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25 Giugno 2026

Crescita dei pagamenti digitali a 518 miliardi: cosa cambia per imprese e consumatori

Il 2026 segna un nuovo massimo per i pagamenti digitali in Italia: tra crescita, norme e tecnologie la sfida è governare il cambiamento

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Nel 2026 l’Italia ha raggiunto un nuovo primato: il volume dei pagamenti digitali ha toccato i 518 miliardi di euro, con una crescita del +7% rispetto al 2026, secondo la ricerca dell’Osservatorio Innovative Payments del Politecnico di Milano. Questo dato conferma che il digitale è ormai parte integrante delle abitudini di spesa: oggi il 45% dei consumi viene regolato elettronicamente, mentre il contante scende al 38% e i bonifici e addebiti diretti rappresentano il 17% del transato complessivo. Il passaggio non è più solo numerico, ma strutturale: cambia il rapporto tra utenti, istituti e imprese.

Il contesto internazionale spinge e offre esempi concreti. In Brasile il sistema Pix ha processato 7,9 miliardi di transazioni P2B nel terzo trimestre del 2026 (+13%), mentre in India UPI ha superato i 21,6 miliardi di transazioni a dicembre 2026 (+29%), coprendo l’86% delle transazioni digitali locali. In Europa emergono progetti come Wero — wallet paneuropeo con 200 milioni di trasferimenti peer-to-peer e 11 miliardi di euro di transato a fine 2026 — e l’interconnessione proposta dall’European Payment Alliance, che coinvolge operatori come BANCOMAT. Sul fronte monetario le stablecoin dominano il dibattito: Tether detiene circa il 58% della capitalizzazione, Circle il 23%, mentre il quadro regolamentare europeo evolve con MiCAR operativo e il Digital Euro che entra nella fase di prototipazione tecnica e consolidamento normativo nel 2026.

Crescita e adozione in Italia

La crescita italiana si manifesta soprattutto nei punti vendita e nei Servizi digitali. I pagamenti con carta nei negozi sono pari a 406 miliardi di euro, di cui 47 miliardi generati da visitatori stranieri, a testimonianza del ruolo strategico dell’accettazione digitale per il commercio e il turismo. Il parco terminali sale a 3,6 milioni di POS, con gli Smart POS che pesano ormai il 19% e i Software POS che raggiungono 165.000 unità, segnando una transizione verso soluzioni software-based. In negozio il contactless (carta, smartphone, wearable) vale 323 miliardi (+11%) e gli innovative payments totalizzano 84,9 miliardi (+45%), coprendo il 16% del totale dei pagamenti digitali.

Il ruolo del BNPL e la normativa in arrivo

Un capitolo a parte è il Buy Now Pay Later (BNPL), che nel 2026 ha registrato un transato di 9,9 miliardi di euro (+45%), con l’online a +50% di crescita. Tuttavia il 2026 sarà un anno cruciale: l’entrata in vigore della seconda Direttiva europea sul Credito al Consumo (CCD2) imporrà nuovi requisiti di compliance e trasparenza, costringendo gli operatori a ripensare processi e user experience. Come osserva Matteo Risi dell’Osservatorio, la sfida sarà conciliare tutela del consumatore, sostenibilità del modello e semplicità d’uso, senza perdere la leva di conversione che ha reso il BNPL popolare.

Comportamenti dei consumatori e tecnologie emergenti

Dal punto di vista degli utenti, la penetrazione digitale avanza: il 96% degli italiani possiede almeno una carta e l’uso di smartphone e wearable per pagare è cresciuto a 14 milioni di persone nell’ultimo anno, rispetto ai quasi 10 milioni del 2026. Il 33% degli italiani porta poco contante, preferendo il cash per precauzione più che per scelta. Il bonifico istantaneo accelera: il 69% lo ha usato almeno una volta e il 70% lo preferisce al bonifico tradizionale nelle transazioni tra privati. La conoscenza del BNPL è passata dal 14% del 2026 al 17% del 2026, circa 2,8 milioni possiedono criptovalute e, in modo significativo, 1 italiano su 6 dichiara la disponibilità ad affidare pagamenti a un AI agent.

Sicurezza, automazione e delega

L’avanzamento verso pagamenti sempre più invisibili e automatizzati solleva questioni di sicurezza: la stessa tecnologia che abilita efficienza può amplificare vulnerabilità, frodi e rischi sistemici. Le parole di Ivano Asaro evidenziano che «parlare di pagamenti significa parlare di futuro», richiamando la necessità di governance e infrastrutture resilienti. Allo stesso tempo, Valeria Portale sottolinea come stablecoin e Digital Euro aprano una fase in cui innovazione e indipendenza monetaria diventano pilastri per la competitività europea.

Implicazioni per imprese e politiche pubbliche

Per le imprese, soprattutto le PMI, il cambiamento richiede scelte strategiche: accettare nuove forme di pagamento, aggiornare infrastrutture e ripensare l’esperienza cliente. Il dato che 47 miliardi provengono da visitatori esteri evidenzia il vantaggio competitivo per chi adotta soluzioni digitali. Sul piano pubblico e regolatorio, l’obiettivo è costruire un’architettura dei pagamenti interoperabile, sicura e coerente con gli interessi strategici dell’Europa, bilanciando apertura all’innovazione e tutela della sovranità monetaria. Governare la transizione diventa quindi una priorità tanto quanto promuoverla.

In sintesi, il nuovo massimo di 518 miliardi del 2026 non è solo una cifra: è la fotografia di un sistema che si evolve rapidamente e che richiede regole, infrastrutture e capacità operative nuove. Il compito futuro sarà far dialogare tecnologia, regolamentazione e mercato per trasformare la crescita in valore sostenibile e sicurezza per cittadini e imprese.

Autore

Edoardo Vitali

Edoardo Vitali ha coordinato la copertura della ristrutturazione del mercato ittico di Palermo, sostenendo la linea editoriale sulla trasparenza fiscale. Capo redattore economia, porta in redazione un tratto pragmatico e un dettaglio personale: conserva ancora taccuini degli incontri in Sala delle Lapidi.