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29 Maggio 2026

Cooperazione italo-francese per autonomia digitale e adozione responsabile dell’intelligenza artificiale

Italia e Francia hanno avviato un percorso condiviso per rafforzare la sovranità digitale europea, puntando su infrastrutture, cloud, capacità di calcolo e regole per un'intelligenza artificiale sicura e centrata sulla persona. Tra i temi anche il ruolo del quantum, la lotta ai deepfake e il sostegno a startup e PMI.

Cooperazione italo-francese per autonomia digitale e adozione responsabile dell'intelligenza artificiale

Il confronto tra Roma e Parigi sulla politica digitale europea si è svolto a margine della ministeriale dedicata a digitale e tecnologie. Durante gli incontri il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, e il sottosegretario con delega all’Innovazione, Alessio Butti, hanno approfondito con la ministra francese per l’Intelligenza artificiale e le Tecnologie digitali, Anne Le Hénanff, una serie di dossier strategici per l’autonomia tecnologica del continente.

Al centro del dialogo sono emersi temi chiave come le infrastrutture digitali, la capacità computazionale, il cloud e l’identità digitale europea, oltre a questioni normative e industriali che impattano sull’adozione diffusa dell’intelligenza artificiale nel tessuto economico e sociale europeo.

Obiettivi comuni: autonomia digitale e approccio antropocentrico

Italia e Francia hanno concordato sulla necessità di accelerare la costruzione di una reale autonomia digitale europea, intesa come capacità di governare tecnologie, dati e servizi strategici senza dipendere eccessivamente da operatori esterni. L’obiettivo condiviso è creare un ecosistema AI che sia competitivo sul piano industriale ma anche sicuro e fondato su una visione antropocentrica, in cui la tecnologia supporta le persone senza sostituirne la responsabilità.

Bilanciare innovazione e fiducia

Nel corso del confronto, il messaggio italiano ha sottolineato l’importanza di un equilibrio tra innovazione e fiducia. Questo approccio è coerente con il quadro del AI Act europeo e punta a regole che permettano l’adozione dell’intelligenza artificiale soprattutto nei settori sensibili come sanità, giustizia, istruzione e pubblica amministrazione.

Sicurezza, resilienza e strumenti di cooperazione

Il tema della sicurezza è stato declinato su più livelli: dalla tutela della democrazia alla resilienza economica. Il sottosegretario Butti ha ribadito che l’AI non è più solo tecnologia, ma un fattore che investe la stabilità sociale e le libertà pubbliche. Per questo motivo sono stati promossi meccanismi di cooperazione internazionale come il Hiroshima AI Process per coordinare governi, industria e mondo accademico nella gestione dei rischi.

Contrasto ai deepfake e strumenti condivisi

Tra le priorità è emerso il contrasto ai deepfake e ai contenuti sintetici manipolati, identificati come minacce dirette alla fiducia pubblica e alla sicurezza dei minori. L’Italia ha evidenziato il proprio supporto a progetti internazionali quali il G7 Meta-detector, volto a sviluppare strumenti condivisi per identificare contenuti falsificati e proteggere i cittadini dalle frodi digitali.

Competitività industriale: startup, PMI e tecnologie emergenti

La discussione ha messo in luce anche la dimensione industriale della transizione digitale: sostenere l’innovazione aperta e l’adozione dell’open-source AI è visto come leva per abbattere le barriere all’ingresso e favorire la diffusione dell’AI nelle piccole e medie imprese. Apertura e trasparenza sono ritenute essenziali per migliorare trasparenza, accountability e ridurre la dipendenza da pochi grandi attori globali.

Quantum: un fattore strategico

Un capitolo a parte è stato dedicato alle tecnologie quantistiche: il quantum è ormai considerato un asset industriale e geopolitico, che richiede investimenti in talenti, proprietà intellettuale, hardware e supply chain sicure. L’Italia ha citato iniziative nazionali come Q-Alliance, il Centro Nazionale Volta e Q-Lomb come esempi di integrazione tra ricerca, imprese e startup.

Dialoghi bilaterali oltre l’Europa

A margine della ministeriale, il ministro Urso ha incontrato anche rappresentanti giapponesi per discutere di semiconduttori e materie prime critiche. L’Italia ha illustrato un progetto pilota per lo stoccaggio strategico di materie prime critiche, cercando di apprendere dalle esperienze del Giappone per rafforzare la resilienza delle filiere industriali e la sicurezza degli approvvigionamenti.

In sintesi, le interlocuzioni a Parigi mostrano una strategia italiana basata su cooperazione multilaterale, regole condivise e investimenti mirati: elementi che, insieme alla Francia e ad altri partner del G7, dovrebbero contribuire a disegnare un’Europa digitale capace di competere in modo sicuro, aperto e sostenibile.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.