Come la targa obbligatoria e la Rc influenzano utenti e operatori della micromobilità

Il provvedimento del 17 marzo introduce il targhino e spalanca la possibilità di una Rc Auto obbligatoria, con costi stimati fino a 33 euro per la targa e oltre 100 euro l'anno per l'assicurazione su un mezzo dal valore medio di 300 euro

Con la pubblicazione del decreto in Gazzetta Ufficiale il 17 marzo, la disciplina dei monopattini elettrici ha subito un’accelerazione normativa che si concretizza nell’obbligo di dotare i mezzi di un contrassegno identificativo e, contestualmente, nella prospettiva di un obbligo assicurativo. La misura entrerà in vigore a partire dal 16 maggio 2026, imponendo ad utenti privati e a chi gestisce flotte in sharing di adeguarsi a pratiche amministrative e costi finora non previsti.

Il nodo centrale è che ciò che viene presentato come un intervento mirato alla sicurezza rischia di trasformarsi in un onere economico significativo: il contrassegno ha un costo base di 8,66 euro, ma tra diritti di motorizzazione e imposte accessorie il prezzo finale per l’utente viene stimato intorno ai 33 euro. Parallelamente, la possibilità di imporre una RC Auto ai monopattini solleva dubbi di proporzionalità e di efficacia rispetto alla reale natura della micromobilità.

La procedura di rilascio e i costi concreti

Il sistema di assegnazione del cosiddetto targhino si basa sull’associazione tra il codice fiscale del richiedente e il codice alfanumerico stampato sull’adesivo. La domanda dovrà essere presentata tramite la piattaforma Gestione pratiche online con accesso tramite Spid di secondo livello o Carta d’identità elettronica, e la pratica verrà gestita dal Centro servizi della Motorizzazione. Oltre al prezzo dell’adesivo, la procedura comporta il pagamento di bollo e diritti di motorizzazione che, secondo le associazioni di categoria, moltiplicano per oltre tre volte il costo iniziale.

Modalità operative e problemi logistici

Il contrassegno, prodotto dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato, è un adesivo plastificato che va applicato sul parafango posteriore o, in sua assenza, sul piantone dello sterzo. Ma questo dettaglio pratico solleva criticità: il parafango è spesso un componente in plastica rimovibile, facilmente distaccabile e riutilizzabile, con il rischio che l’adesivo venga spostato fra mezzi diversi. Ciò mette in discussione la funzione identificativa del targhino e può generare ulteriori oneri amministrativi legati alle sostituzioni.

Assicurazione obbligatoria: perché è contestata

Oltre al contrassegno, il decreto apre la strada all’obbligo di copertura assicurativa. Le stime fornite da Assosharing indicano che una RC Auto applicata ai monopattini potrebbe costare fino a 100 euro l’anno per mezzo. Considerando che il valore medio di un monopattino è attorno a 300 euro, un premio di questa entità rappresenterebbe oltre un terzo del prezzo del mezzo, con conseguenze rilevanti per l’accessibilità del servizio e la convenienza dello sharing.

Responsabilità e assicurazioni più adeguate

Gli operatori e gli esperti denunciano come la logica della RC Auto non sia la più adatta alla micromobilità: nella stragrande maggioranza dei casi, infatti, la responsabilità di un danno ricade sull’utilizzatore e non sul veicolo. Una soluzione alternativa, suggerita dal settore, è una copertura di Responsabilità Civile verso Terzi legata alla persona che guida, più coerente con la natura dei rischi e meno gravosa in termini di prezzo.

Impatto su utenti, aziende e politiche urbane

Le ricadute sono molteplici: i proprietari privati dovranno affrontare nuove spese, mentre le aziende di sharing – tra cui nomi come Lime, Dott e Bird – vedranno crescere i costi di gestione delle flotte in misura non trascurabile. A Roma, città con oltre 13 milioni di noleggi annui, la combinazione di targa, assicurazione e obbligo del casco rischia di ridurre l’attrattività del mezzo e di incidere sulla redditività dei servizi, con possibili ripercussioni anche sul nuovo bando per l’affidamento della micromobilità.

Inoltre le sanzioni previste per la circolazione senza contrassegno o senza copertura possono arrivare fino a 400 euro, aumentando il rischio economico per gli utenti occasionali e i giovani che utilizzano il monopattino come alternativa all’auto o al trasporto pubblico.

Richieste del settore e possibili strade di compromesso

Assosharing ha chiesto un incontro urgente con il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per rivedere gli aspetti economici e tecnici del decreto. Il settore non rifiuta la regolazione, ma sollecita regole proporzionate e costruite dopo un confronto tecnico, in grado di conciliare sicurezza, tracciabilità e sostenibilità economica. Il rischio concreto è che, senza adeguati correttivi, la norma ostacoli gli obiettivi più ampi di decarbonizzazione e decongestionamento urbano perseguiti dalle politiche nazionali ed europee.

La speranza di chi opera nella micromobilità è che il tavolo venga convocato prima del 16 maggio 2026, data di entrata in vigore, per evitare che una transizione normativa pensata per la sicurezza si trasformi in un carico ingiustificato per cittadini e imprese.

Scritto da Chiara Ferrari

Soluzioni energetiche e finanziamenti per accelerare l’inclusione digitale in Africa