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Negli ultimi mesi è stato introdotto uno strumento che ridisegna il modo in cui si chiedono e si ricevono pagamenti elettronici: il SRTP (SEPA Request-to-Pay). Si tratta di un canale che permette al beneficiario di inviare una richiesta digitale di pagamento al pagatore, rendendo le informazioni (importo, causale, riferimenti fattura) immediatamente disponibili e precompilate. L’obiettivo principale è trasformare un avviso o un avviso di pagamento in un processo interattivo, dove l’utente decide tramite la propria banca o provider di servizi digitali se accettare, posticipare o rifiutare la richiesta.
Questa infrastruttura è promossa a livello europeo nell’ambito dell’evoluzione dell’area SEPA e si integra con servizi già esistenti per rendere i flussi di incasso più semplici e tracciabili. Il valore aggiunto non è il pagamento in sé, ma il messaggio strutturato che lo precede: grazie a questa distinzione, l’utente può scegliere diverse modalità di regolamento come il bonifico istantaneo o il bonifico SEPA, mentre il sistema mantiene aggiornati gli stati della richiesta.
Come funziona il meccanismo
Il processo di SRTP parte dal beneficiario, che può essere un’azienda, un ente o una pubblica amministrazione, e termina con la conferma o il rifiuto da parte del pagatore. La richiesta contiene i dettagli essenziali dell’operazione: importo, beneficiario, scadenza e riferimenti identificativi. Dopo l’invio, la notifica arriva al cliente tramite l’app bancaria, l’home banking, un wallet o altri canali digitali integrati. L’utente ha la possibilità di accettare e avviare automaticamente un pagamento oppure di scegliere opzioni alternative come il posticipo.
Modalità di pagamento e stati della richiesta
Il sistema non esegue il pagamento automaticamente: la request-to-pay è il messaggio che abilita l’azione. Se il pagatore accetta, il trasferimento può avvenire con un SEPA Instant Credit Transfer o con un SEPA Credit Transfer tradizionale, a seconda della scelta. Durante tutto il flusso, lo stato della richiesta viene aggiornato con notifiche quali inviata, ricevuta, accettata, rifiutata, scaduta o pagata, permettendo al beneficiario di monitorare l’operazione in tempo reale.
SRTP e integrazione con PagoPA
L’adozione dello SRTP nella piattaforma PagoPA vuole offrire una risposta concreta ai bisogni di digitalizzazione dei rapporti tra cittadini, imprese e pubblica amministrazione. In pratica, PagoPA rende disponibili le posizioni di pagamento su un circuito dedicato e i PSP (payment service provider) si occupano delle integrazioni tecniche necessarie per veicolare le richieste verso gli utenti finali. Le amministrazioni non devono aderire singolarmente al circuito se già utilizzano PagoPA, ma devono definire quali tipi di posizioni debitorie possono o non possono essere inviate tramite SRTP.
Esclusioni e codici da usare
Non tutte le posizioni sono adatte per l’invio tramite request-to-pay. Esistono codici specifici per escludere determinate casistiche: il prefisso 6/ segnala posizioni soggette a ravvedimento operoso, il prefisso 7/ indica posizioni già contrattualizzate con altro operatore in via esclusiva, mentre 8/ rappresenta la sovrapposizione delle due condizioni. È fondamentale che le PA impostino correttamente tali codici per evitare la trasmissione di posizioni non idonee, come quelle che possono variare d’importo o richiedono notifica.
Impatto pratico e passaggi necessari
L’introduzione dello SRTP amplia i canali digitali oltre l’app IO, raggiungendo utenti che preferiscono l’app bancaria o altri strumenti digitali e contribuendo a ridurre errori di compilazione grazie ai dati precompilati. Per completare il cerchio, però, sono richieste attività tecniche da parte dei PSP e delle amministrazioni: gli istituti bancari devono rendere disponibile la funzionalità ai clienti (con una fase di opt in), mentre le PA devono coordinare il proprio intermediario tecnologico o il tesoriere per l’invio delle posizioni e per la gestione delle esclusioni.
In conclusione, lo SRTP propone un nuovo approccio ai flussi di incasso digitali: più interattivo, integrato e trasparente. Per sfruttarne pienamente i benefici occorrono aggiornamenti continui da parte dei soggetti coinvolti e una pianificazione attenta delle tassonomie di pagamento, così da garantire una transizione ordinata verso una gestione dei pagamenti sempre più digitale.

