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Il panorama dell’intelligenza artificiale (AI) sta attraversando una fase di significativa trasformazione, come emerge nel report Tmt Predictions 2026 di Deloitte. In un contesto in cui il clamore attorno all’AI sembra diminuire, si fa strada una visione più pragmatica, incentrata su infrastrutture solide e regole chiare.
Secondo l’analisi, il gap dell’AI non verrà colmato attraverso innovazioni rivoluzionarie, ma piuttosto tramite un approccio sistematico che abbraccia la governance, l’integrazione e le infrastrutture necessarie per una crescita sostenibile. Questa nuova fase si preannuncia cruciale per il mercato globale, in quanto determinerà il reale impatto dell’AI sull’economia.
Il ruolo centrale del settore Tmt nella trasformazione
Deloitte sottolinea che il settore Tmt (Tecnologia, Media e Telecomunicazioni) non è solo un fornitore di tecnologia, ma un catalizzatore di innovazione per numerosi settori, inclusi energia e sanità. Negli Stati Uniti, ad esempio, gli investimenti nei data center dedicati all’AI hanno contribuito in modo sostanziale alla crescita del PIL nella prima metà dell’anno.
Scalabilità e impatti economici
La crescita nel settore AI richiederà investimenti significativi in data center e nella revisione dei processi aziendali. Entro il 2026, si prevede che l’inference, ovvero l’esecuzione dei modelli, rappresenterà circa due terzi della capacità computazionale dedicata all’AI. Questa evoluzione non solo favorirà la competitività delle aziende, ma avrà anche un impatto diretto sulla crescita economica globale.
Strategie per una governance efficace
Un aspetto fondamentale per il successo dell’AI sarà la governance. Elementi come la pulizia dei dati, l’integrazione nei flussi di lavoro e il rispetto delle normative sono essenziali per trasformare l’AI da mera teoria a valore reale. Tali aspetti, pur non essendo particolarmente affascinanti, sono decisivi per garantire che questa tecnologia possa operare in modo efficiente e responsabile.
Nuove opportunità nel mercato degli agenti autonomi
Il mercato degli AI agent autonomi potrebbe raggiungere un valore di 8,5 miliardi di dollari entro il 2026, con prospettive di crescita fino a 45 miliardi entro il 2030. Per sfruttare appieno queste potenzialità, le aziende dovranno ripensare i loro processi e le competenze richieste, mirando a una maggiore integrazione tra hardware e software.
Robotica e intelligenza artificiale fisica
Un altro settore in rapida evoluzione è quello della robotica industriale. Grazie all’adozione di modelli AI più avanzati e chip dedicati, si prevede che il numero di robot installati raggiunga i 5,5 milioni entro il 2026. Tuttavia, permangono sfide legate all’integrazione, alla qualità dei dati e alla cybersecurity che devono essere affrontate per garantire un’implementazione efficace.
La necessità di sicurezza e protezione
Con l’adozione crescente di robot che collaborano con gli esseri umani, la sicurezza deve diventare una priorità. L’autonomia dei robot rende la supervisione e i test di sicurezza ancora più cruciali, richiedendo che i sistemi siano progettati secondo standard rigorosi e che siano in grado di operare in modo sicuro anche in ambienti complessi.
Verso il 2026: un futuro sostenibile per l’AI
Il 2026 potrebbe segnare un punto di svolta per l’intelligenza artificiale. La riduzione del gap dell’AI richiederà un approccio pragmatico, focalizzato su governance e infrastrutture. Questa fase, sebbene meno spettacolare rispetto a quella delle innovazioni all’avanguardia, sarà cruciale per trasformare le promesse in risultati tangibili e duraturi.

