Il panorama delle agevolazioni per la modernizzazione delle imprese italiane include il bando SIMEST dedicato alla transizione digitale e alla transizione ecologica. Questo strumento finanzia investimenti volti a migliorare la competitività internazionale e può coprire spese diverse, dalla tecnologia ai processi ambientali, fino al rafforzamento patrimoniale. La misura si è arricchita con l’aggiornamento denominato “Energia per la competitività internazionale”, operativo sul portale SIMEST e specifico per imprese colpite da rincari energetici o riduzioni di fatturato causate dal conflitto nel Golfo Persico.
Cosa finanzia il bando e limiti principali
Possono essere ammesse spese riferite a innovazione digitale, come l’integrazione dei processi, lo sviluppo di software gestionali, l’automazione e la cyber security. Sul fronte ambientale sono coperti interventi di efficientamento energetico, riduzione delle emissioni e misure per la sostenibilità idrica. È prevista anche la possibilità di destinare una porzione del finanziamento al rafforzamento patrimoniale dell’impresa, fino al 50% dell’importo deliberato nella misura base, con limiti minimi di investimento pari a 10.000 euro.
Spese ammissibili in dettaglio
Tra le voci finanziabili rientrano acquisizione di attrezzature tecnologiche, programmi informatici, contenuti digitali, consulenze specialistiche per la digitalizzazione, piani di disaster recovery e business continuity. Per la transizione ecologica sono inclusi lavori per l’efficientamento degli impianti, sistemi di accumulo energetico (BESS), e le certificazioni ambientali connesse agli investimenti, comprensive delle diagnosi energetiche.
La misura «Energia per la competitività internazionale» (Hormuz)
Con approvazione del Comitato Agevolazioni, la nuova linea pensata per affrontare gli effetti della crisi nell’area del Golfo Persico introduce condizioni più favorevoli: lo sportello è operativo dal 25 maggio al 31 dicembre 2026 e permette contributi a fondo perduto più generosi, aumento dell’anticipo erogabile e durata del finanziamento prolungata. Possono accedere imprese che abbiano subito un incremento dei costi energetici di almeno il 10% o una riduzione del fatturato di almeno il 10% a partire dal 28 febbraio 2026.
Vantaggi economici della misura Hormuz
Le caratteristiche chiave includono contributi a fondo perduto fino al 20% per imprese in generale e fino al 30% per le PMI in determinate condizioni; l’anticipo erogabile sale al 50% e la durata si estende a 8 anni (2 anni di preammortamento più 6 di rimborso). Inoltre, per le imprese energivore la quota destinabile al rafforzamento patrimoniale può arrivare fino al 90%, con massimali specifici previsti dalla misura.
Requisiti, importi e condizioni operative
Il bando prevede importi finanziabili da un minimo di 10.000 euro fino a 2,5 milioni per le PMI e 5 milioni per le grandi imprese, con un tetto massimo pari al 35% dei ricavi medi degli ultimi due bilanci. Tra i requisiti essenziali figurano la sede legale e operativa in Italia, almeno due bilanci approvati e la polizza catastrofale obbligatoria in vigore secondo le scadenze previste. Gli investimenti devono iniziare dopo la presentazione della domanda e concludersi entro 24 mesi dalla stipula del contratto di finanziamento.
Chi beneficia di condizioni preferenziali
Le imprese energivore o quelle che hanno avviato percorsi certificati di efficientamento energetico (come ISO 50001 o diagnosi energetica UNI CEI EN 16247) accedono a condizioni più favorevoli: requisiti di fatturato export ridotti, maggiori percentuali di fondo perduto e possibilità di destinare più risorse al rafforzamento patrimoniale. La misura prevede inoltre una specifica attenzione alle filiere, consentendo l’accesso anche a fornitori non esportatori diretti nelle condizioni indicate.
Per le imprese interessate è consigliabile effettuare una verifica preliminare dei requisiti e predisporre la documentazione tecnica e finanziaria prima dell’invio della domanda tramite il portale SIMEST. Servizi di consulenza specializzata possono supportare la predisposizione della pratica, la rendicontazione e il monitoraggio degli investimenti finanziati, riducendo il rischio di esclusione per errori formali.
