Argomenti trattati
Il lancio del Fondo Nazionale per la Connettività segna l’avvio operativo di un intervento pubblico pensato per accelerare la diffusione della Banda ultralarga in aree dove gli investimenti privati sono insufficienti. Gestito da Invitalia come implementing partner, il programma nasce in attuazione della Decisione di esecuzione del Consiglio ECOFIN del 27 novembre 2026 e si colloca all’interno del PNRR, Missione 1 – Componente 2 – Investimento 7. L’intento è semplice ma ambizioso: facilitare progetti infrastrutturali che portino servizi di rete ad alte prestazioni, riducendo il gap infrastrutturale tra territori e sostenendo investimenti che da soli risultano non sostenibili.
Obiettivi e ambito del bando
Il bando copre un perimetro di circa 1,8 milioni di indirizzi suddivisi in 7 lotti geografici, individuati grazie alla mappatura svolta da Infratel Italia su incarico del Dipartimento per la trasformazione digitale. L’azione è pensata per superare ciò che viene definito fallimento di mercato, ovvero le aree in cui la redditività attesa non giustifica per gli operatori investimenti significativi. Il contributo pubblico, previsto fino al 70% delle spese ammissibili, è concepito per rendere sostenibili progetti ad alta intensità di capitale e per massimizzare la copertura effettiva dei civici all’interno del perimetro mappato.
Requisiti tecnici e performance attese
I progetti selezionati dovranno fornire servizi di connettività in grado di garantire performance elevate anche durante i picchi di traffico: la soglia minima richiesta è pari a 1 Gbit/s in download e 200 Mbit/s in upload. Questi parametri collocano l’intervento nella traiettoria europea per le reti ultraveloci e obbligano gli offerenti a presentare soluzioni tecnologiche robuste, scalabili e compatibili con i piani di sviluppo locale. L’attenzione non è solo alla posa della rete, ma anche alla concreta disponibilità del servizio ai cittadini e alle imprese interessate.
Chi può partecipare e come si presenta la domanda
Possono concorrere al bando gli operatori economici del settore delle telecomunicazioni, sia in forma singola che associata, a condizione di rispettare i requisiti tecnico-economici stabiliti nell’avviso. L’idea guida è combinare capacità di indirizzo pubblico e forza realizzativa privata per completare infrastrutture dove il mercato non è autosufficiente. Le istanze devono essere trasmesse esclusivamente tramite la Piattaforma Invitalia Gare Telematiche – InGate, secondo le modalità e i termini indicati nel bando.
Scadenza e fase operativa
La presentazione delle domande è aperta fino alle ore 15.00 dell’11 maggio 2026. Dopo la chiusura dei termini, le proposte saranno valutate secondo criteri che privilegiano la capacità di collegare il maggior numero possibile di civici nel perimetro definito e la sostenibilità economico-finanziaria dei piani d’investimento. Il modello operativo, con Invitalia come ente attuatore, mira ad accelerare i tempi di realizzazione e a garantire trasparenza nella gestione delle risorse pubbliche.
Impatto politico e industriale
Sul piano politico il progetto è stato descritto come un intervento necessario per recuperare ritardi organizzativi e di investimento: il Sottosegretario all’innovazione tecnologica Alessio Butti ha sottolineato l’intento del Governo Meloni di «rimettere ordine» e di valorizzare fondi disponibili per colmare i divari digitali. Dal punto di vista industriale, l’operazione punta a stimolare il capitale privato con leve pubbliche e a creare le condizioni per servizi più avanzati per cittadini e imprese, con benefici attesi sia in termini di produttività sia di inclusione digitale.
Considerazioni finali
Il bando rappresenta una delle azioni più rilevanti nella strategia nazionale per la modernizzazione digitale: intervenire su aree non coperte significa migliorare opportunità economiche e qualità dei servizi territoriali. Per gli operatori è un’occasione per sviluppare progetti ad alta intensità tecnologica con un supporto finanziario significativo, mentre per amministrazioni e utenti finali si aprono prospettive concrete di accesso a una connettività gigabit che risponde alle esigenze di domani. Per informazioni e documentazione completa è consigliabile consultare il portale di Invitalia e i materiali pubblicati dal Dipartimento per la trasformazione digitale.

