Starlink in Sudafrica: campagna pubblica, impegno rurale e nodo BEE

Starlink cerca di sbloccare il mercato sudafricano con una pagina di advocacy, un fondo per le scuole rurali e la richiesta di alternative al requisito di partecipazione azionaria del 30% previsto da Icasa

Starlink è al centro di un acceso confronto in Sudafrica che mette in luce lo scontro tra modelli globali d’innovazione e le regole nazionali pensate per correggere le disuguaglianze economiche. Documenti interni e pratiche ufficiali rivelano che SpaceX ha intensificato la propria campagna informativa: ha creato pagine dedicate per rispondere alle critiche e tentare di ottenere il sostegno dei consumatori locali. Al cuore della disputa c’è una domanda semplice ma densa di implicazioni: come applicare il B-BBEE (Black Economic Empowerment) a operatori internazionali che non possono — per statuto — modificare la propria compagine azionaria?

Cosa dicono i documenti
I fascicoli esaminati descrivono dettagliatamente le mosse dell’azienda: materiali informativi, offerte economiche e analisi legali. Tra le proposte concrete figura un impegno da 500 milioni di rand destinato a progetti educativi e la promessa di connettere fino a 5.000 scuole rurali. Tuttavia, questi interventi sono stati presentati come condizionati all’ottenimento della licenza: in altre parole, non sono donazioni indipendenti, ma parte di un pacchetto legato all’ingresso nel mercato sudafricano.

Da dove è partita la vicenda
La procedura è cominciata con la domanda formale di licenza presentata da Starlink. Sono seguite risposte pubbliche dell’azienda alle obiezioni mosse da autorità e attori locali e la pubblicazione di proposte specifiche — a partire dal programma scolastico. Sul piano istituzionale il caso ha scatenato dibattiti su sovranità digitale e sicurezza nazionale, mentre le autorità cercano una strada che concili gli obblighi locali con la struttura proprietaria di una multinazionale.

La proposta alternativa: EEIP
SpaceX sostiene di non poter cedere azioni per via delle proprie regole aziendali. Per questo ha proposto di utilizzare gli Equity Equivalent Investment Programmes (EEIP), previsti dal codice ICT del B-BBEE, come misura sostitutiva: invece di quote azionarie, l’azienda verserebbe contributi finanziari e realizzerebbe investimenti a beneficio delle comunità locali. Nei dossier presentati a Icasa (il regolatore delle comunicazioni) si trova proprio questa opzione come soluzione praticabile.

Questioni legali e punti critici
Le analisi allegate ai fascicoli sottolineano un potenziale conflitto tra la regola del 30% prevista dal B-BBEE e i vincoli statutari di società come SpaceX. I consulenti legali hanno inoltre valutato come gli EEIP possano influire sul mercato dei servizi satellitari, richiamando l’attenzione sulla necessità di criteri misurabili: quando un investimento è davvero “equivalente” a una quota azionaria? È qui che si gioca gran parte della discussione tecnica e politica.

Tempi e passaggi procedurali
Dalle carte emerge che SpaceX ha partecipato alla consultazione pubblica iniziale. Il ministero delle Comunicazioni, guidato da Solly Malatsi, ha emesso due direttive nel corso dell’anno — a maggio e a dicembre — sollecitando Icasa a esaminare con urgenza l’allineamento normativo. Icasa dovrà ora decidere se gli EEIP siano compatibili con le regole vigenti: il percorso includerà ulteriori consultazioni e possibili audizioni, e gli esperti stimano che il processo tecnico potrebbe durare oltre due anni.

Chi sono i protagonisti
Sul tavolo siedono Icasa, il ministero delle Comunicazioni e SpaceX. Accanto a questi attori compaiono studi legali, analisti del settore ICT, associazioni industriali e operatori locali che hanno inviato osservazioni. I documenti mostrano uno scambio fitto di pareri formali tra uffici ministeriali e il regolatore, con richieste di consulenze esterne per chiarire i profili giuridici ed economici.

Rischi e opportunità
La posta in gioco è alta. Se accolte, le soluzioni proposte potrebbero favorire nuovi investimenti e accelerare l’ingresso dei servizi satellitari in aree rurali attualmente poco connesse. Dall’altro lato, c’è il timore che l’adozione generalizzata degli EEIP possa erodere l’efficacia degli obiettivi di partecipazione diretta previsti dal B-BBEE. Per questo gli avvocati interpellati insistono sull’urgenza di definire criteri oggettivi per misurare l’equivalenza tra investimenti e partecipazione azionaria.

Tensioni politiche e autonomia regolatoria
Il confronto è diventato anche politica: la commissione parlamentare competente, guidata dall’ANC e presieduta da Khusela Diko, ha chiesto il ritiro di una direttiva ministeriale giudicata un’ingerenza nell’autonomia di Icasa. Il regolatore ribadisce invece l’intenzione di seguire il proprio iter, con consultazioni e valutazioni tecniche indipendenti. La disputa mette in evidenza il delicato equilibrio tra impulsi politici, interessi economici e tutela dell’autonomia istituzionale.

Cosa aspettarsi ora
Il prossimo passo atteso è la pubblicazione, da parte di Icasa, di linee guida o di un decision paper che specifichi se e come accogliere gli EEIP: criteri, condizioni e impatti sul rilascio delle licenze. Qualsiasi decisione influirà non solo su Starlink, ma sul modo in cui il Sudafrica regolerà in futuro l’ingresso di operatori internazionali con strutture proprietarie non compatibili con il modello tradizionale di empowerment economico.

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