Per decenni, il valore di un’azienda è stato misurato in termini di beni tangibili: stabilimenti, macchinari e capacità produttiva. Tuttavia, nel 2026, questa prospettiva è radicalmente cambiata. Secondo uno studio di Ocean Tomo, alla fine del 2025, gli asset tangibili rappresentavano solo l’8% della capitalizzazione dell’S&P 500, un calo drastico rispetto all’83% del 1975. Oggi, il vero valore risiede in elementi intangibili come il marchio la fiducia la cultura e la credibilità.
Questo cambiamento rappresenta una trasformazione quasi antropologica del capitalismo globale. Le aziende non vendono più solo prodotti o servizi, ma affidabilitàcoerenza e visione. La fiducia, a differenza di un impianto produttivo, non si costruisce con un investimento una tantum, ma si accumula giorno dopo giorno e può dissolversi in poche ore. Non è un caso che i dirigenti attribuiscano in media il 63% del valore di mercato della propria azienda alla reputazione complessiva.
La comunicazione d’impresa nel 2026
La comunicazione d’impresa ha subito una metamorfosi significativa. Non è più sinonimo di pubblicità, ma di coerenza e trasparenza. Un’azienda può investire milioni in comunicazione e perdere credibilità nel giro di una notte se le sue azioni contraddicono la narrazione che ha costruito di sé. Oggi, le persone vogliono sapere chi c’è dietro un marchio, quali valori rappresenta, come tratta le persone che lavorano per lei e quale impronta lascia sull’ambiente e sulla società.
Questa trasformazione è al centro della quarta edizione dell’inserto Comunicare è un’impresa intitolata L’economia della reputazione. Lo speciale, disponibile sia in versione digitale sia in edicola con il numero di settembre di Business People, esplora il nuovo ruolo delle aziende come media, la gestione delle crisi reputazionali e la centralità dei CEO come volti pubblici dei brand. Tra i contributi, troviamo esperti e protagonisti dell’executive search come Francesco Giorgino, Stefano Prestini, Laura Colm, Alessandro Bossi, Massimo Picca, Andrea Poletti e Manuela Vergano.
L’importanza degli User Generated Content nel B2B
Nel mercato contemporaneo, la costruzione della fiducia è l’elemento centrale per il successo di qualsiasi strategia commerciale. Nel settore business-to-business, dove i cicli di vendita sono lunghi e gli investimenti economici elevati, gli acquirenti professionali cercano conferme oggettive prima di impegnarsi in un accordo. In questo scenario, gli User Generated Content (UGC) ovvero i contenuti generati direttamente dagli utenti e dai clienti, hanno smesso di essere una prerogativa del mercato B2C per diventare una delle leve più efficaci di accreditamento e conversione anche tra aziende.
La riprova sociale si basa sul principio psicologico per cui le persone, e Nel panorama contemporaneo del B2B marketing, il percorso d’acquisto si svolge per la maggior parte in totale autonomia online prima ancora che il cliente entri in contatto con un referente commerciale. I responsabili degli acquisti consultano valutazioni, analisi comparative e schede di prodotto per ridurre il margine di rischio.
Strategie per raccogliere feedback autentici dai clienti
Ottenere UGC di qualità nel B2B richiede un approccio proattivo e sistematico. Le aziende non possono attendere che i clienti lascino una recensione spontaneamente, ma devono strutturare processi di raccolta dedicati. Ecco alcune strategie efficaci:
L’invio di email automatizzate dopo la consegna del prodotto è una pratica comune. L’integrazione tra i sistemi informatici aziendali (CRM) e i software di marketing automation consente di richiedere un feedback al momento perfetto, ovvero quando l’esperienza d’uso del bene o del servizio è al massimo del suo valore. I passaggi chiave includono la pianificazione del tempismo, la semplicità di compilazione e la personalizzazione del messaggio.
Incentivare la realizzazione di video testimonianze e casi studio è un’altra strategia efficace. Le testimonianze video rappresentano l’espressione più potente dell’UGC nel B2B, poiché mettono un volto umano ed un nome aziendale reale a supporto del brand. Per stimolare i clienti VIP a rilasciare video testimonianze, è possibile offrire visibilità reciproca, fornire supporto tecnico e logistico e abbinare l’UGC a casi studio estesi.
Integrare i contenuti sul sito e-commerce aziendale è fondamentale. Mostrare i feedback reali direttamente nelle pagine prodotto aumenta drasticamente la credibilità dell’offerta. È possibile utilizzare badge e rating aggregati, filtri per settore e dimensione aziendale e integrare loghi aziendali per affiancare alle recensioni.



