforme alle specifiche dell’Architecture Reference Framework (ARF). Durante questi eventi, verranno discussi gli scenari operativi del portafoglio e le sfide che ne potrebbero ostacolare la diffusione.

Implicazioni del regolamento aggiornato

Il regolamento eIDAS, rivisto nel 2026, ha avuto ripercussioni significative anche sui servizi fiduciari, inclusi i nuovi servizi di archiviazione elettronica. L’identità digitale si sta rivelando fondamentale in tutti i settori della trasformazione digitale, costringendo sia il settore pubblico che quello privato a confrontarsi con le novità portate dal regolamento eIDAS e dai suoi numerosi atti di esecuzione.

Obiettivi e requisiti dell’EUDIW

L’EUDIW è pensato per offrire un’identità digitale che sia unica e interoperabile a livello europeo, con l’ambizione di estendersi oltre i confini dell’Unione. La sicurezza è un aspetto cruciale, e l’articolo 5 bis del regolamento mette in evidenza la complessità dei requisiti necessari per raggiungere questi obiettivi.

Le esperienze accumulate dallo sviluppo delle soluzioni nazionali hanno rivelato criticità, tra cui la sicurezza del sistema e la sostenibilità economica. Per quanto riguarda la sicurezza, l’eIDAS stabilisce regole chiare nell’articolo 5 quater, mentre i paesi membri stanno creando sistemi nazionali di certificazione in linea con il regolamento di esecuzione 2026/2981 e il GDPR.

Sfide tecnologiche e sostenibilità

Dal punto di vista tecnologico, l’architettura dell’EUDIW presenta sfide significative, specialmente nell’uso di dispositivi non certificati come gli smartphone. La necessità di proteggere le informazioni sensibili, come i dati di identificazione personale (PID), richiede l’adozione di misure di sicurezza avanzate. Inoltre, la valutazione della conformità da parte degli organismi designati richiede tempi lunghi e procedure complesse.

La sostenibilità economica è un altro aspetto critico: l’implementazione dell’EUDIW comporta costi rilevanti che, sebbene possano essere sostenuti inizialmente dal settore pubblico, necessitano di un modello di business chiaro e profittevole per il settore privato. In questo contesto, sono emerse varie proposte operative che si concentrano sugli attestati elettronici di attributi, strumenti essenziali per l’autenticazione di diverse caratteristiche e diritti.

Nuovi servizi fiduciari e aggiornamenti normativi

Un altro importante sviluppo è rappresentato dall’introduzione di nuovi servizi fiduciari, come l’archiviazione elettronica, confermata dal regolamento di esecuzione sui requisiti per i servizi di archiviazione elettronica qualificati. Questo regolamento, approvato all’unanimità nel, entrerà in vigore nei giorni successivi alla pubblicazione e offre un quadro normativo atteso dal mercato italiano.

È fondamentale che i servizi di archiviazione elettronica siano allineati con norme tecniche come il CEN/TS 18170:2026, che stabilisce requisiti funzionali. L’applicazione di queste norme garantirà coerenza all’interno del contesto nazionale, mentre saranno necessarie revisioni delle linee guida esistenti per adattarsi agli sviluppi futuri.

Infine, il 2026 si preannuncia come un anno di transizione fondamentale per l’identità digitale, con l’attuazione del portafoglio europeo e l’implementazione delle nuove regolazioni che accompagneranno questo processo. Le modifiche normative dovranno puntare a creare fiducia tra cittadini e aziende, facilitando l’integrazione in un’Europa sempre più interconnessa.

Scritto da Sofia Rossi

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