Trasparenza negli influencer: cosa cambia con le faq Agcom

Agcom ha definito regole pratiche per la trasparenza pubblicitaria degli influencer: etichette visibili, obblighi di segnalazione per i regali e un elenco pubblico per chi supera determinate soglie

Negli ultimi giorni Agcom ha pubblicato documenti di orientamento destinati a rendere operative le linee guida e il codice di condotta per il mondo degli influencer. L’obiettivo dichiarato è facilitare la comprensione delle norme e ridurre la confusione che spesso accompagna i contenuti promozionali sui social. In particolare, le faq rispondono a domande pratiche su come indicare una collaborazione, quando segnalare un prodotto ricevuto in dono e quale posizione deve avere la dicitura pubblicitaria all’interno di testi, storie e dirette.

Queste indicazioni si inseriscono in un quadro normativo già esistente che coinvolge il Testo unico dei servizi media audiovisivi, il Codice del consumo e il regolamento sui servizi digitali. A seguito della pubblicazione operativa del 16 marzo 2026, chi comunica online deve adattare pratiche consolidate per garantire che l’utente riconosca immediatamente quando un contenuto ha finalità commerciale.

Cosa cambia nella pratica per la trasparenza pubblicitaria

Le faq chiariscono che la semplice menzione o il tag di un brand non bastano a qualificare un post come pubblicità. Quando un contenuto ha una finalità promozionale, è necessario inserire una dicitura chiara come “Pubblicità“, “ADV” o “Sponsorizzato da” che sia visibile immediatamente senza azioni aggiuntive da parte dell’utente. Espressioni ambigue come “in collaborazione con” o “in partnership with” non soddisfano il requisito di chiarezza. La posizione della disclosure è altrettanto importante: nelle caption deve comparire prima del tasto “altro”, nei video deve essere in sovrimpressione e nelle stories su ogni clip interessata. Nelle dirette la dicitura deve rimanere visibile durante l’intera trasmissione e accompagnare eventuali inviti all’acquisto.

Definizioni operative: disclosure e gifted

Il documento operativo distingue concetti che spesso vengono confusi. Per disclosure si intende la comunicazione chiara al pubblico della natura pubblicitaria del contenuto; per gifted si intende un bene o servizio inviato gratuitamente a un creator. La regola generale stabilisce che anche il ricevere un prodotto gratuito può determinare l’obbligo di segnalazione: indicazioni come “gifted by” o “prodotto inviato da” sono raccomandate. Solo in casi ristretti – quando il bene non è il centro della narrazione, non compaiono loghi riconoscibili e non esiste una collaborazione in corso – la segnalazione può essere omessa.

Soglie di rilevanza, elenco pubblico e responsabilità

Le linee guida individuano soggetti “rilevanti” in base a due soglie: superare i 500.000 follower oppure raggiungere in media 1.000.000 di visualizzazioni mensili su una piattaforma. Chi supera almeno una di queste soglie deve iscriversi a un elenco pubblico tenuto dall’Autorità; va sottolineato che si tratta di un registro informativo e non di un albo professionale. L’iscrizione mira a migliorare la tracciabilità delle campagne e a garantire trasparenza nei rapporti tra grandi creator e mercato.

Sanzioni e obblighi degli intermediari

Le faq ricordano che il mancato rispetto delle regole può comportare responsabilità e sanzioni amministrative, con importi che possono arrivare fino a 600.000 euro nei casi più gravi. Inoltre, le piattaforme e gli intermediari sono chiamati a collaborare ma i loro strumenti tecnici non sostituiscono gli obblighi di legge: l’eventuale etichettatura automatica fornita dal social non solleva l’influencer o il brand dalla responsabilità di un’adeguata e immediata disclosure.

Tutele per i minori e linee guida sui contenuti sensibili

Un capitolo consistente delle faq è dedicato alla protezione dei minori e alle categorie di contenuto che richiedono particolare cautela. Gli influencer devono evitare messaggi che possano nuocere allo sviluppo dei ragazzi o sfruttare la loro inesperienza. Restano vietate le promozioni che incitano comportamenti rischiosi o che propongono alcool e sostanze in modo irresponsabile quando il target comprende minorenni. Queste indicazioni hanno lo scopo di armonizzare pratiche promozionali con i diritti dei consumatori e con standard di tutela sociale.

Implicazioni per brand, creator e utenti

Il messaggio di Agcom è rivolto a più interlocutori: i brand devono integrare le clausole contrattuali e i brief con indicazioni chiare sulla disclosure; gli influencer devono applicare etichette visibili e registrarsi se superano le soglie di rilevanza; le piattaforme devono offrire strumenti utili ma non possono sostituire la responsabilità individuale. In definitiva, l’utente ha il diritto di sapere subito quando un contenuto è una raccomandazione genuina o un messaggio commerciale: la trasparenza diventa così un elemento centrale per la fiducia nel mercato digitale.

Scritto da Mariano Comotto

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