Nel panorama attuale del turismo, la tecnologia sta diventando il filo conduttore tra viaggiatore e destinazione. Avatour startup fondata da Daniele Fappiano ha scelto di capitalizzare su Intelligenza artificiale e avatar digitali per reinterpretare il modo in cui si esplorano i luoghi di culto e di storia.
Il progetto nasce con l’obiettivo di trasformare ogni visita in una conversazione autentica con la memoria collettiva, andando oltre la semplice fruizione di immagini o audioguide. Come spiega Fappiano, “Con san Francesco non stiamo raccontando solo un personaggio storico, ma entriamo in un sistema di luoghi, valori, percorsi e relazioni ancora vivissimo dopo otto secoli”.
San Francesco in Umbria: un avatar che ricostruisce otto secoli di storia
Il primo caso studio di Avatour è stato avviato a san Francesco in Umbria dove un avatar basato su AI guida i visitatori attraverso le strade medievali, i conventi e le chiese legate al santo. Grazie a un archivio di testi, dipinti e testimonianze, l’avatar risponde in tempo reale a domande sui miracoli, sui viaggi del santo e sul contesto socio-economico del XIII secolo.
Dal racconto storico a un sistema di luoghi e valori
Non si tratta più di una narrazione lineare, ma di un ecosistema interconnesso di punti di interesse. L’avatar suggerisce percorsi basati sugli interessi dell’utente, collega eventi religiosi a tradizioni gastronomiche locali e persino indica itinerari in bicicletta che attraversano antichi sentieri di pellegrinaggio. Questo approccio genera un legame emotivo più forte, favorendo una permanenza più lunga e una maggiore spesa per le attività locali.
Atene sull’Acropoli: l’intelligenza artificiale porta la leggenda nella realtà
Il modello di Avatour è stato successivamente trasportato ad Atena sull’Acropoli dove un avatar di un antico saggio greco accoglie i turisti con aneddoti su Pericle, la costruzione del Partenone e le dinamiche politiche della democrazia ateniese. Il sistema utilizza riconoscimento vocale per tradurre le domande in greco, latino, inglese e italiano, rendendo l’esperienza accessibile a un pubblico globale.
Interazione in tempo reale per visitatori di ogni età
L’AI analizza il livello di conoscenza dell’utente e adatta il linguaggio: i bambini ricevono racconti avventurosi, gli studiosi trovano riferimenti a fonti archeologiche, mentre i viaggiatori più casuali ottengono informazioni pratiche su orari di visita e punti di ristoro. L’effetto è una esperienza immersiva che supera le aspettative tradizionali delle guide cartacee.
Entrambi i progetti condividono un obiettivo comune: dare visibilità ai piccoli comuni e alle città d’arte che spesso rimangono ai margini del turismo di massa. Grazie agli avatar, anche una località con risorse limitate può offrire un’offerta digitale pari a quella delle grandi metropoli, attirando visitatori interessati alla cultura e al racconto autentico.
Avatour dimostra che è possibile trasformare ogni sito storico in un dialogo vivente, aprendo nuove opportunità di crescita economica per i territori meno conosciuti e offrendo al turista un’esperienza più ricca e personalizzata.



