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25 Giugno 2026

Come l’intelligenza artificiale aumenta la produttività ma amplifica le disuguaglianze di genere

Scopri il paradosso per cui l'adozione dell'AI può ampliare le disuguaglianze di genere e come progetti come IIW-BEK in Kenya cercano di invertire la tendenza

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La diffusione dell’intelligenza artificiale promette guadagni di produttività senza precedenti: alcune stime parlano di un contributo fino a 19,9 trilioni di dollari all’economia globale entro il 2030. Tuttavia, l’incremento di output non si traduce automaticamente in benefici equi. In diversi settori si sta manifestando un vero e proprio paradosso di produttività: l’aumento dell’efficienza può accentuare le disparità di reddito, il peso del lavoro non retribuito e la capacità decisionale delle donne.

Questo articolo confronta due manifestazioni di quel paradosso: da un lato, le scelte strategiche delle grandi aziende tecnologiche che spostano capitale verso infrastrutture e automazione; dall’altro, iniziative mirate come il programma IIW-BEK in Kenya che finanziano e sostengono imprenditrici nella blue economy. L’obiettivo è offrire un quadro pratico per imprese, policy maker e organizzazioni che vogliono ridurre il rischio che l’AI diventi un moltiplicatore di disuguaglianze.

Il paradosso produttività-genere: perché la crescita non sempre favorisce le donne

La semplice misurazione della produttività in termini di output per addetto nasconde dinamiche distributive complesse. Quando le aziende sostituiscono lavoro con automazione o centralizzano capitale in infrastrutture di calcolo, i guadagni spesso ricadono su chi detiene il capitale e le competenze specialistiche. Questo processo può ridurre posti di lavoro tradizionalmente occupati da donne e aumentare il tempo dedicato a cure e attività non retribuite. In sostanza, l’aumento dell’output può convivere con un peggioramento dell’accesso delle donne a reddito, tempo libero e potere decisionale.

Meccanismi che amplificano il divario

Tre meccanismi ricorrenti spiegano il fenomeno: primo, la sostituzione tecnologica che elimina ruoli ripetitivi; secondo, la concentrazione degli investimenti in asset intensivi di capitale come i data center, che riducono la necessità di forza lavoro diffusa; terzo, le barriere strutturali che limitano l’accesso delle donne alla formazione e al credito. Un esempio emblematico è la decisione di alcune Big Tech di dare priorità a investimenti massicci in infrastrutture: ciò cambia il profilo della domanda di lavoro e favorisce competenze altamente specializzate.

Esempi concreti: dalla Silicon Valley alla costa del Kenya

Nel mondo tecnologico, la corsa a raggiungere capacità computazionale enorme ha ripercussioni occupazionali. Alcune grandi aziende hanno annunciato ristrutturazioni e piani di investimento in infrastrutture che possono tradursi in tagli di personale: questo fenomeno illustra come l’AI non sia più solo uno strumento di supporto ma un fattore che rimodella l’organizzazione del lavoro e il capitale umano. Allo stesso tempo, progetti di sviluppo locale mostrano che interventi mirati possono contrastare questi trend a livello territoriale.

Meta, automazione e strategia infrastrutturale

La scelta di focalizzarsi su grandi investimenti in data center e su sistemi AI avanzati può rendere superflui ruoli che una volta erano essenziali, con conseguenze sul mercato del lavoro. Quando un’azienda privilegia efficienza per infrastrutture rispetto all’occupazione diffusa, il risultato è una ristrutturazione della domanda di competenze che tende a premiare figure già in posizione di vantaggio. Questo spostamento evidenzia la necessità di politiche di accompagnamento per non lasciare indietro intere categorie di lavoratrici e lavoratori.

Contrasto e opportunità: il caso IIW-BEK in Kenya

Un esempio positivo arriva dall’Africa orientale: il programma IIW-BEK (Investing in Women in the Blue Economy in Kenya), finanziato da Global Affairs Canada e implementato dall’AECF nel 2026, mira a rimuovere ostacoli finanziari e normativi per le imprenditrici nel settore marittimo e lacustre. L’iniziativa ha l’obiettivo di creare migliaia di posti di lavoro diretti e di supportare oltre mille professioniste e attori della filiera, promuovendo pratiche sostenibili e diversificando le fonti di reddito lontano dalle risorse sovrasfruttate.

Risultati e lezioni applicabili

Secondo il report AECF 2026-2026, il finanziamento ha permesso di formalizzare imprese, aumentare l’alfabetizzazione finanziaria e far crescere l’acquacoltura come alternativa alle catture tradizionali. Storie come quella di imprenditrici che acquistano imbarcazioni o espandono filiere dimostrano come investimenti mirati a donne possano produrre impatti economici e ambientali positivi. Questi modelli offrono indicazioni utili anche per le PMI e le policy negli altri contesti interessati dall’automazione.

Verso risposte efficaci per imprese e policy

Affrontare il paradosso richiede una combinazione di azioni: formazione per competenze digitali accessibili, meccanismi di finanziamento che favoriscano le donne imprenditrici, e regole di governance che promuovano la condivisione dei benefici dell’AI. Le PMI possono adottare pratiche di upskilling, flessibilità organizzativa e partnership locali per evitare che l’automazione diventi esclusione. Le istituzioni, dal canto loro, devono incentivare investimenti inclusivi che tengano conto di impatto di genere e sostenibilità ambientale.

In conclusione, la sfida non è rifiutare la tecnologia ma governarla: trasformare il potenziale dell’intelligenza artificiale in opportunità diffuse richiede interventi mirati, come l’IIW-BEK, e una visione che metta al centro equità e sostenibilità. Solo così la produttività aumenterà senza trasformarsi in un fattore che amplifica le disuguaglianze di genere.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.