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Il mondo delle telecomunicazioni europee si trova a un bivio con l’imminente presentazione delDigital Networks Act(Dna). Questa iniziativa della Commissione Europea intende ridefinire il panorama regolatorio del settore, ponendo al centro il tema dellasovranità digitalee della competitività a livello continentale.
Le sfide delle telecomunicazioni europee
In un contesto in cui gli operatori tradizionali avvertono un crescente senso di pressione, il Dna è percepito come un’opportunità per riequilibrare le regole del gioco. Pietro Labriola, amministratore delegato diTim, ha affermato che è essenziale garantire che le piattaforme Over-the-Top (Ott), come WhatsApp e Microsoft Teams, non siano soggette a un regime normativo più favorevole rispetto agli operatori di rete. “È tempo di avere regole uguali per tutti”, ha dichiarato Labriola, sottolineando l’importanza di evitare distorsioni nel mercato.
Necessità di un consolidamento di mercato
Il CEO di Tim ha proposto unconsolidamento del settorecome strategia fondamentale per stimolare gli investimenti e promuovere l’innovazione. In Europa, il numero di operatori è significativamente superiore rispetto a mercati come quello statunitense, dove la concentrazione è notevolmente inferiore. “Dobbiamo trovare unavia europeaper favorire l’innovazione e migliorare la competitività”, ha dichiarato, suggerendo che una minore frammentazione potrebbe portare a un mercato più robusto.
Verso una regolamentazione più equa
Un altro importante attore nel dibattito, Benedetto Levi, CEO diIliad Italia, ha messo in evidenza che il consolidamento non è l’unica via per l’evoluzione del settore. “È fondamentale avere reti resilienti, non solo per la telecomunicazione, ma anche per la sicurezza nazionale”, ha affermato, sottolineando l’importanza della dimensione degli operatori e delle economie di scala. Levi ha auspicato un’armonizzazione delle normativea livello europeo, che permetta di massimizzare le sinergie e ottimizzare gli investimenti nel settore.
Il ruolo delle big tech
Walter Renna, CEO diFastweb + Vodafone, ha messo in luce leasimmetrie normativeche penalizzano gli operatori di telecomunicazioni. Renna ha denunciato che “le grandi aziende tecnologiche traggono profitto dai dati senza dover investire nelle infrastrutture necessarie per il loro trasporto”. Questo modello, secondo il CEO, non solo limita l’innovazione, ma può anche mettere a rischio la sicurezza nazionale.
Investimenti per un futuro sostenibile
Gianluca Corti, co-CEO diWind Tre, ha espresso preoccupazioni riguardo a un mercato italiano saturo, sottolineando che i prezzi attuali non coprono i costi industriali. “Un’eccessiva concorrenza porta inevitabilmente a nuove operazioni di consolidamento”, ha dichiarato. Corti ha evidenziato la necessità di stabilità per permettere al mercato di prosperare.
Giuseppe Gola, CEO diOpen Fiber, ha invece sottolineato l’importanza di investire nella transizione dalla fibra ottica al rame. Secondo Gola, ilDnadovrebbe facilitare questo passaggio, rendendo necessario un impegno deciso in questa direzione.
Un futuro orientato all’innovazione
Diego Galli, direttore generale diInwit, ha ribadito la necessità di investimenti a lungo termine, evidenziando l’importanza di ridurre i costi industriali per garantire un futuro solido. Andrea Missori, CEO diEricsson Italia, ha messo in luce il ruolo strategico delle reti mobili nell’era del5Ge del futuro6G, sottolineando l’urgenza di identificare nuove fonti di guadagno per gli operatori.
Verso il Digital Networks Act
Il Digital Networks Act rappresenta una pietra miliare per il settore delle telecomunicazioni, come sottolineato daLaura Di Raimondo, direttrice generale di Asstel. Secondo le sue dichiarazioni, il 2026 si preannuncia come un anno cruciale per le telecomunicazioni italiane, evidenziando la necessità di regole equitative e di investimenti sostenibili. “La crescita del traffico dati e dell’economia digitale si scontra con una compressione dei ricavi che dura da oltre quattordici anni”, ha avvertito, sottolineando il rischio di indebolire la digitalizzazione del Paese.
Il tema dellasovranità digitalesi conferma una preoccupazione primaria per gli operatori e le istituzioni. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha sottolineato l’importanza di garantire la sovranità tecnologica, considerata essenziale per il futuro dell’Europa. Enrico Letta ha evidenziato la perdita di leadership nel settore delle telecomunicazioni, richiamando a un’azione concertata per riportare l’Europa al centro del dibattito globale. “È fondamentale investire in sicurezza e connettività per il nostro futuro”, ha concluso.

