Auto connesse nel 2035: il futuro oltre il semplice prodotto

Nel 2035, l'auto connessa si trasformerà in un servizio digitale innovativo e in continua evoluzione, ridefinendo il concetto di mobilità e interazione.

Nel prossimo decennio, il concetto di auto connessa subirà una rivoluzione significativa. Non si tratterà più semplicemente di un veicolo equipaggiato con accesso a Internet, ma di un ecosistema digitale che si adatta e si evolve nel tempo. Secondo una ricerca del McKinsey Center for Future Mobility, si prevede che il mercato globale del software e dell’elettronica automotive raggiunga i 519 miliardi di dollari entro il 2035, superando di gran lunga la crescita del mercato automobilistico tradizionale.

Questo cambiamento sarà in gran parte alimentato dall’adozione di architetture zonali e centralizzate, veicoli definiti da software, aggiornamenti over-the-air e una maggiore connettività, insieme all’integrazione di funzionalità intelligenza artificiale. Entro il 2030, le vendite di veicoli con sistemi avanzati di assistenza alla guida (ADAS) di livello 2 potrebbero superare il 50%, mentre i veicoli di livello 3 vedranno un aumento significativo entro il 2035, mentre il livello 4 rimarrà poco diffuso.

Auto come servizio: il nuovo paradigma

Con l’avvento dell’auto connessa, la distinzione tra prodotto e servizio diventa sempre più sfumata. Una auto sempre online offre una serie di funzioni che vanno ben oltre la semplice mobilità. Gli utenti potranno beneficiare di un infotainment avanzato, diagnosi e manutenzione predittiva, gestione energetica ottimizzata e assistenza vocale personalizzata. La relazione tra produttore e cliente evolverà, trasformando l’auto in un servizio che offre pacchetti di funzionalità scalabili, aggiornamenti software per estendere la vita utile del veicolo e modelli di pagamento basati sull’utilizzo.

Nuovi modelli di business

Con la crescente diffusione delle auto connesse, i costruttori dovranno rivedere le loro metriche di successo. Non sarà più sufficiente fornire veicoli; sarà fondamentale garantire prestazioni costanti, sicurezza e un’esperienza digitale di alta qualità per tutta la durata del ciclo di vita del veicolo. Modelli di business come il pay-per-use e le offerte specifiche per flotte saranno sempre più comuni, integrando servizi di ricarica e pedaggi, nonché collaborazioni con le città intelligenti.

Innovazioni tecnologiche nella filiera automotive

Per realizzare questa visione, sarà necessario un cambiamento radicale nelle architetture tecnologiche. Si passerà da un approccio basato su centraline isolate a un sistema centralizzato e distribuito, caratterizzato da software riutilizzabile e middleware avanzati. Questo approccio non solo aumenterà il valore del software invisibile, ma richiederà anche una maggiore disciplina ingegneristica, più vicina a quella del cloud computing rispetto alla tradizionale meccanica automobilistica.

In questo nuovo contesto, i produttori di auto si sforzeranno di diventare vere e proprie software company, mentre i fornitori di componenti dovranno adattarsi a competenze più orientate al sistema e alla piattaforma. La competizione non si baserà più soltanto sul design e sulle prestazioni, ma anche sulla rapidità di rilascio di funzioni affidabili e sulla capacità di gestire la complessità del software.

Cybersecurity e gestione dei dati

Un altro aspetto cruciale da affrontare è la cybersecurity. La fiducia del consumatore nell’auto connessa dipenderà dalla sicurezza dei sistemi e dalla gestione degli aggiornamenti. Con l’introduzione della UN Regulation No. 155, si stabiliranno requisiti per un sistema di gestione della sicurezza informatica, mentre la UN Regulation No. 156 riguarderà gli aggiornamenti software, rendendo la pratica degli aggiornamenti continui la norma. Questo approccio è simile a quello degli smartphone, ma con standard di sicurezza molto più severi.

Il futuro della gestione dei dati in Europa

In Europa, la situazione si complica ulteriormente con l’entrata in vigore del Data Act, che mira a riequilibrare l’accesso e l’uso dei dati generati dai veicoli connessi. Questa legislazione offrirà maggiore controllo agli utenti e stabilirà regole più rigorose per i detentori di dati, cambiando le dinamiche tra costruttori, fornitori di servizi e assicurazioni. La capacità di gestire i dati in modo efficace diventerà un fattore chiave per il successo dei produttori automobilistici nel 2035.

Controllo delle piattaforme e alleanze strategiche

Una delle domande più rilevanti per il futuro delle auto connesse è chi avrà il controllo delle piattaforme. È probabile che si sviluppi un mercato a più velocità, dove alcuni produttori svilupperanno sistemi operativi proprietari e ecosistemi di servizi, mentre altri si affideranno a piattaforme di terzi. Contestualmente, il peso di cloud provider, telecomunicazioni e fornitori di chip aumenterà notevolmente.

Per l’industria automobilistica europea, la sfida sarà duplice: investire in competenze orientate al software senza compromettere la qualità e la sicurezza tradizionali, e stabilire alleanze strategiche per evitare una dipendenza eccessiva da piattaforme esterne all’Unione Europea. In un panorama sempre più connesso, la differenza tra leader e inseguitori non sarà determinata solo dall’innovazione, ma dalla capacità di garantire aggiornamenti costanti, protezione robusta e utilizzo trasparente dei dati.

Scritto da Giulia Romano

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