Il convegno “Data center sovrani: energia, intelligenza artificiale, cybersecurity” si è tenuto nella Nuova Aula dei Gruppi Parlamentari della Camera dei Deputati, organizzato da Confassociazioni e Confassociazioni Digital. L’incontro ha riunito rappresentanti governativi, industriali e accademici per discutere il ruolo strategico delle infrastrutture digitali nell’era dell’AI. Al centro del dibattito è stato l’intervento del sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Alessio Butti, delegato all’innovazione tecnologica, che ha delineato le sfide legate alla concentrazione del mercato dei data center nelle mani di pochi grandi gruppi privati.
Rischi di oligopolio: l’avvertimento di Alessio Butti
Butti ha sottolineato che, sebbene le grandi aziende private siano indispensabili per realizzare e gestire la maggior parte dei data center, la concentrazione della capacità computazionale in un ristretto numero di soggetti può creare un oligopolio dannoso per l’interesse pubblico. Quando pochi operatori controllano i luoghi fisici dove i dati vengono immagazzinati e processati, la continuità dei servizi essenziali e la sovranità digitale rischiano di dipendere da decisioni di pochi. L’allarme è stato chiaro: la concentrazione estrema può compromettere la sicurezza nazionale e limitare la libertà di scelta tecnologica del Paese.
Modelli federati e collaborazione tra piccoli operatori
Per contrastare tale scenario, Butti ha proposto di incentivare la collaborazione tra operatori minori e di adottare modelli federati, in cui diverse infrastrutture possono interconnettersi e condividere risorse computazionali. Questa strategia, secondo il sottosegretario, consentirebbe di riequilibrare il potere di mercato, garantendo al contempo la necessaria capacità di calcolo per sostenere intelligenza artificiale avanzata ricerca scientifica e digitalizzazione dei servizi pubblici. Inoltre, ha richiesto un’apertura verso gli investimenti internazionali e una costruzione di una vera capacità europea, affinché l’Italia non resti isolate ma partecipi attivamente alla competitività del continente.
Sicurezza e requisiti per i settori strategici
Un altro punto focale è stato l’importanza di definire criteri stringenti per la protezione dei dati nei settori sensibili – pubblici, sanitari, difesa, energia – che richiedono elevati standard di localizzazione, controllo e continuità operativa. Il sottosegretario ha ribadito che, per preservare l’interesse pubblico, è necessario garantire che le infrastrutture critiche siano gestite con rigorose misure di cybersecurity e siano soggette a regole di interoperabilità che evitino dipendenze da una sola giurisdizione.
Integrazione energetica e distribuzione territoriale
Butti ha evidenziato come l’espansione dei data center incida notevolmente sui sistemi energetici locali. Ha quindi avanzato la necessità di una pianificazione che leghi la digitalizzazione all’ energia rinnovabile promuovendo il recupero di calore e l’uso di sistemi di accumulo. La scelta di collocare i nuovi impianti in aree industriali già esistenti consentirebbe di contenere i consumi e minimizzare l’impatto sui territori. Infine, ha sottolineato l’importanza di una distribuzione geografica equilibrata delle strutture, al fine di aumentare la resilienza dei servizi e valorizzare la posizione strategica dell’Italia nel Mediterraneo, contribuendo così a rafforzare le reti internazionali di collegamento.
Favorire modelli federati, garantire la sicurezza dei settori strategici e integrare la pianificazione energetica rappresentano i pilastri su cui costruire una sovranità digitale solida e sostenibile per l’Italia e per l’intera Europa.



