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24 Ottobre 2026

Data center in Lombardia: la nuova legge che rafforza i comuni e l’ambiente

La Giunta regionale approva un provvedimento che impone standard ecologici ai data center e assegna ai comuni una voce più forte nella loro autorizzazione.

Data center in Lombardia: la nuova legge che rafforza i comuni e l’ambiente

Il 23 ottobre 2026 la Giunta regionale Lombardia ha dato il via libera a un progetto di legge dedicato alla disciplina dei data center. L’iniziativa, promossa dal presidente Attilio Fontana, introduce una serie di requisiti tecnici volti a ridurre l’impatto ambientale degli impianti digitali e a potenziare il ruolo delle amministrazioni comunali nella fase di valutazione.

Requisiti tecnici per un futuro più sostenibile

Il testo prevede l’obbligo di adottare sistemi di raffreddamento a basso consumo d’acqua, l’alimentazione da fonti rinnovabili e la verifica preventiva della fattibilità delle connessioni elettriche prima di avviare qualsiasi procedura autorizzativa. Queste misure mirano a contenere il consumo di risorse idriche, a favorire l’uso di energia pulita e a ridurre i rischi legati a sovraccarichi elettrici, creando così una rete più resiliente per le infrastrutture digitali.

Priorità al recupero delle aree dismesse

Un altro caposaldo della proposta è la ricerca di destinazioni alternative per le aree dismesse, favorendo la loro riallocazione a progetti ad alto valore ambientale o sociale. Il provvedimento stabilisce che ogni nuovo insediamento debba tenere conto della disponibilità di terreni già degradati, evitando così l’espansione su aree vergini e contribuendo alla riqualificazione territoriale.

Il ruolo potenziato dei comuni nella valutazione

La legge attribuisce ai comuni una competenza più incisiva nella fase di esame dei progetti, richiedendo una valutazione integrata che includa impatti ambientali, sociali ed economici. I soggetti locali dovranno quindi redigere una relazione tecnica dettagliata prima di trasmettere l’istanza alla Regione, garantendo una maggiore trasparenza e una più stretta connessione tra le decisioni amministrative e le esigenze territoriali.

Reazioni dell’Associazione IDA

L’Associazione IDA ha accolto la proposta con un “cauto ottimismo”, sottolineando che “il nodo principale, oggi, resta la certezza normativa”. L’associazione, però, ha rimarcato l’esigenza di un quadro nazionale coordinato capace di orientare gli investimenti in maniera omogenea su tutto il territorio italiano, evitando disparità regionali e garantendo coerenza nelle politiche ambientali e infrastrutturali.

Prospettive per il settore digitale lombardo

Con l’entrata in vigore del provvedimento, le imprese del settore tecnologico dovranno adeguare i propri piani di sviluppo alle nuove norme, investendo in tecnologie più efficienti e collaborando strettamente con le amministrazioni comunali. Questo scenario, se ben gestito, potrebbe trasformare la Lombardia in un modello di sviluppo digitale sostenibile, con data center più verdi e una governance locale più partecipata.

Autore

Susanna Riva

Susanna Riva osserva Bologna dalla finestra dell’Archivio di Stato dove una volta ha passato una settimana a consultare faldoni sulle cooperative cittadine: quel documento segnò la scelta editoriale di approfondire responsabilità istituzionali. Tiene linea critica nella redazione, amante del caffè lungo e del taccuino sempre pieno.